L'uomo è per natura un animale politico (Aristotele)Solitudo mea iocundissima (Petrarca)E' davvero così? Quale delle due frasi è vera? Siamo soli o uniti? L'umanità è un solo Spirito come dice S. Paolo ai Corinzi o siamo tanti uomini soli? Davvero non lo so. A che serve conoscere i versi di Milton, o tutte e dieci le categorie di Aristotele, apprezzare le poesie di Orazio considerando il testo latino, se non c'è poi nessuno con cui condividere? Hadot diceva che questa frattura è insanabile: il filosofo vede il mondo come dovrebbe essere, il non-filosofo come è. E voglio estendere il termine filosofo a chiunque si elevi dalla massa e abbia coscienza di ciò. Quanto sembrano inutili, se visti così, gli studi! E allora ci si butta su Seneca, Platone e Montaigne, tentando di trovare conforto. Come Petrarca: stare con i morti. Ma questi morti, alla fine, non aiutano. Intellettuali frustrati, ecco cosa sono i filosofi. C'è poco da dire: è così. Che imparino a godersi la propria solitudine. Perché davvero la frattura è insanabile.Che tristezza, però.P.S.: chiedo scusa a tutti i lettori se questo post sembra uno sfogo. Il fatto è che non sembra, é uno sfogo. Mille scuse.Immagine: H. Fussli, Solitudine all'alba