Una delle attivita' di routine del mio lavoro di giardiniereconsiste nel rastrellare frequentemente le foglie cadute da un albero imponente , inopportunatamente piantato ( da me ) in mezzo al prato .Un amico si affaccia sul mio giardino e mi chiede chi me lo faccia faree perche' non tagli via quell'albero .Poso un attimo il rastrello e guardo l'albero ,ricordo che il tizio da cui lo acquistai mi garantì che sarebbe rimasto piccolo ,poco piu' grande di un cespuglio , ed invece lui si mise a crescere .Col passare degli anni il tronco è diventato nodoso e robusto e le radici , avendo probabilmente incontrato terreno duro sotto , sono affiorate in superficiedivenendo tortuose ed imponenti anch' esse :l'impressione sommaria è quella di uno che vuol darsi le arie di un patriarca !Conseguenza di tale crescita e' una fornitura massiccia di foglie che , complice il vento , il mio amico verde abbandona disordinatamente sul prato appena tosato , costringendomi a rastrellarlo di continuo per tenere un minimo di ordine .Raccogliere le foglie è una di quelle attivita' che spengono i pensieried in quel momento , provenienti chissa da dove , affiorano spontanee soluzioni per problemi insoluti , intuizioni su risposte che cercavano domande, ricordi cari che pensavo ormai dimenticati . Al mio amico che aspetta una rispostaso solo dire" come dici scusa ? "