Into the Wild

Esperimento . . .


 
Caro blog.....Robin Williams e' morto , e ne sono addolorato come fosse stato un amico di famiglia od un parente e forse perché spesso mi sono identificato nei suoi personaggi , o forse perché so , e di ciò scriverò dopo , come si deve essere sentito prima di staccarsi la spina . Mio figlio ha lasciato l'università , non vuole studiare e preferisce trovare qualcosa che gli permetta di lavorare subito ed a Londra , Patria da cui ha deciso di farsi adottare . Non sono frastornato per i soldi ( tanti , tantissimi ) che abbiamo investito nella sua preparazione culturale , ne' per il fatto che dopo il lavapiatti e lo stuart di bordo abbia deciso di fare il croupier nei casino' , ma per aver lui preferito entrare nel mondo del lavoro non dal portone d'ingresso camminando su un tappeto rosso ma dalla finestra della servitù . Mi consolo rileggendo Gibran....Sono le due ultime " tegole " che mi sono cadute in testa ma altre le hanno anticipate , non pesanti prese ognuna a parte , ma tante , uno stillicidio . Forse è' per questo che mi sono abbandonato al demone della depressione : e' l'ultima mia novità . Prima si presentava con piccoli attacchi stagionali , brevi sortite giustificabili e sopratutto razionalizzabili , poi con crisi sempre più frequenti , ravvicinate e durevoli . Da un po' caratterizzano le mie giornate e ne sottolineano il ritmo non più' segnato dagli accadimenti quotidiani quanto dal fatto che il mio " nuovo diavoletto  " si sia presentato o meno  .Un caro amico cui mi sono confidato mi chiedeva come si manifestasse l'attacco : nientedeche'........e' come se mi si staccasse la spina . Ovunque io mi trovi , qualunque cosa io stia facendo , all'improvviso mi si spegne la vita ed io non vado più avanti , anzi , mi piacerebbe poter disporre di un interruttore generale da poter staccare definitivamente . Finora e' accaduto sul lavoro  solo una volta , ma per fortuna ha risolto il mio collega e la scusa di un  calo improvviso di pressione arteriosa per il caldo e' stata plausibile . Di solito , cosa paradossale , si scatena proprio quando non lavoro e sto per fare qualcosa che mi piace : uscire in escursione , andare in palestra , leggere un libro , sono già in auto ed ho fatto i primi chilometri per raggiungere la mia meta che......." Game over " , si blocca tutto e si spegne la luce . Lei vorrebbe io prendessi dei farmaci e parlassi un po' con uno psichiatra , ma rifiuto l'idea di affidarmi alla chimica ( il mio fegato peraltro metabolizza i farmaci in maniera del tutto soggettiva e con effetti paradossali ) e non avrei tempo di raccontare della mia vita ad uno sconosciuto : se mi va di parlare scrivo a te e risparmio i soldi per lo psicanalista .Ho capito che la depressione non si può razionalizzare , che' se cominci ad attribuirne la comparsa a quell'accadimento od a quell'altro finisci in un circuito vizioso  , sto imparando piuttosto ad assecondarne i sintomi e quando arriva la crisi , se posso , mi fermo , mi limito a respirare ed a vivere quello stato doloroso di " inanizione emotiva " sino a che non passa , ed a volte occorrono parecchie ore od intere giornate .Continuo con cocciutaggine asinina a rifiutare qualsivoglia nesso causale tra i ritmi imposti dal mio lavoro ( ritmi che , imbrigliato come sono - come in una ragnatela - in un lavoro di equipe , non riesco per adesso a ridurre ) e l'arrivo di questo nuovo demone emotivo .Continuo a ritenere segno di resa il solo immaginare di ammettere che tutto dipenda da quello : chi mi dice che lasciare quel lavoro mi risolleverebbe l'animo ? Continuo a voler provare alla mia mente ciò che per la mente e' inconcepibile e cioè che la sofferenza non può - non deve - dipendere dalle circostanze e dalle condizioni che condiscono la nostra quotidianità , che siamo noi i capitani del nostro destino .Continuo a giocare con questo esperimento in cui io sono allo stesso tempo cavia e sperimentatore .