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Creato da alfio38 il 23/01/2008

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Giovani fiori .....spezzati!!!!

STAIRWAY TO HEAVEN

Scala per il Paradiso


C'è una signora sicura che tutto ciò che luccica sia oro
Ha intenzione di comprare una scala per raggiungere il Paradiso
E quando vi arriva sa,
Se i magazzini sono chiusi,
Che con una parola può avere ciò per cui è venuta.

C'è una scritta sul muro
Ma lei vuole essere sicura
Perché come sai a volte le parole hanno due significati.
Su un albero vicino al ruscello c'è un uccello che canta di quando in quando.
Tutti i nostri pensieri sono sospetti.

C'è un sentimento che provo quando guardo verso Ovest
E la mia anima chiede di partire
Nei miei pensieri non ho mai visto spirali di fumo
Attraverso gli alberi.
E le voci di quelli che stanno a guardare.

E' presto, così si mormora, se tutti intoniamo la musica giusta
Il pifferaio ci guiderà alla ragione
E un nuovo giorno spunterà per quelli
Che stavano aspettando da tanto.
E le foreste echeggeranno di risate.

Questo mi stupisce.

Se c'è una via vai sul tuo sentiero
Non ti allarmare
Sono solo i preparativi per la festa di maggio
Si, ci sono due strade che puoi percorrere
Ma a lungo andare
Hai ancora tempo per cambiare strada.

La tua testa ronza ed il ronzio non se ne andrà - nel caso non lo sapessi
Il pifferaio ti sta chiamando, vuole che tu vada da lui.
Cara signora, senti il vento soffiare
E lo sapevi
Che la tua scala è fatta di vento che sussurra.

E scendiamo per strada
Con l'anima più piccola dell'ombra
Là cammina una signora che tutti conosciamo
Che fa splendere la luce e vuol dimostrare
Che tutto continua a tramutarsi in oro.
E se ascolti molto attentamente
Prima o poi la melodia giungerà a te
Quando tutti sono uno e una cosa sola è tutto
Essere saldi come una roccia e non un sasso che rotola.

Ha intenzione di comprare una scala per raggiungere il Paradiso

There's a lady who's sure all that glitters is gold
And she's buying a stairway to heaven
When she gets there she knows, if the stores are all closed
With a word she can get what she came for
Ooh, ooh, and she's buying a stairway to heaven

There's a sign on the wall but she wants to be sure
'cause you know sometimes words have two meanings
In a tree by the brook, there's a songbird who sings
Sometimes all of our thoughts are misgiven
Ooh, it makes me wonder

There's a feeling I get when I look to the west
And my spirit is crying for leaving
In my thoughts I have seen rings of smoke through the trees
And the voices of those who stand looking
Ooh, it makes me wonder
Ooh, it really makes me wonder

And it's whispered that soon if we all call the tune
Then the piper will lead us to reason
And a new day will dawn for those who stand long
And the forests will echo with laughter

If there's a bustle in your hedgerow, don't be alarmed now
It's just a spring-clean for the May queen
Yes, there are two paths you can go by, but in the long run
There's still time to change the road you're on
And it makes me wonder

Your head is humming and it won't go, in case you don't know
The piper's calling you to join him
Dear lady, can you hear the wind blow, and did you know
Your stairway lies on the whispering wind?

And as we wind on down the road
Our shadows taller than our soul
There walks a lady we all know
Who shines white light and wants to show
How everything still turns to gold
And if you listen very hard
The tune will come to you at last
When all are one and one is all
To be a rock and not to roll

And she's buying a stairway to heaven

 

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QUESTO INVECE ACCADE SOLO AI BAMBINI DI ......."CASA NOSTRA"!

Post n°240 pubblicato il 16 Giugno 2009 da alfio38

SAVE THE CHILDREN: IN ITALIA LAVORANO TRA 200 E 400 MILA

A ROMA SFRUTTAMENTO LAVORO MINORILE NELLE AREE PERIFERICHE.

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 16 giu. - Anche a Roma esiste lo sfruttamento del lavoro minorile. E riguarda soprattutto i ragazzini dei quartieri periferici, o che comunque hanno una famiglia problematica alle spalle, e i minori stranieri non accompagnati, cioe' quelli che si trovano da soli in Italia. Un fenomeno che in Italia "si stima si aggiri intorno ai 200-400 mila ragazzini- ha detto Valerio Neri, direttore generale di Save the children-, che e' in crescita a causa dell'impoverimento delle famiglie" e che si diversifica in base al fatto che i minorenni vadano o meno a scuola: nel primo caso lavorano soprattutto nelle attivita' dei genitori (69% dei casi) o di amici e conoscenti (22%), mentre nel secondo caso non mancano le attivita' illegali, il lavoro nero nel settore della ristorazione, dell'artigianato o dell'edilizia, l'elemosina e la prostituzione. A rilevarlo e' la terza inchiesta sul mercato del lavoro nella Capitale, questa volta dedicata ai "Lavori minorili nell'area metropolitana di Roma". Lo studio, presentato oggi in Campidoglio dall'Osservatorio sull'occupazione e le condizioni di lavoro nel Comune di Roma, si compone di due ricerche: quella realizzata dall'Ires (Istituto ricerche economico sociali) nelle scuole di tre Municipi periferici (Ottavo, Dodicesimo e Diciannovesimo) e quella realizzata da Save the children Italia, attraverso lo sportello "Civico zero" a San Lorenzo, che ha permesso di raggiungere molti ragazzini stranieri o non inseriti nel contesto scolastico. L'inchiesta, durata quattro mesi, da marzo a luglio del 2008, ha raccolto 61 storie lavorative e contattato quasi 700 minori sotto i 15 anni d'eta'.

"Questo studio vuole essere utile a contrastare il degrado e la dispersione scolastica- ha commentato il sindaco di Roma Gianni Alemanno-, e soprattutto a spezzare la spirale dello sfruttamento in attivita' marginali cui sono costretti, per sopravvivere, i ragazzini nomadi, i minori stranieri e molti degli adolescenti che vivono in periferia". La "connessione tra sviluppo urbanistico e tessuto sociale e' forte", ha commentato l'assessore comunale alle Attivita' produttive e al lavoro Davide Bordoni. La ricerca "dimostra infatti come il lavoro precoce sia frutto di particolari condizioni di degrado economico-sociale, culturale e ambientale in alcune zone critiche della citta' dove spesso mancano occasioni per i giovani. "L'intento dell'amministrazione - ha aggiunto Bordoni - e' quello di adottare politiche che diano una via d'uscita ai minori sfruttati, ma senza criminalizzarli".

TERRE DES HOMMES: IN ITALIA BIMBI INVISIBILI PER LEGGE

"NON APPROVARE IL PACCHETTO SICUREZZA".

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 16 giu. - Prima della sua approvazione definitiva al senato, Terre des Hommes lancia un appello al mondo politico e alla societa' civile per la modifica del cosiddetto "Pacchetto Sicurezza". "Quel testo presenta alcune palesi violazioni dei diritti dell'infanzia- dichiara Raffaele Salinari, presidente della Federazione Internazionale Terre des Hommes- prima fra tutte l"impossibilita' della registrazione all'anagrafe dei figli dei migranti che non avranno nome ne' cittadinanza". Per bloccare questa norma l'organizzazione lancia una petizione on line che si puo' sottoscrivere alla pagina www.terredeshommes.it.

Sotto accusa la norma del Pacchetto Sicurezza che "rendera' impossibile per i genitori migranti irregolari l'iscrizione all'anagrafe dei propri figli dopo la nascita" perche' "dovranno presentare insieme ai loro documenti il permesso di soggiorno". "Questi bambini- prosegue Tdh- diventeranno invisibili per le istituzioni italiane, non potranno accedere all'istruzione primaria e, in mancanza di una minima tutela, potranno diventare oggetto di abuso, sfruttamento, tratta, pedo-business e vittime della criminalita' organizzata". C'e' il rischio che per i bimbi nati in ospedale si potranno aprire procedimenti per lo stato di abbandono del neonato poiche' i genitori non potranno riconoscerli.

Per questo "e' prevedibile che aumenteranno i casi di parti al di fuori degli ospedali, in ambienti non sicuri dal punto di vista sanitario, con gravi rischi per la salute delle mamme e dei loro bambini". Terre des hommes, preoccupata per i rischi che il decreto presenta, lancia un appello e chiede con forza al Parlamento di modificare il testo in discussione in modo tale da offrire ad ogni bambino sul territorio italiano pari opportunita' in ogni contesto sociale in cui viva o dal quale provenga, nel pieno rispetto dei principi nazionali e internazionali per la protezione e la tutela dell'infanzia.

ROMA, IN STRUTTURE COMUNALI PENALIZZATI FIGLI DEI PRECARI.

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 16 giu. - "Mio figlio non e' rientrato nelle graduatorie dell'asilo nido comunale. Il problema e' che lavoro sempre con contratti a termine di due/tre mesi e a causa della mia situazione professionale, non mi e' stato riconosciuto alcun punteggio. Per rientrare nelle liste bisogna, infatti, dimostrare di lavorare nel preciso momento in cui si presenta la domanda al comune e io a marzo non ero sotto contratto. E cosi', non solo si hanno tutti gli svantaggi economici di un lavoro precario, ma ci vengono negati anche i servizi primari". La storia di questa mamma di due bambini, restauratrice di professione, e' simile a quella di tanti lavoratori flessibili, che per la propria situazione contrattuale, si vedono negare l"accesso all'asilo comunale. "Il comune di Roma chiede di allegare alla domanda di iscrizione al nido anche un certificato in cui il datore di lavoro dichiari che il genitore del bambino ha un impiego a tempo pieno, questo permette di avere piu' punti per la graduatoria finale. Cosi' pero' si penalizzano i genitori precari, perche' non possono dimostrare di lavorare full time" spiega Caterina Fida di Rdb Pubblico impiego.

Il principio di base e' privilegiare chi lavora a tempo pieno, nella convinzione che se un lavoratore e' autonomo o flessibile ha piu' tempo per occuparsi del proprio figlio. In realta' dietro contratti di collaborazione o a progetto richiedono un impegno giornaliero, che non lascia tempo alla cura dei figli. E cosi' molti genitori devono ricorrere a soluzioni di emergenza, per poter conciliare casa e lavoro.

"Per il primo anno mio figlio e' stato escluso dal nido comunale, quindi ci siamo dovuti arrangiare con suoceri, amici e parenti. Abbiamo provato anche a fare un nido autogestito di quartiere, ma la cosa non ha funzionato per problemi di distanza- racconta Riccardo Mancini, papa' lavoratore-. Non poter usufruire del nido comunale, inoltre, ci toglieva il tempo necessario per trovare un altro lavoro. E questo non e' una problema da poco, in una situazione grave di precariato, come quella in cui siamo sia io che mia moglie. Non solo, ma questo ha significato dovere chiedere piu' aiuti familiari ai nostri genitori. Non credo che usufruire di questi servizi primari possa essere un diritto solo di chi lavora a tempo pieno ma deve essere tutelato anche chi e' disoccupato o non ha un posto fisso. Poter stare con i coetanei e socializzare e', infatti, un diritto che riguarda in primo luogo i bambini".

Per chi non puo' contare su una rete amicale o parentale, infatti, essere esclusi dalle graduatorie degli asili pubblici pesa in maniera pesante sul bilancio familiare. "Mia figlia e' al decimo posto nella lista d'attesa, non abbiamo quindi speranze fino a marzo 2010- aggiunge Stefania Menegatti- cio' significa che dovremo sborsare per un altro anno contributi privati, che sono un grave problema per noi che lavoriamo con contratti precari".

MURATORI, MENDICANTI: ECCO COSA FANNO QUELLI 'A RISCHIO.

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 16 giu. - Pizzaiolo, barista, cameriera, muratore e artigiano, ma anche borseggiatori, mendicanti, coinvolti nei combattimenti clandestini, nel giro della prostituzione o in altre attivita' illegali. Sono gli ambiti di lavoro, spesso in nero, e di sfruttamento in cui risultano impiegati i ragazzi "a rischio" intervistati da Save the children nell'ambito della ricerca "I lavori minorili nell'area metropolitana di Roma" presentata oggi in Campidoglio dall'Osservatorio sull'occupazione e le condizioni di lavoro nel Comune di Roma. Nella maggior parte dei casi (40 su 62) i ragazzini lavorano circa 6-9 ore al giorno, un terzo frequenta la scuola, ma solo un minorenne ha dichiarato di avere assolto l'obbligo scolastico. Per quanto riguarda invece il rapporto tra eta' e tipo di "impiego", lo studio ha evidenziato come i bambini piu' piccoli- dagli 8 ai 12 anni- siano quelli che piu' frequentemente vengono obbligati a chiedere l'elemosina.

Attraverso lo sportello "Civico zero", in zona San Lorenzo, Save the children e' riuscita a raggiungere molti minori stranieri non accompagnati o comunque ragazzini non inseriti nel contesto scolastico e a rischio di esclusione sociale. L'inchiesta, durata quattro mesi, da marzo a luglio del 2008, ha raccolto 61 storie lavorative e di attivita' marginali o illegali, a fronte di 42 ragazzi intervistati tra gli 11 e i 21 anni, di cui solo 10 femmine, e appartenenti a varie nazionalita' (italiana, afgana, bengalese, cinese, egiziana, indiana, marocchina, rumena e rom).

"Spesso sono stati gli stessi adolescenti a raccontare le storie dei loro coetanei", si legge nell'indagine. Dallo studio sono emersi "la necessita' dei ragazzi di contribuire all'economia familiare, la sovrapposizione tra lavoro minorile e lavoro nero, il fatto di considerare come 'impiego' le attivita' illegali e la difficolta' di conciliare il lavoro non solo con la scuola ma anche con il tempo libero", ha spiegato il direttore generale di Save the children Italia Valerio Neri. "Il fatto poi che molti dei giovani intervistati abbiano detto che il lavoro debba piacere contribuisce ad abbassare la soglia di attenzione ai diritti (alla formazione, ad avere un contratto, eccetera): ad esempio, tra le testimonianze raccolte c'e' quella di una ragazzina che e' contentissima di fare la cubista. Alla luce di tutto cio'- ha concluso Neri- e' necessario un legame piu' efficiente tra sistema dell'istruzione e mondo dell'occupazione".

 

 

 
 
 

QUESTO ACCADE AI BAMBINI DI TUTTO IL MONDO!

Post n°239 pubblicato il 15 Giugno 2009 da alfio38

IMMIGRATI, LE FUTURE MAMME TRA GIOIA E NOSTALGIA.

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 15 giu. - Un ponte tra la terra di origine e la nuova vita, la definizione di unprogetto migratorio ma anche una cristallizzazione in parte dolorosa perche' "si fa famiglia" in un luogo non familiare. E' questo e molto di piu' il primo bimbo che nascera' nell'immaginario delle future mamme migranti. Non importa se ganesi, cinesi, filippine o rumene: per tutte il primogenito della nuova famiglia sara' gioia e nostalgia. Questi sono solo alcuni degli elementi che emergono da una ricerca sull'identita' materna e la doppia appartenenza in un paese straniero curata dalla docente di Psicodinamica dello sviluppo e delle relazioni familiari Angela Maria Di Vita, dell'universita' di Palermo. La ricerca, che e' stata "scambiata" al mercato virtuale dei saperi, un progetto che ha coinvolto 18 atenei in tutto il Mediterraneo con lo scopo di scambiare informazioni e ricerche scientifiche, e' stata realizzata dall'ateneo palermitano, che per l'Italia ha partecipato alla rete Emuni Research Suk.

La ricerca e' stata effettuata su un campione di ottanta donne, dai 25 ai 35 anni dell'Africa (come il Ghana), dell'Asia (soprattutto la Cina e le Filippine) e l'Europa dell'Est (Romania). Minimo comun denominatore essere in attesa del primo bebe' (al settimo mese di gravidanza) e di essersi rivolte al Sistema sanitario nazionale: i due ospedali pubblici di Palermo.

"La gravidanza - spiega Di Vita - comporta una serie di cambiamenti fisici, ma anche relazionali ed affettivi. Durante i nove mesi di attesa e nei mesi successivi al parto, la donna elabora una serie di aspettative e fantasie su se stessa e sul bambino". Il modo con cui la donna vive la propria maternita' quindi non ha risonanze unicamente"fisiche" nel corpo della donna ma esprime anche valori culturali,miti e regole che la societa' le ha trasmesso.

Le donne mantengono un legame con la terra di origine soprattutto imponendo ai bimbi un nome nella propria lingua, e per tutte la cosa piu' importante e' che si sappiano integrare, "non come le mamme italiane che invece si aspettano dai propri figli, gia' a due tre mesi, una competenza- sottolinea la docente dell'universita' di Palermo attesa con ansia per mitigare il dolore del distacco tra  la mamma e il figlio per la necessita' di tornare presto a lavorare". Necessita' che del resto hanno anche le mamme immigrate, spesso in depressione post partum perche' curano figli e anziani che non sono della loro famiglia.

Per tutte le donne esperienza comune e' quella del disorientamento di fronte ad analisi, accertamenti ed ecografie durante la gravidanza: "Tutti i gruppi di popolazione- afferma Di Vita- si trovano davanti al comune problema di come gestire una gravidanza 'tecnologica' come quella di un paese come l'Italia, da loro spesso la gestazione e' una fase della vita piu' naturale". E poi sono idee diverse anche su come gestire il dolore: per le donne africane ad esempio e' sconveniente e indecoroso mostrare dolore o piangere, mentre per le mamme cinesi la percezione del proprio corpo e' totalmente diversa da quella occidentale. Un altro elemento comune e' la nostalgia: far nascere un bimbo qui e' si' "il riconoscimento di uno status sociale - sottolinea la docente dell'universita' di Palermo - ma e' anche una cesura dal proprio paese di origine. Tutte dicono di voler tornare dopo qualche anno al proprio paese di origine ma sappiamo che poche riescono a farlo".

Altro tema importante e' infine quello dell'educazione: "Le donne intervistate si domandano come crescera' il proprio figlio- spiega Di Vita- e per tutte e' importante che accanto alla lingua del paese di origine del paese dei genitori imparino bene anche quello del paese ospitante. Spesso- conclude- si tratta di donne coraggiose, che vivendo in un'altra terra imparano a rinegoziare il proprio rapporto con il marito e vivono fiere della propria emancipazione, creando di fatto una cerniera vivente tra il mondo vecchio e quello nuovo, nel quale si trovano a vivere".

ZIMBABWE, CENTINAIA DI PROSTITUTE-BAMBINE PER FAME

LA DENUNCIA DI EL MUNDO.

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 15 giu. - Centinaia di bambine in Zimbabwe, alcune di soli 12 anni, si prostituiscono per poter ottenere cibo e riuscire a sopravvivere alla profonda crisi socio-economica che il paese vive. È la denuncia fatta questa settimana da Save the Children. Secondo l'organizzazione ci sono bambine costrette a vendersi anche solo per un pugno di biscotti. E la situazione potrebbe peggiorare in vista del Mondiale di calcio nel vicino Sudafrica l'anno prossimo. Il tasso di disoccupazione in Zimbabwe e' del 90% e la maggior parte della popolazione non puo' permettersi di comprare cibo, ne' di ricevere assistenza sanitaria o coprire le spese dell'educazione dei bambini.

Vai all'articolo:

http://www.elmundo.es/elmundo/2009/06/12/solidaridad/1244806801.htm

TERRE DES HOMMES: 'PROTEGGERLI DALLA CRISI.

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 15 giu. - Terre des Hommes lancia l'allarme per il probabile incremento del numero di bambini lavoratori a causa della crisi globale. "Con la perdita infatti dei posti di lavoro per gli adulti diventa sempre piu' concreto il pericolo di un piu' marcato sfruttamento dei bambinisi legge in una nota- per il minor costo del loro lavoro e la loro maggiore flessibilita'. Una prima conseguenza della crisi e' l'aumento dei bambini che devono abbandonare la scuola, dato che i loro genitori non sono piu' in grado di pagare le rette scolastiche, libri e materiale scolastico.

Attualmente sono 217 milioni i minori che lavorano, 100 milioni dei quali sono bambine (dati Ilo). A loro non viene risparmiato nessun tipo di lavoro pesante o rischioso: dallo scavo in miniera alle concerie, dalla prostituzione alle lunghe ore passate nei campi. Uno dei piu' tipici - e piu' nascosti - lavori in cui sono pesantemente sfruttate bambine anche di 5-6 anni e' quello domestico, in case di estranei, spesso senza piu' alcun contatto con la famiglia d'origine".

"Sono nata in campagna, a otto ore di autobus da Cuscoracconta Luisa agli operatori del centro Yanapanakusun di Cusco, Peru', partner di Terre des hommes Italia-, mio padre, che fa il contadino, quando avevo 6 anni mi ha affidata a una famiglia che gli ha garantito che mi avrebbe trattato bene e fatto studiare. Ovviamente la realta' si e' rivelata diversa: il lavoro era molto duro, ero a loro disposizione 24 ore su 24 e se mi rifiutavo perche' ero stanca mi tiravano i capelli o mi prendevano a schiaffi. La notte mi facevano dormire in cucina, su una stuoia, e non mi mandavano a scuola. Solo dopo molte insistenze mie mi hanno iscritto alla scuola serale, per la quale spendevo i pochi soldi che mi davano. A un certo punto non ce l'ho fatta piu' e a 14 anni sono scappata".

Le bambine sfruttate come domestiche sono esposte ad ogni abuso, dai maltrattamenti fisici allo stupro. "Terre des Hommes chiede ai governi e alla comunita' internazionale di prevedere misure speciali per la protezione dei bambini dalle conseguenze della crisi globale", dichiara Raffaele Salinari, presidente della federazione Internazionale Terre des Hommes. "Per prevenire lo sfruttamento dei minori, oltre a misure molto semplici come l'azzeramento delle tasse scolastiche, e' importante che gli Stati vigilino su fenomeni di dimensione transnazionale quali la tratta di bambini, che purtroppo appaiono tragicamente in aumento a causa dell'intensificarsi dei movimenti migratori. Non bisogna solo prevedere efficaci misure repressive contro i trafficanti, ma soprattutto combattere le cause che stanno alla base del traffico, quali la poverta' e la mancanza di alternative".

REGNO UNITO: ESPULSI DA SCUOLA A 4 ANNI.

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 15 giu. - Migliaia di bambini violenti vengono ogni anno esclusi dal sistema di educazione primaria per timore che attacchino i compagni o i maestri. È quanto emerge da un'investigazione del Times che rivela come l'espulsione o la sospensione da scuola, provvedimenti comunemente associati con bullismo degli adolescenti, sono praticate anche nella scuola primaria. Secondo l'indagine, nell'anno scolastico 2007-2008 almeno 25.000 bambini sono stati esclusi da scuola, il 6 per cento in piu' che l'anno precedente. Oltre 1.200 espulsioni hanno riguardato bambini di 4 anni mentre in altri 12.000 non superavano gli 8.

Vai all'articolo:

http://www.timesonline.co.uk/tol/life_and_style/education/article6489028.ec

 

 

ROMA, 28% SOTTO I 15 ANNI HA LAVORATO ALMENO UNA VOLTA.

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 15 giu. - Il 28% dei ragazzini sotto i 15 anni ha lavorato almeno una volta durante la scuola. A rilevarlo e' la terza inchiesta sul mercato del lavoro nella capitale, questa volta dedicata ai "Lavori minorili nell'area metropolitana di Roma". Lo studio, presentato dall"Osservatorio sull'occupazione e le condizioni del lavoro del comune di Roma, si compone delle ricerche effettuate dall'Ires e da Save the children Italia. Dei ragazzini che hanno fatto un'esperienza professionale il 41% ha tra i 14 e i 15 anni e solo il 27% e' di nazionalita' italiana.

Svolgono soprattutto una professione manuale o qualche attivita' nel settore dei servizi e del commercio. Il motivo del lavoro? Nel 70% dei casi e' per aiutare la famiglia. L'indagine dimostra poi come il lavoro minorile sia frutto di particolari condizioni di degrado economico, sociale, culturale e ambientale. Quasi il 37% e' impegnato solo alcuni giorni al mese, mentre il 34% ha un impiego con frequenza settimanale.

INTERCETTAZIONI, LERICI (IDV): SALTANO INDAGINI PEDOFILI.

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 15 giu. - Le limitazioni alle intercattazioni decise dal governo"vanno contro l'interesse e la difesa dei bambini". Lo sottolina Roberta Lerici, responsabile Infanzia dell'Idv e Responsabile del Movimento per l'Infanzia del Lazio che spiega: "Nelle inchieste sulla pedofilia, ad esempio, c'e' bisogno di tanto tempo per le intercettazioni. Limitarle annullera' molte indagini e fara' saltare molti processi. Anche l'ex procuratore Maria Cordova ha ricordato che per l'inchesta 'Fiori nel fango' (200 bimbi sfruttati, 80 adulti arrestati, ndr) ci sono voluti 6 mesi di intercettazioni. Vorrei- chiude Lericiche quegli esponenti del Pdl come Luca Barbareschi che si sono esposti sul tema della pedofilia intervengano. L'attenzione all'infanzia va dimostrata con i provvedimenti non con le parole".

 

 

 

 
 
 

SOLO PER CARMELA ....NON C'è GIUSTIZIA??????????

Post n°238 pubblicato il 13 Giugno 2009 da alfio38

Delitto Niscemi:confermata condanneVenti anni per i ragazzi che violentarono e uccisero Lorena

 

(ANSA) - CATANIA, 13 GIU - La corte d'Appello di Catania ha confermato la condanna a 20 anni per i tre minorenni di Niscemi che uccisero Lorena Cultraro, 14 anni. I condannati hanno tra i 14 ed i 17 anni. La giovane fu violentata e uccisa la sera del 30 aprile del 2008. Dopo la condanna in primo grado, i difensori dei tre imputati avevano presentato ricorso alla sezione minori della Corte d'Appello di Catania. La Corte d'Appello si e' riservata di pubblicare entro 90 giorni le motivazioni della sentenza.
LA SOLITA ITALIA DEI DIVERSI PESI E DELLE DIVERSE MISURE...... FELICISSIMO PER LA POVERA LORENA ....FINALMENTE HA AVUTO LA GIUSTIZIA CHE MERITA .....VICINISSIMO AI SUOI GENITORI ....ORA POSSONO PENSARE SOLO AL LORO DOLORE ..... STRACONTENTO PER LA SORTE DI QUEI MOSTRI!!!!!!!!
FACCIO UN APPELLO ALLA DOLCE LORENA ......TU CHE SEI VICINA A CARMELA PROVA A CONSOLARLA CONDIVIDENDO UN PO' DELLA GIUSTIZIA CHE HAI OTTENUTO, DILLE CHE NOI NON CI ARRENDEREMO MAI FINCHE' NON SAREMO RIUSCITI AD OTTENERE LA SUA.
UN APPELLO MOLTO MENO ACCORATO MA MOLTO MOLTO PIU' INCAZZATO ALLA GIUSTIZIA ITALIANA .........QUANTI ANNI ANCORA VI OCCORRONO ??????????

 
 
 

UN'ALTRO ANGELO VOLATO VIA .....

Post n°237 pubblicato il 12 Giugno 2009 da alfio38

BAMBINO DI NOVE ANNI SI IMPICCA, FORSE GIOCO FINITO MALE

 

 MILANO  - Un bambino di nove anni si è impiccato ieri pomeriggio con il laccio dei pantaloni della tuta nella sua cameretta a Truccazzano, nell'hinterland milanese. La mattina l'insegnante gli aveva fatto una nota per la scarsa attenzione prestata alle lezioni. Ma la preside ritiene che si tratti di una tragica fatalita', di un gioco finito male. Il bambino è stato trovato dalla madre che ha cercato, senza successo, di rianimarlo.

Il piccolo, che frequentava la scuola elementare Fratelli Ferrandi di Truccazzano (Milano), secondo la ricostruzione dei carabinieri, ieri pomeriggio era tornato a casa e aveva fatto vedere la nota dell'insegnante alla mamma. La donna era poi uscita per una commissione, quando il piccolo ha sfilato il laccio di una tuta che si trovava nella sua camera, l'ha legato probabilmente alla finestra e si è impiccato. A trovare il corpo è stata la madre che l'ha subito staccato dal cappio e ha tentato le manovre di rianimazione senza riuscirci. Sotto shock, la donna è stata poi ricoverata. Il bambino, figlio unico, viveva in una villetta nel paese a est di Milano con i genitori, entrambi operai. Tutti sotto shock nella scuola del piccolo dove non riescono a spiegarsi il gesto. Le indagini sono affidate ai carabinieri, il pm Sergio Spadaro ha disposto l'autopsia.

La nota presa a scuola non c'entra nulla, è stata solo una tragica fatalità: ne è convinta Maria Luisa Balconi, la preside dell'Istituto comprensivo di Pozzuolo Martesana da cui dipende anche la scuola Fratelli Ferrandi di Truccazzano. La preside ha incontrato questa mattina i genitori del ragazzo "e anche loro hanno escluso che la nota presa a scuola possa averlo indotto al suicidio: anche il padre mi ha detto che, con tutta probabilità, è stato un gioco finito male". "Ho firmato ieri la sua scheda di valutazione - aggiunge la preside - il ragazzo aveva tutti voti alti e anche la madre mi ha detto che non lo aveva visto particolarmente turbato per la nota, che altro non è che un richiamo scritto. Escludiamo quindi che sia stato un suicidio, l'idea è che abbia sperimentato un gioco finito male".

Saranno comunque sentiti compagni di classe e maestre. A quanto si è saputo, nel corso delle indagini i genitori non avrebbero fatto riferimento a un gioco, come invece ipotizzato dal preside della scuola. Aveva preso una nota a scuola e, sempre a quanto si è saputo, ne aveva prese altre in passato.

Oggi è l'ultimo giorno di scuola e, in serata, era previsto uno spettacolo teatrale delle dieci scuole dell'Istituto comprensorio di Pozzuolo Martesana a cui doveva partecipare anche Andrea. "Doveva fare il pinguino - racconta la preside - e quindi la madre era uscita per comprargli una maglietta bianca. Avevano parlato dello spettacolo e il ragazzo era particolamente contento di farlo, quindi la madre non aveva notato assolutamente nulla che lo turbasse". Secondo una prima ricostruzione riferita dai genitori alla preside, il ragazzo è salito in piedi sul letto, si è poi legato con un laccio alla maniglia del pensile sopra il letto ma é poi probabilmente scivolato senza riuscire più a trovare un appoggio. Al piano superiore della villetta abitano i nonni che però non si sono accorti di nulla. "I genitori sono venuti a scuola - racconta Maria Luisa Balconi - proprio per chiarire che non attribuiscono nessuna colpa agli insegnanti con cui hanno parlato stamattina. Il padre soprattutto è convinto che sia stato un tragico gioco, la madre é davvero sconvolta. Ho pianto con loro e hanno accettato l'aiuto del nostro psicologo che avevo già fatto venire a scuola per i suoi compagni".

 
 
 

NEWS .....DIMENSIONE DONNA!

Post n°236 pubblicato il 12 Giugno 2009 da alfio38

Società/ Commercio sessuale e lavori forzati. 'Sono milioni nel mondo le bimbe sfruttate'

Giovedí 11.06.2009 16:00 (Affaritaliani.it)
 
 
Sfruttate sessualmente o lavorativamente. Non ci sono nè giocattoli nè bambole per più di 100 milioni di bambine che invece ogni anno vengono usate nel lavoro minorile in tutto il mondo. Cinesi, giapponesi e africane. E con la crisi finanziaria globale potrebbero aumentarne il numero. Si stima che la metà di loro siano impiegate in mansioni pericolose o comunque rischiose e, di queste, circa 20 milioni abbiano meno di 12 anni. E anche se non si hanno numeri certi, sono sempre le bambine e le ragazzine a essere le più sfruttate nel giro del "commercio sessuale" minorile oppure obbligate a "lavori forzati" o sottopagati. E poi c'è l'invisibile esercito femminile del servizio domestico non retribuito. 
Sono questi i dati che emergono dal rapporto dell'Ilo (l'Organizzazione internazionale del lavoro) "Give girls a chance: tackling child labour, a key to the future", presentato oggi in occasione della Giornata mondiale contro il lavoro minorile che si celebra il 12 giugno.
 
"Abbiamo visto alcuni progressi nella riduzione del lavoro minorile - ha detto il direttore generale dell'Ilo Juan Somavia -. Ma le scelte politiche dei governi e dei committenti, alla luce dell'attuale crisi economica, saranno un test per vedere chi proseguirà in questa lotta".
 
 
La maggior parte delle bambine e delle ragazzine lavorano in agricoltura (il 61% nella fascia d'età 5-14 anni), seguono il settore dei servizi e il lavoro domestico (il 30%, soprattutto nell'Africa sub-sahariana e in America Latina) e l'industria manifatturiera (9%). Ciò naturalmente incide sui tassi di frequenza scolastica, molto più bassi quando una minorenne è impegnata in un'attività economica. Anche il lavoro da casa, molto diffuso nelle ragazze per restare ad aiutare la madre, incide sull'istruzione.

 

L'Ilo stima poi che la proporzione tra maschi e femmine che lavorano nelle miniere e nelle cave sia abbastanza simile (su un milione di bambini dai 5 anni in su e con i conseguenti problemi di salute tra cui il rischio di invalidità o di morte), mentre sui quasi due milioni di minori sfruttati sessualmente è certo che la maggior parte siano bambine e ragazzine che provengono dalle zone rurali, attirate con la promessa di un futuro migliore. Inoltre - prosegue il rapporto - è frequente che le femmine siano oggetto di negoziazione da parte dei parenti, che si indebitano per stipulare un contratto con un intermediario che le faccia lavorare.

 

Di Floriana Rullo

 

L'inchiesta/ Non giocano, non hanno le Winx. Loro devono sposarsi per forza. Ecco le storie delle spose bambine. Le immagini
Affariitaliani.it

Di Benedetta Sangirardi

A loro non è concesso giocare, studiare, divertirsi. Bambine di 8, 9, massimo 10 anni. Bambine appunto. Con una differenza rispetto alle altre. Loro non hanno la Barbie o la Winx, e nemmeno Cicciobello. No. Loro devono sposarsi, per forza. Con uomini molto più grandi, di 30-40 anni, che le vogliono per forza. Desiderano togliere loro l'infanzia. Sono 60 milioni nel mondo le spose bambine. In Pakistan, Bangladesh, India, Africa, in Afghanistan. Ma anche in Brasile e in Cina.

In India, secondo la legge, il matrimonio è vietato prima dei 18 anni. Nella realtà, in Stati come il Rajastan e l’Uttar Pradesh, secondo i dati dell’Unicef, la maggior parte si sposa sotto i 10 anni. Nel villaggio di Dadikar ki Dham, Sushila è stata sposata quando aveva appena 25 giorni con Yanaki, di 2 mesi.

Sunam, invece, è bella, ha profondi occhi neri e capelli ricci.  Lui si chiama Nieem, la pelle olivastra e un taglio corto da marine.  Dal 14 agosto del 2007 sono ufficialmente fidanzati e vivono insieme, per fare regolari “prove tecniche di matrimonio”. Sunam ha tre anni, Nieem ne ha sette. Succede a Kabul, Afghanistan. La piccola è stata concessa dal padre Parvez al figlio di sua sorella Fahima, disperata per quello scapolo di sette anni che ancora non era promesso a nessuna e desiderosa di avere in casa una femminuccia, anche se in veste di baby-nuora.
I due vivranno insieme fino all’adolescenza di lei, quando, per forza, saranno marito e moglie.

LA FUGA O IL SUICIDIO - Le ragazzine a volte scappano e poi riescono a sposare il ragazzo dei sogni. A volte si suicidano. Il fenomeno è enorme. Succede poi, come riportano le cronache recentissime, di spose ribelli sepolte vive in Pakistan. Ma purtroppo il più delle volte chinano la testa e dicono il loro "sì". In molti di questi paesi, come l'India il matrimonio è merce di scambio, un’alleanza, tanto che le nozze possono evitare una faida tra due famiglie, sposare una donna ancora bambina significa preservarla integra, lasciare intatta tutta la sua forza vitale, la sua purezza creatrice. Questo è quello che si vuole far credere. Preservare l'integrità. In realtà la maggior parte delle storie parla di violIL MATRIMONIO E LA PRIMA MESTRUAZIONE -Dopo la cerimonia, le spose bambine dovrebbero tornare nella casa dei genitori fino alla prima mestruazione. I genitori che hanno fretta di disfarsi di loro le consegnano subito alla famiglia dello sposo. Ed è in questo momento che inizia l'inferno. Che la loro infaniza-adolescenza si trasforma in un incubo. Devo stare al servizio dei mariti, perché quello è il ruolo che la vita ha riservato loro.

IL DRAMMA DELLE VEDOVE BAMBINE- C'è un'altra piaga, come se non bastasse. Quando le spose bambine diventano vedove. Restano completamente emarginate. Le vedove bambine sono circa 40 milioni. Rimangono sole, senza poter tornare dalla famiglia. Secondo la cultura indù, la donna sposata appartiene per metà a suo marito. Morto il marito, la società non sa più cosa farsene di una donna a metà. Vedove che hanno dai 10 ai 15 anni. Circa il 90 per cento di loro gira l’angolo e diventa prostituta: quasi ovvio, per chi vive già sulla strada. Altre (ma sono la minoranza) vivono chiedendo l'elemosina pregando davanti ai templi indù.

Questa è la storia delle spose-bambine, unite in matrimonio per scelta della famiglia, per soldi o per motivi di discendenza con uomini. Una storia che è stata rappresentata in modo esemplare nella immagine di Stephanie Sinclair, nominata dall’Unicef Foto dell’anno 2007. Questa foto ha vinto, come ha vinto Nojoud. Si è ripresa la libertà, il suo diritto più grande. Forza bambine, fuggite e denunciate. Il mondo vi aspetta.

Pakistan/ Donne sfigurate con l'acido. A colpire sono mariti rivali o uomini rifiutati. L'inchiesta di Affaritaliani.it

 

Affariitaliani

Di Floriana Rullo

 

E' terribile anche soltanto immaginarlo: troppo crudele, una tortura che lascia un marchio d' orrore, nella carne e nell' anima. Una tecnica che in Pakistan è però diffusa a macchia d'olio. Donne che vengono sfigurate dall' acido, vittime di una pratica crudele ma ricorrente. A colpire sono uomini rifiutati, mariti imposti o anche donne rivali. Vittime involontarie di un'idea perversa: quella della superiorità dell'uomo sulla donna. O ancora perseguitate da donne gelose che pur di eliminarle dalla concorrenza le distruggono con l'acido.

 DONNE SFIGURATE- Quando è la tua faccia che viene deturpata è come se la vita stessa in quel momento fosse cancellata per sempre, negata. I volti delle donne si presentano corrosi sia dalla rabbia che dal veleno. Storie di ordinaria follia direbbe Joel Schumacher. Come quella di Saira Liaqat aveva solo 16 anni quando il marito ha deciso di scioglierne la bellezza nell'acido. Punita dal suo sposo solo perché la sua dote non era adeguata. O quella di Mumtaz Bibi che si era opposta alla vendita delle tre figlie mettendosi contro il marito. Naseera invece era bella, forse troppo. Così un pretendente a cui ha detto di no ha deciso che doveva pagare quell'affronto. Viso, collo e torace completamente ustionati. Saima Siddique aveva solo quattro anni: acidificata da una zia invidiosa. Poi c'è Shamin Akhtar che ha respinto la corte di quattro ragazzi: prima l'hanno violentata, poi l'hanno sfigurata con l'acido.

LE STORIE- Sabra è pakistana, ed è una delle tante 15enni vittime di un matrimonio combinato tra uomini come un "affare di famiglia". Aveva un solo problema: era troppo bella. Per questo il marito l'ha " acidificata". Perché era sua. E nessuno la doveva più guardare. Nasreen ha 24 anni e fino ad oggi ha subito 18 interventi che le consentono di sorridere ancora ma non hanno potuto impedire all'acido di portarle per sempre via quegli occhi verdi e perfetti  che aveva un tempo. Così non vede più.

Kuldeep aveva 16 anni quando il marito, rientrato a casa ubriaco e con voglia di farle provare qualcosa di nuovo rispetto alle solite botte di ogni giorno l'ha colpita con l'acido. Oggi non parla e non sente.  Storie vere, di questi anni, avvenute in Pakistan, in India, in Afghanistan. Una mappa geografica degli orrori dove certe barbarie sono agghiaccianti e incomprensibili.

L'ASSOCIAZIONE SMILEAGAIN- Per loro si batte Smileagain, un'associazione che aiuta le donne sfigurate a reintegrarsi nel tessuto sociale attraverso il supporto psicologico e una serie di servizi medici.

La chirurgia plastica può aiutare a recuperare i tratti di un tempo. Ma purtroppo ancora non fa miracoli. E soprattutto non può cancellare il dolore e la rabbia per una violenza senza scuse.

"Le motivazioni per questi gesti sono le più svariate"- raccontano dall'associazione di SmileAgain- "E' un atto barbarico a cui le giovani vengono sottoposte. La polizia si rifiuta di intervenire e il più delle volte i reati restano impuniti perché lo Stato protegge gli aggressori. Le donne colpite sono spesso abbandonate dalla propria famiglia ed emarginate dalla comunità d'origine".

"La nostra associazione - continua Clarice Felli, presidente di Smile Again - da sette anni si batte affinché la legge venga fatta rispettare. In Pakistan esiste una legge contro la violenza. Ma questa non prevede però una pena per chi utilizza l'acidificazione". Così l'associazione si fa carico delle operazioni delle ragazze colpite dal vetriolo. Con tanto di riabilitazione. L'anno scorso ad esempio, grazie ad un finanziamento da parte della provincia dell'Aquila alcune giovani hanno frequentato un corso di estetica ed attualmente lavorano nei centri di bellezza. " E ora"- conclude la presidente "le donne hanno sempre meno paura di denunciare le violenze subite".

Una piccola goccia nell'oceano.

 

LA STORIA D NOJOUD - Poi per fortuna c'è il caso, che ha commosso il mondo intero, della sposa bambina che è riuscita ad ottenere il divorzio nello Yemen. Una storia che fa sperare. Nojoud ha 8 anni. E' stata fotografata sorridente mentre mangia una fetta di torta al cioccolato e stringe un grosso orso di peluche rosso. Festeggia, nenanche a dirlo, il suo divorzio (concesso dal tribunale) dal marito di 22 anni più grande di lei. enze, abusi sessuali, botte e schiavitù da parte dei mariti.

Nojoud Muhammed Nasser è la prima sposa bambina a chiedere il divorzio. Ha vinto e ha festeggiato la sua libertà. Ma ha avuto un coraggio che quasi nessuna delle bambine riesce ad avere. E' riuscita a fuggire dalla casa dello sposo per presentarsi in tribunale. Ha denunciato il padre, che l’ha costretta a sposarsi, e il marito che l’ha picchiata e forzata ad avere rapporti sessuali.

 

 

 
 
 

News Minori

Post n°235 pubblicato il 11 Giugno 2009 da alfio38

TV, L'ESPERTO: REALITY E TALENT SHOW,IMPATTO DISASTROSO

CASTELBIANCO: "VIENE PREMIATO CHI VINCE, NON CHI SI IMPEGNA".

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 11 giu. - Reality e talent show "hanno un impatto disastroso sui giovani perche' non viene premiato chi si impegna ma semplicemente chi vince". E' duro Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell'eta' evolutiva, a proposito el rapporto tra questo tipo di programmi televisivi e il pubblico giovanile under 18. Lo psicoterapeuta parla a margine della presentazione del volume del Moige "Un anno di zapping. Guida critica ai programmi televisivi 2008-2009" (edizioni Magi), una sorta di vademecum dei programmi televisivi piu' adatti al pubblico giovanile.

"In programmi dove ci dovrebbe essere colloquio, disputa o sana competizione- continua Bianchi di Castelbianco- i contenuti vengono superati da una modalita' aggressiva". Per questo "si fa pensare ai ragazzi che chi urla vince e chi usa atteggiamenti duri e pesanti verso l'avversario merita di arrivare primo". La maggior parte dei giovani che partecipano a reality e talent show "cercano visibilita'. La competizione di merito e spesso anche le effettive qualificazioni della persona vengono messe in secondo piano e parlare o colloquiare sono attivita' in secondo piano rispetto al bisogno di essere visibili". Lo psicoterapeuta si sofferma anche sulle figure adulte protagoniste dei talent show, che hanno il ruolo di maestri, insegnanti o presentatori: "Sono figure che hanno un ruolo di spartiacque e nessun ruolo educativo. I talent show sono situazioni finte che i ragazzi vivono come se fossero vere".

NEL MONDO 218 MILIONI DI BAMBINI LAVORATORI

COINVOLTO 1 BAMBINO SU 7 TRA I 5 E 17 ANNI.

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 11 giu. - Nel mondo lavorano 218 milioni di minori, ma il fenomeno e' in calo. Secondo gli ultimi dati dell'Ilo (International labour organization, l'agenzia delle Nazioni unite per la promozione del lavoro dignitoso, con sede a Ginevra), a livello mondiale, il numero dei minori lavoratori nella fascia d'eta' 5-17 anni e' sceso da 246 milioni nel 2000 a 218 milioni nel 2004 (-11%), ma il fenomeno continua a coinvolgere almeno un bambino su sette.

La diminuzione piu' rilevante nei lavori piu' pericolosi, con un calo generale del 26%, da 171 milioni di ragazzini impegnati in attivita' rischiose nel 2000 a 126 milioni nel 2004. L'America latina ed i Caraibi spiccano in termini di rapida riduzione dell'impiego di bambini nel lavoro: nel 2004 il numero e' diminuito di 2/3 con appena il 5% dei minori d'eta' compresa fra i 5 ed i 14 anni che svolgono ancora attivita' lavorative. La maglia nera, a livello globale, spetta all'Africa sub-sahariana, regione con circa 50 milioni di bambini economicamente attivi (il 26% della popolazione). Il settore agricolo ''accoglie'' la stragrande maggioranza dei minori lavoratori: 7 su 10. Il 22% dei bambini, invece, e' impiegato nei servizi, mentre il 9% nell'industria, nelle miniere e nell'edilizia.

Con 122,3 milioni di minori di eta' compresa tra i 5 ed i 14 anni che lavorano, l'Asia ed il Pacifico rappresentano la regione con il piu' alto numero di minori lavoratori nel mondo (nel 2000 erano 127 milioni): 1,5 milioni (7-14 anni) vivono in Cambogia paese fra i piu' colpiti dall'incidenza del virus dell'Hiv/Aids, dove il tasso di mortalita' infantile e' pari al 14 % e piu' della meta' dei bambini soffre di malnutrizione e vive senza accesso all'acqua potabile. L'agenzia dell'Onu stima che, per la definitiva abolizione del fenomeno, servano 760 miliardi di dollari da utilizzare in un periodo di almeno 20 anni. I benefici in termini di istruzione e salute ammonterebbero ad oltre 4000 miliardi di dollari. Secondo l'Ilo, "i benefici economici dovrebbero essere di almeno 6 volte superiori ai costi", cifre che non comprendono quelli che l'agenzia delle Nazioni unite definisce "gli innumerevoli benefici sociali". Il lavoro minorile si vince con l'istruzione, secondo l'Ilo: 72 milioni i bambini in eta' scolare primaria al mondo non mettono piede in un'aula perche' lavorano.

PEDOFILIA ON-LINE, 244 ARRESTI IN ITALIA IN DIECI ANNI.

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 11 giu. - La Polizia postale italiana, attraverso il direttore centrale del servizio, Domenico Vulpiani, ha reso noti ieri i dati piu' recenti relativi all'attivita' di contrasto alla pedopornografia on-line. Da questi emerge che fino ad oggi, in circa 10 anni di controlli, sono stati monitorati 307.262 siti web, di cui 177 chiusi, mentre l'attivita' investigativa legata a questo fenomeno ha consentito di effettuare 4.353 perquisizioni con 5.145 denunciati e 244 arresti. Secondo gli ultimi dati, quelli che vanno dal 1 febbraio 2008 ad oggi, da quando cioe' esiste la black list della Polizia postale, sono stati invece 451 i siti inseriti nella lista nera della Polizia postale italiana.

Vulpiani e' intervenuto alla sede della Provincia di Roma nell'ambito della presentazione di un progetto di prevenzione della pedopornografia on-line. "Sulla base delle nostre indagini spiega Vulpiani- possiamo dire che oggi il fenomeno della pedornografia on-line e degli adescamenti dei minori sul web si sta sviluppando in alcuni programmi 'peer to peer' ad hoc sconosciuti alla maggiorparte degli utenti, non solo piu' su quelli tradizionali tipo Emule, nelle chat e nei social network che stanno crescendo come luoghi di adescamento. Il fenomeno e' transnazionale ma noi lavoriamo naturalmente con le altre polizie come Fbi e Scotland Yard".

OLTRE 100 MILIONI LE BAMBINE CHE LAVORANO

IL RAPPORTO 'GIVE GIRLS A CHANCE'.

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 11 giu. - Sono piu' di 100 milioni le bambine e le ragazzine coinvolte nel lavoro minorile in tutto il mondo. E la crisi finanziaria globale potrebbe aumentarne il numero. Si stima che la meta' di loro siano impiegate in mansioni pericolose o comunque rischiose e, di queste, circa 20 milioni abbiano meno di 12 anni. E anche se non si hanno numeri certi, sono sempre le bambine e le ragazzine a essere le piu' sfruttate nel giro del "commercio sessuale" minorile oppure obbligate a "lavori forzati" o sottopagati. E poi c'e' l'invisibile esercito femminile del servizio domestico non retribuito.

Sono questi i dati che emergono dal rapporto dell'Ilo (l'Organizzazione internazionale del lavoro) "Give girls a chance: tackling child labour, a key to the future", presentato ieri in occasione della Giornata mondiale contro il lavoro minorile che si celebra il 12 giugno. "Abbiamo visto alcuni progressi nella riduzione del lavoro minorile- ha detto il direttore generale dell'Ilo, Juan Somavia-. Ma le scelte politiche dei governi e dei committenti, alla luce dell'attuale crisi economica, saranno un test per vedere chi proseguira' in questa lotta".

ROMA, RAGAZZE 'BULLE': DENUNCIATE IN SETTE

VESSAVANO ALUNNE E PROFESSORI DELL'ISTITUTO DI VIA BARDANZELLU.

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 11 giu. - Sono state piu' volte vessate e fatte oggetto di atti intimidatori, di vere e proprie aggressioni e soprusi per circa due anni alcune alunne dell'istituto professionale per estetica "Ial Roma e Lazio" di via Bardanzellu 8. Le alunne, di buona famiglia e di eta' compresa tra i 17 e i 19 anni, hanno subito dalle loro compagne di classe numerosi episodi di bullismo al femminile, che si sono concretizzati anche in tentativi di vedersi bruciare i capelli e agguati per malmenare le altre ragazze che non si sottomettevano, ad opera di loro compagne sia minorenni che maggiorenni, tutte con particolari storie familiari alle spalle.

In uno dei piu' gravi episodi, un'alunna e' stata aggredita durante l'orario di lezione, ma approfittando della momentanea assenza della professoressa, da una compagna. Nell'occasione la vittima, poi costretta ad abbandonare l'Istituto, ha riportato lesioni giudicate guaribili in piu' di 40 giorni e lo sfregio permanente al viso, senza contare  le conseguenze psicologiche. Stessa sorte e' toccata ad un'altra compagna, anch'essa oggetto di persecuzione e costretta a trasferirsi in altra scuola.

Numerose le minacce proferite tramite il canale "messenger" in internet dove le alunne spesso conversavano delle loro problematiche adolescenziali. Le indagini condotte dagli agenti del Commissariato San Basilio a seguito della denuncia presentata alla squadra di polizia giudiziaria dai genitori di un'alunna, hanno consentito di appurare che anche i professori, piu' volte oggetto di furti ad opera delle alunne piu' indisciplinate che si vantavano delle loro azioni, e' toccata la stessa sorte anche se in maniera diversa. I genitori delle alunne vessate hanno dichiarato di aver dapprima segnalato l'accaduto al direttore, ma che nessun provvedimento era stato mai adottato affinche' il fenomeno venisse stroncato.

Anche i genitori delle alunne offese sono stati affrontati piu' volte all'uscita di scuola dalle altre alunne. Al momento sono sette le ragazze denunciate in stato di liberta' presso la Procura della Repubblica presso il tribunale per i minorenni di Roma e presso il tribunale ordinario di Roma per lesioni gravi e violenza privata in concorso. Sono in corso tuttavia indagini da parte degli agenti del Commissariato San Basilio tese all'identificazione di altre persone coinvolte nel perpetrare gli atti intimidatori descritti.

 

 
 
 

News minori ....tutto ciò che facciamo finta di non vedere ....

Post n°234 pubblicato il 09 Giugno 2009 da alfio38

SQUARCIA PALLONE A RAGAZZINI IN STRADA, ARRESTATO

PRIMA UNA COLLUTAZIONE CON I GENITORI, POI CON LA POLIZIA.

(DIRE - notiziario Minori) Bologna, 9 giu. - Squarcia il pallone ai ragazzini che giocano in strada e viene arrestato. E' successo in via Svevo, a Bologna, dove Costantino Laganga, 55enne originario di Taranto, e' stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni finalizzate alla resistenza. La prima vittima della vicenda e' il pallone che Laganga sottrae ai 4-5 ragazzini che giocano in strada disturbandolo. L'uomo estrae un coltello e squarcia la sfera. I ragazzini, (alcuni serbi, i piu' grandi hanno 15-16 anni) protestano e l'arrestato risponde minacciandoli con il coltello. A questo punto intervengono i genitori e nasce una collutazione, Laganga viene colpito al volto (i medici gli daranno sette giorni di prognosi). Altri genitori chiamano la Polizia, ma all'arrivo degli agenti volano ancora colpi e un poliziotto viene colpito. Gli verranno dati sette giorni di prognosi, cosi' come a Laganga, che viene arrestato.

Sull'episodio interviene il Codacons, che in una nota dice: "I bambini che giocano a pallone in strada, nei cortili o nelle aree condominiali, rappresentano la seconda causa di liti in Italia". Ecco quanto emerge da un'indagine dell'associazione, che vede al primo posto "i rumori molesti provenienti da altri appartamenti, come tv o radio a volume eccessivo, scarpe col tacco, sedie spostate, eccetera".

BULLISMO, 45% RAGAZZI SI DIFENDEREBBE AGGREDENDO

PROGETTO 'VIOLENZA E LEGALITÀ'. SFIDUCIA IN GENITORI-INSEGNANTI.

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 9 giu. - Violenza per rispondere alla violenza. In caso di aggressione da parte di un "bullo", il 45% degli studenti si difenderebbe aggredendo a sua volta. Solo il 16% parlerebbe con i genitori dell'accaduto, l'11% si rivolgerebbe ad un insegnante, un altro 11% farebbe finta di niente, il 3% scoppierebbe a piangere. Sono i dati che emergono da una indagine condotta su piu' di 10 mila ragazzi di 100 scuole italiane nell'ambito del progetto "Scuola, violenza e legalita'", promosso dal ministero dell'Istruzione, con la partecipazione dell'Istituto comprensivo Baccano di Roma, realizzato in collaborazione con l'Istituto di Ortofonologia (IdO) di Roma.

In base ai questionari diffusi dall'IdO, dunque, la maggior parte dei ragazzi risponderebbe alla violenza con la violenza ed e' evidente la carenza di fiducia verso il mondo degli adulti. Un dato che trova riscontro anche nelle risposte date dai docenti: per il 43% dei prof, un alunno se aggredito risponde con la violenza, per il 31% fa finta di niente, solo per il 7% chiama l'insegnante e per il 6% ne parla con genitori. Per il 5% dei professori il ragazzo chiederebbe aiuto ai compagni. La violenza, dunque, resta la risposta principale tanto che il dato emerge da un altro punto del questionario: per il 22% degli studenti sentiti, "puo' servire per difendere se stesso, un amico o un familiare", per il 19% "puo' servire a rispondere alla violenza", per il 10% puo' essere utile per "vendicare un sopruso".

Fortunatamente per il 39% degli studenti i problemi non si risolvono ricorrendo a risposte violente, ma, in totale, ben il 61% le ritiene in qualche modo utili. Ma veniamo al rapporto con gli adulti: come reagiscono questi ultimi di fronte ad episodi di bullismo e sopruso? Solo per il 28% dei ragazzi gli adulti reagiscono con ragionevolezza. Mentre per il 21% lo fanno con rabbia, per il 19% con indifferenza, per il 12% con la violenza. Non a caso, spiegano gli esperti, nella costituzione del 'Manifesto per la legalita'' (che era l'obiettivo del progetto) "una delle proposte piu' gettonate dai ragazzi e' proprio quella di educare famiglie e adulti all'ascolto dei giovani e dei loro problemi, ma, soprattutto (e' quasi un appello, ndr) a dare il buon esempio". (Il 'Manifesto per la legalita'' realizzato dagli studenti e' su www.dire.it, www.diregiovani.it, www.direscuola.it).

NUORO, RIUNIONE GARANTI INFANZIA PAESI DEL G8

IL 25-27 GIUGNO.

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 9 giu. - Dal 25 al 27 giugno a Nuoro si terra' l'incontro dei Garanti dell'Infanzia e dell'Adolescenza degli 8 paesi del G8. Ad annunciarlo il presidente della Provincia di Nuoro, Roberto Deriu, nella veste di "Promotore del Garante dell'Infanzia e dell'Adolescenza". L'appuntamento di Nuoro ha lo scopo di "promuovere un incontro ai massimi livelli tra i 'Garanti dell'infanzia' e le organizzazioni internazionali che si occupano della tutela dei diritti dei bambini, di favorire lo scambio di informazioni e discutere le possibili misure da adottare".

TELEFONO AZZURRO: NEL 20% DEI CASI ABUSANTE È CONOSCENTE

73,3% RIGUARDA RAGAZZE, E CLASSE ETÀ È SOTTO I 10 ANNI.

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 9 giu. - "In piu' del 60% dei casi la violenza sessuale nei confronti dei bambini viene consumata nella cerchia familiare. Nel 19,6% l'abusante e' invece un conoscente, nel 9,2% dei casi un estraneo". E' quanto rende noto Telefono Azzurro intervenendo diffondendo alcuni dati relativi agli abusi sessuali subiti dai bambini. Secondo alcuni dati relativi ai casi provenienti dalle linee d'ascolto (2000-2007) l'abuso sessuale rappresenta il 15% dei casi di abuso gestiti dalle linee d'ascolto di Telefono Azzurro.

Il 73,3% dei casi riguarda ragazze, e la classe d'eta' maggiormente esposta e' quella sotto i dieci anni. La cerchia familiare (madre, padre, parenti) e' quella all'interno della quale avvengono la maggior parte degli abusi sessuali. Nel 30,7% dei casi (percentuale maggiore) l'abusante e' il padre. Nel 19,6% dei casi un conoscente. Nel 9,2% dei casi un estraneo. "In casi come questo- sottolinea Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro- emergono ancora una volta alcune priorita' che tutti, istituzioni in primis, ci dobbiamo dare. Bisogna che la presa in carica terapeutica delle vittime segua dei protocolli di dimostrata efficacia: servono percorsi formativi appropriati e risorse adeguate per qualificare tutte le figure professionali coinvolte nei casi di abuso". Secondo Caffo, "manca poi una seria riflessione sul trattamento degli autori degli abusi, per i quali ci si limita alla sola risposta carceraria. E' chiaro che cosi' ci si puo' esporre a casi di recidiva. Soprattutto- conclude non va dimenticato che al centro del processo c'e' un bambino, e che la priorita' assoluta deve essere quella della prevenzione".

Violentate dopo spinello di gruppoMilano: 2 maggiorenni fermati, il terzo, minorenne, denunciato

 

(ANSA) - MILANO, 9 GIU - Quattro ragazze hanno subito violenza sessuale dopo una serata in discoteca, essersi ubriacate e aver assunto uno spinello di gruppo. E' accaduto il 23 maggio scorso a Milano ma e' stato reso noto dalla polizia solo oggi. Gli agenti hanno individuato tutti e tre i presunti responsabili, due dei quali, maggiorenni, sono stati fermati, mentre uno, minorenne, e' stato denunciato in stato di liberta'. Tutti i protagonisti della vicenda sono di origine sudamericana.

 

Pedofilia online, cresce in ItaliaTelefono Arcobaleno: 40mila vittime, Paesi G8 maggiori fruitori

 

(ANSA) - ROMA, 9 GIU - Crescono in Italia i fruitori di pedofilia online, pratica che conta nel mondo 40 mila giovani vittime, rivela Telefono Arcobaleno. Il 42% dei bambini vittime di pedofilia online ha meno di 7 anni e l'88,5% meno di 12. Meno dell'1% e' identificato. L'associazione ha anche denunciato che i 'consumatori' italiani sono in crescita: nel 2003 erano il 2,2% del totale, oggi sono il 5,4% e si stima che a fine anno saranno il triplo del 2003. I paesi del G8 sono i maggiori fruitori.

 
 
 

Elezioni 2009 ... mahhhhh!!!!!

Post n°233 pubblicato il 08 Giugno 2009 da alfio38

Finalmente è finita questa ridicola cordata elettorale, anche se da oggi ci toccherà sorbirci le false soddisfazioni di chi ha risicato almeno gli stessi voti delle precedenti tornate, di chi ha guadagnato qualche punticino in più, e le giustificazioni di chi ha perso quote considenti di elettorato o addirittura si è visto cancellare dal panorama politico nazionale, scaricando ovviamente le colpe sugli altri.

Nessuno ammetterà mai che queste elezioni hanno dimostrato se ancora ce ne fosse bisogno che stavolta mi sembra abbia vinto il popolo, con circa il 35% di espressione politica che si è riconosciuta nel non votare, nel non riconoscersi non nei partiti in quanto tali ma sicuramente dissociandosi dall'attuale classe politica.

In questa campagna elettorale ridicola, fondata sul gossip, sui pettegolezzi, sul privato dei protagonisti, e come unico argomento serio la crisi economica abnorme in cui ci ritroviamo a convivere tutti quanti, discussa però solo ed esclusivamente dal punto di vista dei grossi poteri industriali, delle banche e mai anche dal punto di vista del popolo.

Nessuno che abbia proposto un programma decente mirato a risolvere i drammi delle famiglie più deboli, nessuno che abbia proposto riforme serie volte a migliorare i servizi pubblici a partire da quelli sociali, assistenziali e sanitari, nessuno che abbia proposto sostegni decenti alle fasce più deboli (la social card che se la tenessero pure vorrei proprio vedere cosa ci farebbero loro con 40 euro al mese in più) ai disabili alle famiglie numerose, nessuno che abbia proposto interventi seri sul precariato sulla assoluta mancanza di lavoro sugli ammortizzatori sociali, nessuno che abbia proposto interventi seri sulla sicurezza sul lavoro, nessuno che abbia proposto soluzioni serie affinchè la giustizia in Italia sia degna di essere chiamata GIUSTIZIA.

In sostanza nessuno a cui importi realmente delle sorti del nostro ormai decadente paese, solo ed esclusivamente battaglie per i propri deprecabili interessi personali, faccio un esempio per tutti: qualcuno tempo fa propose il ridimensionamento del numero dei componenti delle camere, camuffandolo come un sacrificio per recuperare sulla spesa quando se si fanno due elementari conteggi non ce ne sarebbe assolutamente bisogno basterebbe infatti diminuire di un buon 50% almeno i loro introiti (lasciando loro comunque stipendi ed agevolazioni da nababbi) per recuperare molto di più di quanto non si riuscirebbe a recuperare diminuendo il numero dei parlamentari.

Per risolvere la crisi nel nostro paese non ci vuole poi molto in termini matematici (basterebbe infatti rubare di meno e rendere davvero tutti uguali agli occhi ma soprattutto alle tasche del fisco) ma occorre uno sforzo ed un sacrificio improponibile in termini di cultura e mentalità qualcun'altro disse in tempi non sospetti che ogni popolo ha il governo che si merita ......FORSE NOI ITALIANI E' PROPRIO QUESTO CIO' CHE CI MERITIAMO??????

Ps. Prendo atto che il quotidiano Tarantosera ha prontamente smentito la notizia sulla fantomatica udienza in cui avrebbe dovuto deporre la nonna di Carmela, prendo atto e apprezzo, nella speranza che quando ci si ritroverà ancora a scrivere sui media di nostra figlia qualcuno abbia il coraggio di andare oltre la semplice pubblicazione della notizia e si esponga esprimendo le proprie opinioni anche sul modo in cui le istituzioni hanno gestito questa vicenda ..... chiedo troppo? 

 
 
 

NEWS

Post n°232 pubblicato il 08 Giugno 2009 da alfio38

'BICE': DIRITTI DEI BAMBINI INCOMPIUTI ANCHE SUI MEDIA

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 8 giu. - Tra le dieci sfide dell'Appello mondiale per una nuova mobilitazione dell'infanzia presentato oggi a Ginevra dal Bureau International Catholique de l'Enfance (Bice) in occasione del 20^ anniversario della Convenzione Onu sui Diritti del Bambino ce ne e' anche una rivolta ai media. Il Bice chiede infatti che, oltre a rispettare il diritto alla vita, alla salute e all'educazione dei bambini, a sostenere la famiglia, a lottare contro la poverta' e tutte le forme di violenza e ad umanizzare la giustizia minorile, si mettano le nuove tecnologie a servizio del bambino. In particolare sollecita una riflessione sull'infanzia e sull'adolescenza da parte dei media per una rappresentazione rispettosa dei minori, un impegno a far risaltare il valore della diversita' e favorire cosi' il dialogo fra persone, generazioni e comunita' ed una diffusione della cultura dei diritti dei minori anche nella comunicazione.

"Questo appello- afferma Isabella Poli, direttore scientifico del Centro studi Minori e Media- evidenzia carenze e diritti 'incompiuti' anche nel nostro paese. L'immagine del bambino presentato dai media- si legge nel documento del Bice che accompagna l'appello- e' quella di un bambino ultraconsumatore, target privilegiato della pubblicita' oppure di un bambino vittima o protagonista di atti violenti. Un bambino ben lontano, dunque, dal bambino 'soggetto di diritti' della Convenzione Onu di cui si celebra il 20° anniversario".

"Da questa analisi continua Isabella Poli- emerge la necessita' di un impegno maggiore dei media e delle istituzioni per azioni non solo di tutela dei minori, ma anche di formazione degli operatori della comunicazione e di una produzione che promuova la partecipazione dei bambini e ne aiuti la crescita. L'educazione all'uso responsabile dei media, la 'media education', inserita come materia di studio nel percorso scolastico dei bambini e dei ragazzi potrebbe essere un segno di attenzione alle problematiche del rapporto tra media e minori ed un contributo alla attuazione dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza nel nostro paese".

RIFORMA, A RISCHIO MESSA IN PROVA E PERCORSI PER MINORI

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 8 giu. - Problemi anche per la giustizia minorile con l'applicazione della riforma della medicina penitenziaria, dopo il decreto attuativo del 1 aprile 2008. A parlarne, in un confronto con gli operatori organizzato dal dipartimento delle Politiche Antidroga nell'ambito delle consultazioni seguite alla Conferenza di Trieste, e' Serenella Pesarin, direttore generale per l' Attuazione dei provvedimenti giudiziari della Giustizia Minorile. "Visto che la competenza di collocare i minori del circuito penale in comunita' e' passata alle Aziende sanitarie locali, ma le Asl non li collocano perche' non trovano le comunita', vengono lesi i diritti umani dei minori", denuncia Pesarin nel suo intervento sui minori assuntori di stupefacenti dell'area del penale. "Il dpcm ha anche trasferito i fondi al servizio sanitario nazionale e quindi lancio un appello alle regioni per sapere dove sono finiti questi fondi", continua.

Per questo, Pesarin ha definito la riforma della medicina penitenziaria "un percorso in salita", ricordando che i minori vengono spesso dimenticati dalle statistiche, mentre l'Italia, grazie alla riforma del processo penale minorile, possiede uno strumento avanzatissimo quale la sopensione del processo e "messa alla prova" del ragazzo, che viene collocato in comunita' o in percorsi fuori dal carcere. Un istituto giuridico che rende la detenzione residuale per il minore e se, alla fine della messa  alla prova, l'esito e' positivo, c'e' la derubricazione del reato. Di qui la necessita', secondo il direttore generale del Dap della giustizia minorile, di continuare con i risultati positivi ottenuti fin qui, "con solo 500 ragazzi collocati nei 17 istituti minorili d'Italia, a fronte di migliaia di denunce ogni anno".

Tuttavia, sottolinea Pesarin, "la devianza minorile non e' in crescita, e' stabile, quello che preoccupa e' il forte incremento di abuso di sostanze stupefacenti e di alcol tra i minori, i quali non si rendono conto di essere assuntori". Riguardo l'istituto della "messa alla prova", che puo' portare alla cancellazione del reato per i minori, secondo Jolanda Ghibaudi del gruppo Abele, "il punto e' che nessun servizio territoriale continua ad occuparsi di loro perche' hanno saldato i conti con la giustizia minorile e allo stesso tempo sono troppo giovani per essere presi in carico dal servizio Sociale adulti".

Ghibaudi richiama l'attenzione soprattutto sui minori stranieri che giungono al termine del percorso di messa alla prova nella maggiore eta': "Sono maggiormente penalizzati perche' il loro permesso di soggiorno non e' piu' valido; fanno richiesta di un nuovo permesso di soggiorno, ma la ricevuta di tale richiesta non e' considerta valida ai fini dei tirocini lavorativi. Occorre attendere l'emissione del nuovo permesso di soggiorno che sovente si fa attendere per lunghi mesi, anche un anno". Il rischio e' lo sfruttamento, il lavoro nero o peggio, il reclutamento da parte della criminalita' organizzata.

MOIGE: SÌ A 'DRUG TEST' NELLE SCUOLE CON OK FAMIGLIE

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 8 giu. - "La possibilita' di effettuare i 'drug test' nelle scuole, eseguiti ovviamente da personale specializzato e con il consenso dei genitori, e' positiva". Lo dice Maria Rita Munizzi, presidente nazionale del Moige (Movimento italiano genitori) e membro del Tavolo della consulta per le politiche anti-droga presso la presidenza del Consiglio dei ministri "perche' rappresenterebbe un'azione concreta di controllo e prevenzione che l'istituzione scuola ha il diritto e il dovere di portare avanti". Il test effettuato nelle scuole, secondo Munizzi, "permetterebbe anche di evitare le azioni 'fai da te' che molte famiglie mettono in atto, coltivando in questo modo una cultura del sospetto inaccettabile e pericolosa all'interno dei nuclei familiari stessi".

 
 
 

CARMELA USATA COME TAPPABUCHI ....PER QUOTIDIANI.

Post n°231 pubblicato il 04 Giugno 2009 da alfio38

 

 

1° PAGINA TARANTOSERA DEL 3/6/2009

il dramma

pag. 3

 

Carmela

Parla la nonna

TARANTO - Torna in aula il dramma di Carmela, la tredicenne che si tolse la vita dopo essere stata violentata. Alla sbarra in Tribunale tre uomini accusati di violenza. Oggi depone la nonna della vittima.

ARTICOLO A PAGINA 3

 

 

la storia

In tribunale testimonia la nonna della vittima

Suicida dopo lo stupro

Il dramma di Carmela

 

TARANTO - Passaggio in tribunale per il “caso Carmela”. Ad essere ascoltata oggi, la nonna della ragazzina del quartiere Paolo VI, suicida a tredici anni dopo aver denunciato di essere stata vittima di stupro. Carmela si tolse la vita nell’aprile di due anni fa, gettandosi dal settimo piano di un palazzo al quartiere Paolo VI. A dover rispondere delle presunte violenze sono un 54enne tarantino, assistito in giudizio dall’avvocato Maurizio Besio, e due giovani siciliani, un 23enne di Acireale ed un 25enne di Siracusa. Per i due siciliani, l’accusa è quella di aver abusato della ragazzina tra il nove ed il dieci novembre di tre anni fa, in un camper. Una notte di violenze, a cui - secondo la ricostruzione dell’accusa - seguì subito un’altra serata di terrore per la sfortunata ragazza.

Quella in cui sarebbe stato il terzo inquisito ad abusare di lei, in un appartamento ai Tamburi. In quei drammatici giorni Carmela era fuggita di casa, e per questo sarebbe finita tra le grinfie di chi avrebbe approfittato di lei: fu il padre, infine, a ritrovarla, in un vicolo della città vecchia. Inizialmente la ragazzina ha tenuto il segreto sui drammatici eventi di quelle notti, confidando soltanto ad un diario cosa le fosse accaduto. A dicembre dello scorso anno due minorenni sono stati processati per aver anche loro violentato la ragazzina. Entrambi hanno ottenuto la messa alla prova. I familiari di Carmela si sono costituiti parte civile, tramite l’avvocato Flaviano Boccassini.

E'VERO CHE ORMAI TROPPO SPESSO IN ITALIA, LE NOTIZIE (ALMENO QUELLE GIUDIZIARIE) CHE CI RIGUARDANO DIRETTAMENTE LE CONOSCIAMO DAI  GIORNALI E NON ATTRAVERSO LE NORMALI FONTI  DALLE QUALI LE DOVREMMO CONOSCERE, MA CHE ADDIRITTURA SI VENGANO A SAPERE SOLTANTO DOPO E' TROPPO!

CI TENGO A PRECISARE CHE IERI, CONTRARIAMENTE A QUANTO DICHIARA IL QUOTIDIANO IN QUESTIONE NON C'E' STATA ALCUNA UDIENZA (SI TERRA' IL PROSSIMO 3 LUGLIO), NE' TANTOMENO CE NE SARA' ALCUNA IN CUI DOVRA' ESSERE SENTITA LA NONNA DI CARMELA.

CI TENGO ALTRESI' A PRECISARE CHE SONO DISGUSTATO NEL PRENDERE ATTO CHE IL DRAMMA DI CARMELA CONTINUI A VENIR USATO DA ALCUNI MEDIA SEMPLICEMENTE COME TAPPABUCHI QUANDO NON SI HA ALTRO DA PUBBLICARE, E EVIDENZIANDO ESCLUSIVAMENTE LE FREDDE MODALITA' DI APPLICAZIONE DEI VARI PROCEDIMENTI IN CORSO, E TRITANDO E RITRITANDO LA MERA CRONISTORIA DI QUANTO ACCADUTOLE CON LE ORMAI SOLITE INESATTEZZE CHE NONOSTANTE LE NOSTRE RETTIFICHE E IN ALCUNI CASI DENUNCE CONTINUANO A VENIR PUBBLICATE.

MAI NESSUNO CHE VADA OLTRE LA SEMPLICE E SEMPLICISTICA CRONISTORIA DEL FATTO, MAI NESSUNO CHE UTILIZZI QUESTO FATTO PER METTERE IN EVIDENZA TUTTE LE INGIUSTIZIE CHE HA DOVUTO SUBIRE CARMELA, MAI NESSUNO CHE PRENDA POSIZIONE CONTRO I TORTI E GLI ABUSI CONSUMATI DALLE ISTITUZIONI NEI NOSTRI CONFRONTI E NEI CONFRONTI DI CARMELA, TUTTI SOLO A SFRUTTARE IL CLAMORE DEL FATTO IN SE STESSO, A SPECULARE SUL DOLORE DELLE VITTIME E A METTERE IN BELLA MOSTRA DICHIARAZIONI DI PERSONAGGI POLITICI FINI A STESSE E CHE DOPO L'IMMEDIATEZZA DEL FATTO NEMMENO RICORDANO DI AVER ESPRESSO E DICHIARAZIONI DEI RESPONSABILI DELLE ISTITUZIONI COINVOLTE CHE ALTRO NON SONO CHE VIGLIACCHE SCUSE PER SVINCOLARSI DALLE PROPRIE E A VOLTE VERGOGNOSE RESPONSABILITA'.

DETTO QUESTO CONTINUO SEMPRE PIU' A VERGOGNARMI DI ESSERE ITALIANO, A VERGOGNARMI DELLA GIUSTIZIA ITALIANA, A VERGOGNARMI DELLA INDIFFERENZA E DELLA INSENSIBILITA' DI TANTISSIMA GENTE, FORTEMENTE CONVINTO COMUNQUE DI NON VOLERNE ESSERNE COMPLICE DISSOCIANDOMI ANCHE ATTRAVERSO LE BATTAGLIE CHE CON SACRIFICIO CERCO DI PORTARE AVANTI CON LA NOSTRA ASSOCIAZIONE.

LINK DEL QUOTIDIANO TARANTOSERA

http://www.tarantosera.com/sfogliaGiornale.asp?idG=653&tipo=EDI

 
 
 

news

Post n°230 pubblicato il 03 Giugno 2009 da alfio38

Redditi: l'Italia e' spaccata in due

(ANSA) - ROMA 2 GIU - Un'Italia spaccata in due: risulta dalla classifica delle Regioni dove maggiore e' la presenza di persone al di sotto della soglia di poverta'. Primato negativo alla Sicilia: li' vive, con redditi bassissimi,una persona su 3.Tutte al Sud le Regioni piu' povere,a cui si aggiungono Sardegna e Molise.Al Nord solo la Liguria ha un tasso di poverta' a due cifre. In Veneto percentuale di poveri 10 volte inferiore a quella della Sicilia. Poche persone in difficolta' economica anche in Toscana e a Bolzano.

Crisi: bonus bollette e prestiti agevolati famiglie PesaroIniziativa Provincia- Comuni- aziende, 240 mila euro a disposizione

 

(ANSA) - PESARO, 3 GIU - Famiglie e lavoratori in difficolta', cassintegrati o licenziati, della provincia di Pesaro Urbino, anche extracomunitari, potranno avere un bonus per il pagamento delle bollette di acqua e rifiuti e per i trasporti scolastici. Possibile anche chiedere piccoli finanziamenti agevolati in banca. Lo prevedono due protocolli d'intesa sottoscritti dalla Provincia, dai Comuni gestori di servizi, da alcuni istituti bancari e da Cgil, Cisl e Uil. Per contributi sul pagamento delle utenze c'e' un fondo di 240 mila euro. I micro-prestiti bancari a condizioni agevolate (fino a un massimo di 3 mila euro) verranno corrisposti in base ad un fondo di garanzia messo a disposizione da Provincia e Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro. Gli interessi passivi sono a carico della Provincia. (ANSA).
Furti in appartamento: denunciati quattro membri famigliaMarito, moglie e 2 figli avuti dall'uomo in precedente relazione

 

(ANSA) - CAGLIARI, 2 GIU - Sgominata dai Cc una banda a 'conduzione familiare' accusata di aver compiuto dall'inizio dell'anno una serie di furti in appartamento.

Con l'accusa di ricettazione e detenzione illegale di munizioni, sono stati denunciati a piede libero i componenti di un'intera famiglia: Emanuele Lai (60 anni), l'attuale moglie Maria Bonaria Benossa (37 anni) e i 2 figli avuti dall'uomo in una precedente relazione, Nicola (22) e Marco (30). La banda agiva alla periferia di Sinnai e a Settimo San Pietro.
Neonati morti: disposta autopsia, indagati medici

(ANSA) - CATANIA, 3 GIU - La Procura di Catania ha disposto l'autopsia sui quattro neonati morti in 72 ore nel reparto di ostetricia del Policlinico di Catania. I magistrati, come atto consequenziale, essendo l'esame autoptico un accertamento irripetibile, hanno iscritto nel registro i medici del reparto. Dalla Procura e' stato sottolineato che la procedura 'e' un atto dovuto e che allo stato non sono emersi collegamenti tra i 4 decessi'. Le indagini sono state affidate dai magistrati a carabinieri del Nas.

 

 
 
 

A parte le chiacchiere ....è crisi vera solo e sempre per i soliti!!!!!

Post n°229 pubblicato il 31 Maggio 2009 da alfio38

BANKITALIA: CALA SPESA FAMIGLIE, PIU' FATICA PAGARE DEBITI

 

ROMA - Famiglie italiane in trincea per far fronte agli effetti della crisi economica: alle prese con redditi erosi dai rialzi dei prezzi e con condizioni di credito sempre più inasprite, i consumatori si sono trovati costretti a tagliare le spese e a ridurre le domande di prestiti alle banche, ma la via del risparmio non ha evitato che molti abbiano incontrato crescenti difficoltà nel rimborso dei debiti. E' questa la fotografia sullo stato delle famiglie scattata dalla Banca d'Italia nella Relazione annuale. Nel 2008 i consumi delle famiglie si sono ridotti dello 0,9% in termini reali, mentre in termini pro capite sono scesi al livello iniziale del decennio scorso: alla contrazione della spesa in beni durevoli (-7,3%), tipica di tutte le crisi profonde - evidenzia Bankitalia -, si è affiancata quella dei non durevoli (-1,3%).

In particolare, nella parte finale dell'anno, si è inasprita la contrazione dei consumi alimentari (-2,3%): un dato che, secondo Via Nazionale, "potrebbe riflettere il brusco impatto della crisi sulle famiglie a basso reddito". La flessione dei consumi va di pari passo con quella del reddito disponibile in termini reali, la cui debolezza - osserva Bankitalia - perdura ormai da un quindicennio e influenza in modo permanente le percezioni delle famiglie: l'incremento nominale del reddito nel 2008 (+2,7%) è stato "completamente eroso" dalle forti tensioni al rialzo dei prezzi e così il potere d'acquisto delle famiglie è diminuito nella media dell'anno di mezzo punto percentuale. Questo contesto ha però determinato una maggiore propensione delle famiglie a risparmiare: il più marcato indebolimento dei consumi rispetto al reddito si è infatti riflesso nell'aumento del saggio di risparmio (all'11,9%). Si è ridotta invece la ricchezza finanziaria netta delle famiglie, a causa soprattutto delle perdite di valore di azioni e partecipazioni. Il 2008 è stato caratterizzato anche da un "notevole rallentamento" della crescita dei prestiti concessi alle famiglie dalle banche, riflesso di una minore domanda per l'attenuazione del ciclo del mercato immobiliare e la forte contrazione della spesa per beni durevoli.

A questo ha contribuito un "contenuto inasprimento" delle condizioni di offerta del credito che - precisa Bankitalia - sembra essersi attenuato nel primo trimestre 2009. Sono poi aumentati gli oneri delle famiglie per pagare gli interessi e la restituzione del capitale (il servizio del debito ha raggiunto il 10% del reddito disponibile). Questo ha reso "più tese le condizioni finanziarie delle famiglie, che nel 2008 hanno incontrato maggiori difficoltà nel rimborso dei debiti": la quota dei prestiti incagliati, su cui si riscontrano temporanei problemi di rimborso, è cresciuta in un anno dall'1,5 al 2,2%; la percentuale di crediti scaduti da almeno 90 giorni ha raggiunto il 4,3%. Tuttavia il rapporto fra nuove sofferenze e prestiti è aumentato "in misura limitata". In prospettiva, secondo la Banca d'Italia, la vulnerabilità delle famiglie indebitate "potrebbe risentire del peggioramento delle condizioni del mercato del lavoro". Un sostegno, però, verrà "dalla recente flessione dei tassi d'interesse".

 

 
 
 

L'appello dei piccoli ai grandi del mondo

Post n°228 pubblicato il 29 Maggio 2009 da alfio38

Ragazzo di 17 anni stupra ex di 13In un paese vicino a Palermo, arrestato anche un coetaneo

 

(ANSA) - PALERMO, 29 MAG - Hanno attirato una ragazzina di 13 anni in un luogo isolato facendole credere che poteva incontrare il suo ex e chiarirsi dopo la rottura. Un pretesto usato da due giovani, uno di 17 anni, ex della adolescente e un amico di 18, per appartarsi con lei e violentarla. E' accaduto in un paese del Palermitano. Oggi, agenti e carabinieri hanno arrestato i responsabili degli abusi. Il minorenne e' stato trasferito in una comunita'; il 18enne e' ai domiciliari. La violenza risale al 30 marzo del 2008.
Stupra figlia convivente, arrestatoRoma, in manette un filippino di 26 anni

 

(ANSA) - ROMA, 29 MAG - Ha abusato sessualmente della figlia minorenne della convivente che non si era accorta di quanto stesse accadendo entro le mura domestiche. Si tratta di un filippino alcoolista, di 26 anni, arrestato, che aveva iniziato a rivolgere attenzioni morbose alla giovane vittima gia' da qualche anno. Il disagio della bambina, ora ha 11 anni, era stato percepito dagli insegnanti che hanno immediatamente segnalato alla polizia.

Catania, 4 neonati morti in 72 oreE' avvenuto al Policlinico, accertamenti carabinieri Nas

 

(ANSA) - CATANIA, 29 MAG - Quattro neonati morti in 72 ore: e' il dato registrato nel fine settimana nel reparto di ostetricia del Policlinico di Catania. Il locale, come riporta 'La Sicilia', per motivi precauzionali e' stato chiuso da lunedi' scorso per accertamenti. Secondo il vicedirettore sanitario, 'non ci sono collegamenti tra i 4 decessi ma un'insolita coincidenza statistica nel tasso di mortalita'. Accertamenti Cc del Nas che hanno compiuto dei test per verificare l'eventuale presenza di germi.
G8/ I piccoli ai 'grandi' del mondo: rispettate le promesse
Venerdí 29.05.2009 16:06


Le promesse vanno mantenute e i "grandi" del G8 devono dare il buon esempio. L'appello è arrivato da un gruppo di bambini che si sono 'sfidati' nella scrittura di lettere spedite agli "otto grandi della Terra" e in primo luogo al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che ospiterà quest'anno la riunione del G8. Ad aprire la cerimonia, nella residenza dell'ambasciatore britannico a Roma, Edward Chaplin, è stata la lettura di un messaggio del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. "Il vostro monito alle istituzioni e ai governi affinché mantengano gli impegni presi con l'adozione degli obiettivi di sviluppo del millennio ci impegna tutti, perché viene da voi giovani", ha affermato Napolitano.

A consegnare i premi, il celebre attore britannico Colin Firth che si è rivolto in un perfetto italiano a Silvio Berlusconi e agli altri sette leader mondiali chiedendo di mantenere le promesse aiutando l'Africa e sconfiggendo la povertà nel mondo. "Berlusconi è andato tutti i giorni all'Aquila (colpita dal terremoto) e non puo' essere lo stesso uomo che decide di abbandonare tutti quei bambini che muoiono alle porte del nostro Paese", ha affermato l'attore, celebre per la sua interpretazione nel 'Diario di Bridget Jones'.

Firth, ambasciatore dell'Ong britannica Oxfam, non ha risparmiato critiche al presidente del Consiglio: "Nel G8 del 2005, ho visto Berlusconi tenere la penna in mano e firmare la promessa di salvare milioni di vite, ora sembra aver cambiato idea, perché gli aiuti sono diminuiti e l'Italia è l'unico Paese ad aver tagliato il budget", ha spiegato l'attore.

"Cari signori, perchè non è cambiato quasi niente? Dovete mantenere le promesse. Avete capito? Se entro il 2015 non cambiate quelle cose che avete detto non mi fidero' più di voi". E' la lettera di Leonardo Bernardini - 'IV-A' della scuola Dante Alighieri di Nocera Umbra - che si è aggiudicato il primo premio del concorso, con un messaggio chiaro e incisivo che solo i bambini, con la loro innocenza e semplicità sanno dare. Alla cerimonia hanno partecipato tra gli altri la coordinatrice per l'Italia della Campagna del Millennio delle Nazioni Unite, Marta Guglielmetti e il coordinatore nazionale della Tavola della pace, Flavio Lotti.

 
 
 

News ....Minori....

Post n°227 pubblicato il 28 Maggio 2009 da alfio38

ADOLESECENTOLOGI, PEDIATRI, PSICOLOGI: PIATTAFORMA COMUNE.

GIORNATA DI STUDIO A FIRENZE IL 29 MAGGIO.

Il 29 maggio, nella prestigiosa cornice dell'Auditorium del Consiglio regionale della Toscana (via Cavour 4, a Firenze), pediatria e psicologia si incontrano per individuare le linee comuni utili alla costruzione di una piattaforma di dialogo proficuo. L'evento e' coordinato, per il comitato scientifico, dal professor Fabio Franchini -del Servizio per lo studio degli aspetti nutrizionali e comportamentali dell'adolescenza di Firenze-, e da Ezio Benelli -presidente dell'International foundation Erich Fromm-. Il coordinamento organizzativo del progetto e' curato da Irene Battaglini, presidente dell'Associazione Le Muse.

"La scelta della giornata di studio- si legge in una nota - e' per orientare, sul piano operativo, un percorso di avvicinamento e di integrazione tra due ambiti della conoscenza e della ricerca, la psicologia e la medicina. I sono tempi ormai maturi per trasformare il dibattito in incontro, sia nelle aree dei modelli teorici, sia nei campi delle rispettive applicazioni".

La giornata e' indirizzata a medici, psicologi, studenti e professionisti, e a tutti gli operatori impegnati nel campo della salute, della prevenzione, della ricerca. La giornata, ospitata dal Consiglio regionale della Toscana, a ingresso libero, e' patrocinata da Regione Toscana, Comune di Firenze, Ordine provinciale dei medici chirurghi e degli Odontoiatri di Firenze, Ordine degli psicologi della Toscana, Societa' italiana di pediatria (Sip), Societa' italiana di medicina dell'adolescenza (Sima).

Il programma prevede due sessioni di lavoro: dalle 9 alle 13.30, moderata dal dottor Marco Menabuoni, pediatra, e dalle 14.30 alle 18, con il coordinamento della professoressa Graziella Magherini, psichiatra e psicoanalista. Tra le due sessioni, e' prevista la performance di musicoterapia del gruppo Iacopop, curata dal Consorzio Zenit di Firenze.

IL 10% DEI RAGAZZI CALABRESI VITTIMA DI STALKING.

Il 10% dei ragazzi calabresi risulta vittima di atti persecutori. Il 3-4% invece ha commesso atti persecutori o avuto atteggiamenti del genere. E' quanto emerge da un'indagine tra gli adolescenti in Calabria realizzata nell'ambito del progetto "Pollicino e Alice", promosso dalla Fondazione "Roberta Lanzino" di Cosenza. I risultati dell'iniziativa che ha coinvolto gli studenti degli istituti superiori della Calabria sono stati illustrati dal presidente nazionale dell'Osservatorio nazionale sullo stalking, Massimo Lattanzi. "Un dato interessante - ha commentato l'esperto - e' quello relativo alla volonta' o meno di denunciare.

L'80% del campione degli studenti intervistati ha dichiarato di voler denunciare, mentre il 20% dei ragazzi ha affermato che non denuncerebbe mai perche' non condivide la restrizione in carcere del presunto autore. Per circa il 10% - ha aggiunto Lattanzi - non e' nulla di grave e per un altro 10% non sarebbe opportuno denunciare perche' si peggiorerebbe soltanto la situazione". I ragazzi interpellati hanno affermato che spesso sono stati vittime di atti persecutori anche all'interno della loro scuola.

A livello nazionale, tra gli strumenti maggiormente utilizzati, l'81% degli atti persecutori avverrebbe attraverso telefonate o sms mentre il 17% con appostamenti o pedinamenti. "Cio' che e' importante- ha concluso Lattanzi- e' la prevenzione e la sensibilizzazione perche' purtroppo gli atti di stalking possono avvenire, anche e spesso, a domicilio nell'ambito del contesto familiare. Da cio' la difficolta' nel denunciare un conoscente, un amico o un familiare. A questo punto diventa fondamentale diffondere la cultura del rispetto nelle relazioni".

Lattanzi ha anche affermato che "La legge sullo stalking andrebbe in parte revisionata perche' il 612 bis non prevede una modalita' rieducativa e un percorso di risocializzazione. Alla luce dei dati e della nostra esperienza come osservatorio - ha ribadito Lattanzi- forse questa legge andrebbe rivista e richiederebbe una maggiore sensibilizzazione. Il 612 bis - ha concluso il presidente nazionale dell'Osservatorio sullo stalking - sembrerebbe finalizzato alla repressione e alla restrizione delle persone in carcere. Una soluzione forse non sufficiente: infatti nelle ultime settimane si sono registrati circa dieci casi di recidive". Lattanzi ha annunciato che nei primi di giugno l'Osservatorio aprira' uno sportello a Paola, in provincia di Cosenza.

 

BIELLA, NASCE CENTRO DIURNO PER AUTISMO E DISABILITÀ

VOLUTO DALLE ASSOCIAZIONI ANGSA E ASAD.

Un centro diurno - residenziale con annesso centro sportivo specializzato per persone con disabilita' e persone autistiche a Biella. Le associazioni di volontariato biellesi Angsa e Asad, in collaborazione con le Cooperative Domus Laetitiae e Sportivamente hanno presentato ufficialmente giovedi' 21 maggio 2009 a Citta' Studi "Un progetto per l'autismo", centro specializzato che dara' la possibilita' a circa 50 persone autistiche di frequentare il centro diurno, a 10 persone autistiche di usufruire della struttura residenziale e a circa 150 persone disabili di frequentare le attivita' sportive.

"L'iniziativa parte da una un bisogno evidente- commenta Enrico Pesce, Presidente della Cooperativa Domus Laetitiae- che attualmente e' rappresentato da 40 bambini autistici seguiti dalla nostra struttura. Il progetto che vogliamo realizzare risponde a delle semplici domande: come sara' l'ambito della disabilita' a Biella fra 3-5 anni? Come vogliamo programmare i nostri interventi e quale attenzione vogliamo dedicare a questo aspetto della nostra comunita'?".

Molteplici gli obiettivi che si intendono realizzare. Le iniziative e le attivita' con i ragazzi, attraverso il centro diurno; le tematiche del "dopo di noi" e "dell'abitare" con la struttura residenziale, un'apposita palazzina con 20 alloggi; l'integrazione sportiva con un campo polivalente (piscina, pista di atletica, campo di calcio, di basket e tennis) e un maneggio sia al coperto che all'aperto appositamente ideato sulle esigenze legate alla disabilita'; interventi medici specifici rivolti ai ragazzi disabili attraverso la creazione di un poliambulatorio attrezzato con locali per le attivita' e le visite specialistiche. Il progetto, dal costo complessivo di circa 6 milioni di euro, prevede il completamento del centro diurno in 2 anni e larealizzazione della restante parte in circa 4 anni.

CONVENZIONE ONU? ITALIA 'IMMATURA' SU SOSTEGNO INFANZIA.

L'Italia 18 anni fa ha ratificato la convenzione Onu per i diritti dell'infanzia. Dovrebbe quindi essere "matura" e responsabile verso i suoi cittadini piu' piccoli. Ma non e' cosi'. Non ha ancora istituito il Garante nazionale dell'infanzia, come previsto dalla Convenzione, e non ha un Piano nazionale. La denuncia viene dal "Gruppo di lavoro per la convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza" (Gruppo Crc), al quale aderiscono 79 associazioni e organizzazioni non profit che si occupano di minori. Il Gruppo Crc e' nato proprio per monitorare l'applicazione nel nostro Paese della Convenzione, che e' stata ratificata dal Parlamento il 27 maggio del 1991 con la legge n.176. "Le proposte di legge per l'istituzione del Garante sono al momento al vaglio del Parlamento", spiega Arianna Saulini, portavoce del Gruppo Crc. Alcune regioni, Marche, Lazio, molise e Campania, hanno anticipato i tempi e hanno istituito un loro garante regionale per l'infanzia.

L'altro segno di immaturita' dell'Italia e' nella carenza di risorse destinate alla tutela dell'infanzia. "I tagli effettuati sulle politiche sociali avranno anche un impatto sui minori -aggiunge la portavoce del Gruppo Crc-, benche' sia difficile da quantificare dato che non e' definita l'entita' della somma pubblica stanziata dai ministeri e dicasteri competenti". L'assenza di un Piano nazionale infanzia rende ancora piu' incerta la tutela dei minori. "L'ultimo Piano risale al 2002-2004- ricorda Arianna Saulini-. Non e' piu' procastinabile. Il Governo proceda all'adozione del piano e assicuri adeguati finanziamenti per la sua implementazione e un adeguato coordinamento con il livello regionale delle azioni e interventi previsti".

Il Gruppo Crc ha dubbi sulla conformita' alla Convenzione del disegno di legge sulla sicurezza in discussione al Senato. "Alcune norme rischiano di compromettere seriamente i diritti alla salute e all'istruzionesottolinea Arianna Saulini-, il diritto alla protezione e allo sviluppo di tutti i minori stranieri aventi uno o entrambi i genitori irregolarmente presenti in Italia, dei minori stranieri non accompagnati e dei minori trattenuti all'interno dei CIE in quanto erroneamente riconosciuti come maggiorenni o al seguito dei genitori".

UNICEF E MIUR LANCIANO CONCORSO "UN MINUTO DI DIRITTI"

GELMINI: INIZIATIVA CHE RAFFORZA VALORE PARTECIPAZIONE.

Nell'ambito delle iniziative per ricordare i 20 anni della Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza (il prossimo 20 novembre), l'Unicef Italia e Raitre bambini e ragazzi, con il patrocinio del segretariato sociale Rai, intendono lanciare "Un minuto di diritti", un concorso video per la realizzazione di "cortissimi" da un minuto che raccontino il diritto alla partecipazione. Il ministero dell'Istruzione ha aderito all'iniziativa e promuovera' il concorso in tutte le scuole attraverso i suoi canali di comunicazione."La partecipazione non e' una concessione o un privilegio accordato dagli adulti ai bambini- ha detto il presidente dell'Unicef Italia Vincenzo Spadafora- ma un diritto umano fondamentale e ogni bambino ha il diritto di esprimere la propria opinione quando si prendono decisioni importanti che incidono direttamente sulla sua vita. La data scelta per il lancio di questo concorso- ha proseguito Spadafora- non e' casuale: proprio oggi, infatti, 18 anni fa, il Parlamento italiano ratificava la Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, che dal quel momento e' diventata una legge per il nostro Paese".

"Il rispetto dei diritti e dei doveri e i valori della democrazia e della partecipazione sono i pilastri su cui si fonda l'educazione dei cittadini di domani- ha ribadito Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione, dell'Universita' e della Ricerca- La scuola e' la prima istituzione a dover insegnare questi valori ai ragazzi, sostenendoli nella loro crescita e aiutandoli a diventare adulti consapevoli. Solo cosi' saranno in grado di difendersi se i loro diritti, come ancora troppo spesso accade, dovessero essere negati. Per questo- ha spiegato il ministro- abbiamo deciso di sostenere il concorso dell'Unicef Italia". "Accompagnare i piu' giovani oltre lo schermo della tv, che conoscono troppo spesso soltanto da fuori, e' un impegno fondamentale- ha sottolineato il direttore del segretariato sociale Rai Carlo Romeo- E' quanto mai necessario oggi offrire alle nuove generazioni, figlie della rivoluzione tecnologica, quelle occasioni utili per meglio utilizzare e comprendere i linguaggi e le potenzialita' che questi nuovi scenari dei media possono offrire a loro stessi e a noi. La Rai, in quanto servizio pubblico, e' accanto alle istituzioni e all'Unicef anche in questa nuova scommessa".

Ha fatto eco a Romeo Mussi Bollini, capostruttura Raitre per i programmi bambini e ragazzi, aggiungendo che "la collaborazione e la condivisione di idee con l'Unicef si conferma in questa nuova iniziativa, che rappresenta un esempio particolarmente felice di quella partecipazione che Raitre cerca di stimolare nei ragazzi attraverso i programmi a loro dedicati: dai video fatti dagli studenti negli scorsi anni con Screensaver, ai minitelegiornali realizzati nelle scuole con il Gt Ragazzi, fino ai Oneminute, l'intento e' sempre di fornire ai piu' giovani gli strumenti e gli spazi per comunicare attraverso i media utilizzandoli in modo critico". "Un minuto di diritti" e' collegato al concorso internazionale "One minutes junior" e prevede la realizzazione di video di 60 secondi che raccontino in maniera creativa e originale il diritto alla partecipazione. I oneminutesjr italiani saranno valutati e premiati dalla giuria che sara' composta da un rappresentante dell'Unicef Italia, di Rai 3 ragazzi insieme ad esperti di media education, professionisti dei media, insegnanti, educatori, ragazzi e bambini. I vincitori vedranno il proprio lavoro trasmesso su Raitre, sui siti dell'Unicef e della Rai e su tutti i canali media che aderiranno all'iniziativa. I oneminutesjr italiani entreranno automaticamente a far parte del network oneminutejr internazionale che culmina ad Amsterdam, con lo Stranger festival.

 

 

 
 
 

Orrible .... news....

Post n°226 pubblicato il 28 Maggio 2009 da alfio38

 

Abusi su nipote minorenne, arrestatoIn carcere a Roma uomo di 67 anni, gia' condannato.

(ANSA) - ROMA, 28 MAG - Per due anni, tra il 1996 e il 1998, ha abusato della nipote minorenne. Un romano di 67 anni e' stato arrestato dai carabinieri. L'uomo era stato condannato dal Tribunale di Roma a quattro anni e sei mesi di reclusione per i reati di violenza sessuale e atti sessuali con minore. E' stato portato nel carcere di Rebibbia a disposizione dell'autorita' giudiziaria.

 

Pedofilia: arrestato allenatore squadra bimbiIn carcere a Messina un uomo di 47 anni.

(ANSA) - MESSINA, 28 MAG - La polizia di Stato ha arrestato un uomo di 43 anni, P.F., con l'accusa di violenza sessuale. L'uomo era allenatore di una squadra dilettantistica di calcio 'pulcini ed esordienti' di Messina, ma e' stato licenziato subito dopo le accuse della madre di uno dei bambini, che hanno dagli 8 ai 10 ann e che aveva scoperto degli sms ambigui mandati dall'allenatore al figlio. In piu' di una occasione poi l'uomo avrebbe abbracciato e baciato due ragazzini.

 

 

Il mondo è seduto su una bomba. Diritti violati: il rapporto di Amnesty. 

Il mondo è seduto sopra una "bomba a orologeria sociale, politica ed economica" innescata da una crisi dei diritti umani. Lo sostiene Amnesty International, che ha presentato a Londra, Roma e in altre capitali del mondo il proprio Rapporto annuale 2009, un volume (pubblicato in Italia da EGA Editore) che analizza la situazione dei diritti umani in 157 Paesi e territori nell'anno precedente. "Dietro alla crisi economica si cela un'esplosiva crisi dei diritti umani", ha dichiarato Christine Weise, presidente della sezione italiana di Amnesty nel corso della conferenza stampa di Roma, "la recessione ha aggravato le violazioni dei diritti umani, distolto l'attenzione da esse e creato nuovi problemi. Prima, i diritti umani erano messi in secondo piano in nome della sicurezza, ora in nome della crisi economica".

Nell'introduzione al rapporto, la segretaria generale dell'organizzazione per la tutela dei diritti umani, Irene Khan, punta l'indice su un modello di globalizzazione "sbagliato e sfrenato", che ha creato problemi e accresciuto le diseguaglianze a livello sociale. "In questi anni -scrive Khan- i diritti umani sono stati messi in secondo piano di fronte a quella specie di 'bisonte della strada' che è stata la globalizzazione priva di regole, che ha trascinato il mondo in una frenesia di crescita. Le conseguenze sono sotto i nostri occhi: l'aumento di disuguaglianza, emarginazione e insicurezza; la soppressione, con modalità arroganti e impunite, delle voci di protesta; la mancanza di pentimento e di punizione per i responsabili degli abusi commessi da governi, grandi imprese e istituzioni finanziarie internazionali".

E ancora: "Vediamo crescere i segnali di scontro e di violenza politica, che si aggiungono all'insicurezza globale già esistente a causa di quei conflitti morali che la comunità internazionale non sa o non vuole risolvere. In altre parole, siamo seduti su un barile di miscela esplosiva composta di disuguaglianza, ingiustizia e insicurezza. La miscela sta per esplodere". La segretaria generale di Amnesty evidenzia inoltre come in questo momento ci si trovi davanti a un doppio pericolo che dalla recessione porta alla repressione: "Da un lato siamo di fronte al grave rischio che una povertà in crescita e disperate condizioni economiche e sociali possano produrre instabilità politica e violenza di massa -scrive la Khan- dall'altro, possiamo ritrovarci in una situazione in cui la recessione sia accompagnata da una piu' ampia repressione da parte di governi autoritari che mal sopportano il dissenso, le critiche e le denunce di corruzione e di cattiva gestione economica".

AL VIA LA CAMPAGNA "IO PRETENDO DIGNITA'"

I diritti umani al centro della lotta per sradicare la povertà dal mondo: parte con la pubblicazione del Rapporto 2009, la nuova campagna di Amesty International 'Io pretendo dignita'. "Per cambiare il fatto che almeno 963 milioni di persone ogni sera vanno a dormire affamate", riferiscono dall'organizzazione, "che un miliardo di persone vive in insediamenti abitativi precari, che ogni minuto una donna muore per complicazioni legate alla gravidanza o al parto, che 1,3 miliardi di persone non hanno accesso all'assistenza sanitaria di base e 2,5 miliardi ai servizi igienici, che 20mila bambini al giorno muoiono per questo".

Per ottenere "un cambiamento profondo", secondo Amnesty International, occorre intervenire in tre aree tematiche che hanno finora fatto sì che le buone intenzioni rimanessero tali e hanno impedito progressi nella lotta contro la povertà: "Responsabilità dei governi, delle imprese e delle istituzioni finanziarie internazionali; accesso ai diritti e ai servizi essenziali per la dignità umana senza discriminazione; partecipazione attiva delle persone che vivono in povertà e dei loro rappresentanti alla lotta contro la povertà".

 

 

Scampia, le donne spacciano, i figli minori le aiutano.

A Scampia quartiere tra i più degradati di Napoli si spaccia alla luce del sole. L'operazione della Polizia di Stato ha interessato la zona dell'Oasi del buon pastore al lotto R e ha portato a 27 arresti di cui cinque destinati a persone già detenute e 2 a minori.  Nel video choc diffuso dalla polizia di Stato di vedono le madri dei minori, durante il loro turno di lavoro, passavano ai ragazzi pasti grazie ad un paniere. Le indagini sono durate poco meno di un anno e anche attraverso riprese con telecamere hanno documentato i ruoli dei singoli indagati nella gestione dello spaccio della zona, che avviene prevalentemente sbarrando con un maniglione l'ingresso all'atrio di palazzi; lo spacciatore attraverso feritoie consegna le bustine di dosi ai "clienti", mentre le vedette sorvegliano la zona e segnalano presenza di forze dell'ordine o persone sospette.



 

 

Il cognome si sceglie a 18 anniLa Cassazione sui figli contesi. 

I figli naturali, inizialmente riconosciuti solo dalla madre, possono scegliere il cognome paterno o materno, quando diventano maggiorenni, recandosi agli uffici dell'anagrafe. Lo stabilisce la Cassazione a proposito di un ragazzo di Salerno che, per 19 anni, è stato chiamato, in maniera alterna, in un susseguirsi di sentenze di varie giurisdizioni, ora con il cognome della madre, ora con quello del padre e poi con entrambi.

Il ragazzo ha rischiato una vera crisi d'identità poiché, per ben sette volte - una il Tribunale dei minori, due volte la Corte d'appello di Salerno, una volta quella di Napoli e tre volte la Cassazione - gli era stato cambiato il cognome. Per 19 anni un ragazzo di Salerno si è chiamato, in maniera alterna, ora con il cognome della madre, ora con quello del padre e poi con entrambi. Ora che è diventato maggiorenne la Cassazione ha disposto che potrà finalmente decidere lui che cognome avere recandosi all'anagrafe per avvalersi "autonomamente e personalmente dei rimedi amministrativi in tema di cambiamenti e modificazioni del nome e del cognome" così come previsto dall'ordinamento dello stato civile in base del Dpr 396 del 2000.

Il giovane S., nato nel maggio del 1990, alla nascita è stato riconosciuto solo dalla madre. Il padre si è fatto vivo per il riconoscimento a distanza di 4 anni. Nel '98 il Tribunale per i minorenni di Salerno, ha stabilito che S. portasse solo il cognome paterno. Decisione convalidata dalla Corte d'Appello di Salerno nel maggio del 2000. Il caso un anno dopo è arrivato in Cassazione dove i supremi giudici, rinviando la vicenda, hanno sottolineato che era il caso di valutare se effettivamente "l'interesse esclusivo del minore" fosse quello di avere un solo cognome o se non fossero maturi i tempi per chiamarlo con il cognome della madre. Nel 2003 la Corte d'Appello di Napoli ordinava che S. "mantenesse il cognome materno". Il caso nuovamente in Cassazione fino a che la Corte d'Appello di Napoli, nel 2007, assegnava al 17enne S. entrambi i cognomi sostenendo che anche se il ragazzo era apparso "assai sveglio e maturo" poteva essere stato "condizionato" data la conflittualità dei genitori. La terza e ultima Cassazione infine ha sottolineato che il ragazzo divenuto maggiorenne potrà ora "autonomamente e personalmente avvalersi dei rimedi amministrativi in tema di cambiamenti del nome e del cognome", e andando all'anagrafe potrà finalmente decidere di chiamarsi, come lui voleva, con il "solo cognome materno".

Il modello della Spagna
La vicenda ha riaperto il dibattito sul tema. In proposito non è mancato chi, come Maretta Scoca, avvocato esperto di diritto di famiglia ed ex sottosegretario alla Giustizia, indica il modello della Spagna, cioà "diamo sia il cognome della madre che quello del padre". Poiché "il cognome da dare al figlio deve essere quello che lo identifica maggiormente agli occhi della società, se un bambino è cresciuto nella famiglia materna ha diritto di prendere il cognome della madre".

 

Russia, bimba allevata da caniHa cinque anni, ora comunica abbaiando. 

Ennesimo caso da libro della giungla: in Russia la polizia e i servizi per la protezione dell'infanzia hanno scoperto una bambina di cinque anni allevata da cani e gatti e in grado di esprimersi solo come gli animali. Il caso è successo a Cità, nella Siberia orientale, non lontano dal confine con la Mongolia. La bimba ora si esprime solo abbaiando e saltando.

Come hanno riferito le autorità, Natasha non è mai uscita di casa ed è stata rinvenuta in un appartamento sporco e in stato di abbandono dove viveva con i genitori che non si sono tuttavia mai occupati di lei. "Trascurata, con i vestiti sporchi e con un comportamento più simile a quello di un animale domestico, la piccola Natasha si gettava sulle persone come fosse un cagnolino. In questi anni la bambina ha potuto apprendere solo la lingua degli animali", ha detto un portavoce della polizia citato da Interfax.

Nell'appartamento, ha aggiunto, vi era un cattivo odore insopportabile e dappertutto cani e gatti. I genitori, la mamma di 25 anni e il padre di 27, si palleggiano a vicenda le responsabilità, e gli ispettori dei servizi per la protezione dell'infanzia hanno avviato indagini per chiarire le circostante di un caso così raccapricciante. Natasha è stata affidata a una istituzione pubblica dove riceve assistenza medica e psicologica, ma dove continua a trattare il personale saltando e abbaiando.

 
 
 

News minori

Post n°224 pubblicato il 27 Maggio 2009 da alfio38

FONTE AGENZIA DIRE

ISTAT: CRESCONO I MINORI STRANIERI, SONO 761 MILA.

I minorenni stranieri in Italia sono 761 mila, pari al 22,2% del totale degli stranieri residenti ed in aumento di circa 94 mila unita' rispetto al 2007. Sono i dati al 1° gennaio 2008 riportati nel rapporto Istat sulla situazione del Paese. Secondo l'Istituto, l'incremento e' determinato per circa i due terzi dalle nascite in Italia da genitori entrambi stranieri, che nel 2007 sono state piu' di 64 mila, pari all'11,4% del totale dei nati residenti. La parte rimanente e' costituita invece dai minori arrivati in Italia per ricongiungimento familiare. Nel 2007 il numero medio di figli e' pari a 1,28 per le donne italiane e a 2,40 per le straniere.

La maggior incidenza di nati stranieri nel 2007 si registra in Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia, con il 20% dei nati residenti. Tra le altre regioni spiccano le Marche con il 15,4% e la Toscana, con il 15,2%. Al Sud e sulle isole l'incidenza dei nati stranieri si attesta intorno al 3%, con eccezione dell'Abruzzo che fa registrare quasi un 8%. In Italia, inoltre sono stati celebrati solo nel 2007 oltre 34 mila matrimoni con almeno uno sposo straniero, il 13,8% del totale dei matrimoni registrati in Italia, cioe' circa 250 mila. Il numero e l'incidenza restano pressoche' invariati, anche a causa della diminuzione dei matrimoni dei rumeni verificatasi dopo l'ingresso della Romania nell'Unione europea. I matrimoni con sposa rumena e sposo italiano, infatti, sono passati dai quasi 4 mila del 2006, ai 2.300 del 2007, mentre i matrimoni con sposo rumeno e sposa italiana scendono da quasi 300 a poco piu' di 100.

CONVENZIONE ONU SU DIRITTI INFANZIA: LA PAROLA AI RAGAZZI.

Il "Gruppo di Lavoro sulla Partecipazione" del Coordinamento Pidida ha presentato oggi i risultati del Progetto sperimentale "Viaggio alla ricerca dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza dal punto di vista dei bambini e dei ragazzi", portato avanti nel 2007-2008 in 5 regioni-pilota (Campania, Lazio, Lombardia, Puglia, Veneto). Lo scopo del progetto era di "fotografare" la condizione dei bambini e dei ragazzi sul territorio regionale, testando la loro diretta conoscenza dei diritti garantiti dalla Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia e verificando se, in seguito alla modifica della Parte II, Titolo V della Costituzione, i loro diritti fossero promossi, conosciuti, garantiti e tutelati allo stesso modo in ogni regione. I suggerimenti dei ragazzi in merito alla propria condizione sono stati raccolti attraverso la compilazione di un questionario anonimo, elaborato con un linguaggio appropriato e differenziato per due fasce di eta' (10-12 anni e 13-17 anni), contenente piu' di 70 domande.

Sono stati 1134 i bambine le bambine della fascia di eta' compresa tra i 10 e i 12 anni a partecipare al progetto. Il 40,7% dei questionari sono stati somministrati in Lazio, il 30% in Campania, il 18,4% in Lombardia, il 10,2% in Puglia. La maggior parte dei questionari e' stata somministrata in classe (98,9%).

Alcuni dati: secondo il 94,2% degli intervistati sono i genitori che quando prendono una decisione considerano sempre cio' che e' meglio per i bambini. Seguono gli insegnanti (56,9%) e gli altri membri della famiglia (56,7%). L'88,4% degli intervistati ha dichiarato di conoscere il significato della parola esclusione, causata da alcuni comportamenti, come l'essere prepotente (42,9%) o il comportarsi male (37,7%). Per il 30,3% degli intervistati e' motivo di esclusione anche l'avere un difetto fisico o mentale. Il 39,2% degli intervistati ha dichiarato di essersi sentito escluso e cio' e' avvenuto, per la maggior parte dei casi, a scuola da parte di amici e compagni. Il 63,2% degli intervistati ha sostenuto che i grandi li ascoltano anche se non sempre con attenzione. A scuola, non sempre le opinioni dei bambini e dei ragazzi sono prese in considerazione, secondo il 29,7% degli intervistati, gli insegnati solo qualche volta chiedono l'opinione degli studenti sul programma scolastico; rispetto all'orario delle lezioni, il 29,2% ha sostenuto che solo qualche volta gli insegnanti chiedono la loro opinione; e sempre secondo il 31% degli intervistati, solo qualche volta gli insegnanti chiedono l'opinione degli studenti sulla quantita' dei compiti; mai e' la risposta che il 33,6% degli intervistati ha dato alla domanda sulla partecipazione degli studenti nella gestione dell'intervallo.

In generale, i mass media rispettano le aspettative dei bambini e dei ragazzi, sia per quanto riguarda il linguaggio utilizzato, sia per quanto riguarda il tipo di informazioni fornite. I mezzi di comunicazione preferiti per ricevere informazioni sono i programmi radiotelevisivi (31,3%), internet (30%) e giornali e riviste (23,6%), per diffonderle vengono segnalati soprattutto internet (20,6%) ed i blog (19,6%).

Per la fascia di eta' compresa tra i 13 e i 17 anni hanno partecipato al progetto, rispondendo al questionario 876 ragazze e ragazzi; il 42,2% sono stati intervistati in Lazio, il 18,6% in Lombardia, il 17,8% in Campania, il 14% in Veneto e il 7,3% in Puglia. La maggior parte dei questionari e' stata somministrata in classe (82,3%), pochi i questionari sono stati somministrati all'interno del contesto associativo. Dall'analisi dei dati risulta che il 61% degli intervistati ha sentito parlare della Convenzione Onu sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza Sono gli insegnanti i soggetti che piu' frequentemente parlano alle ragazze e ai ragazzi dei loro diritti (43,8%), seguiti dai mezzi di comunicazione (televisione 27,7% e giornali 15,9%), dai genitori o dalle altre persone che si prendono cura dei ragazzi (15,1%), internet (8,4%), educatori di un'associazione (5,9%), altri membri della famiglia (2,7%), gli amici (1,5%), educatori dell'associazione di appartenenza (1,4%), da un altro ragazzo (0,7%), dal tutore per l'Infanzia e l'Adolescenza (0,7%).

Il 41,6% degli intervistati ha dichiarato di conoscere ragazze e ragazzi che sono esclusi o discriminati. Con maggiore frequenza il luogo di esclusione e discriminazione e' la scuola. Il 26,8% delle ragazze e dei ragazzi intervistati affermano di essersi sentiti esclusi almeno una volta, nella maggior parte dei casi da parte dei loro coetanei. Le ragioni sono spesso legate alla nazionalita' per i ragazzi stranieri, alle caratteristiche fisiche per altri.ß L' 84,9% degli intervistati dichiara di alimentarsi in modo sano e il 77,5% di non fumare. Il 58,5% dei ragazzi ha partecipato a programmi di educazione alla salute. Il 46% degli intervistati ha ricevuto informazioni dai loro insegnanti, il 19,9% dagli operatori di un'associazione, il 9,8% da un altro ragazzo.

L'81,3% delle ragazze e dei ragazzi intervistati ritiene di sentirsi sempre sicuro a casa. Il 95% delle ragazze e dei ragazzi che hanno risposto al questionario dichiara di conoscere che cos'e' il bullismo, l'85,5% denuncia episodi di bullismo nella propria scuola. Il 42,4% ritiene che la scuola non riesca a rispondere alle diverse necessita' di ogni ragazzo o ragazza, molte le scuole, secondo gli intervistati che non sono dotate degli ausili necessari per garantire l'accessibilita' e un'educazione veramente inclusiva.

Il 57,1% delle ragazze e dei ragazzi intervistati conosce ragazze e ragazzi che non frequentano la scuola. Gli intervistati ritengono che cio' accada perche' le condizioni economiche della famiglia non lo permettono, perche' i loro coetanei hanno perso interesse nella scuola, perche' desiderano rendersi indipendenti dalla loro famiglia oppure perche' sono costretti a lavorare dai propri genitori che non si prendono cura di loro.

OSSERVATORIO: GRAVE AGGRESSIONE NIGERIANI A BIMBA 11 ANNI

'SERVE PUNIZIONE ESEMPLARE.

"Quanto accaduto a Napoli e' di una gravita' inaudita e i responsabili devono essere perseguiti esemplarmente". A parlare e' il presidente dell'Osservatorio sui Diritti dei Minori, Antonio Marziale, consulente della Commissione parlamentare per l'infanzia, a proposito dell'aggressione di una bambina di 11 anni da parte di alcuni nigeriani. "Ogni attentato perpetrato ai danni dell'infanzia- continua Marziale- e' da considerarsi il peggiore tra i crimini e come tale deve essere sanzionato, senza attenuanti di sorta, perche' con certa gente, nativa o extracomunitaria che sia, solo la pena severa puo' sortire effetti deterrenti".

Nei confronti dell'infanzia, conclude il presidente dell'Osservatorio sui diritti dei Minori, "il crimine sta divenendo sempre piu' spregiudicato, certamente perche' non debitamente punito e questa storia deve assolutamente finire".

PALERMO, LE MADRI FANNO CHIUDERE DUE SALE GIOCHI.

 

"Sono una madre disperata: aiutatemi a salvare mio figlio". L'appello, anonimo, e' di una decina di madri palermitane che si sono rivolte alla polizia per riuscire ad allontanare i loro ragazzi, quasi tutti minorenni, dal gioco d'azzardo. Nel 2008 la polizia di Stato, a Palermo, ha sequestrato oltre 200 mila macchinette e notificato ai proprietari delle sale giochi multe per oltre 300 mila euro. Le donne abitano nel popolare quartiere Ballaro', nel cuore di uno dei mercati storici di Palermo, in cui i rapporti tra cittadini e forze dell'ordine non sono stati finora tradizionalmente improntati alla collaborazione. Dagli stessi vicoli in cui spesso gli abitanti scendono in strada per impedire i blitz antidroga di polizia e carabinieri, questa volta, giunge agli agenti l'sos di decine di madri. I figli sono ragazzini tra i 10 e i 15 anni che saltano la scuola proprio per andare a giocare e passano giornate intere davanti ai videopoker sperperando centinaia di euro.

Grazie alla denuncia delle donne che indicava i locali in cui i videopoker erano piazzati, la polizia, ieri, ha potuto chiudere due sale giochi abusive e sequestrare 10 macchinette non conformi, sprovviste del nulla-osta per la messa in esercizio e non collegate alla rete telematica, e 7 abusive. I titolari dei locali sono stati denunciati e obbligati a pagare multe di oltre 36 mila euro.

Non e' la prima volta che, a Palermo, le donne si rivolgono alle forze dell'ordine per segnalare vicende analoghe: negli altri casi, pero', nelle denunce si chiedeva aiuto per i mariti, schiavi delle "macchinette". Da diversi mesi e' attivo a Palermo un ambulatorio specialistico per la cura della dipendenza da gioco che opera avvalendosi delle prestazioni di psicologi e psichiatri, impegnati da anni nel campo delle dipendenze patologiche. L'ambulatorio nato all'interno del Ser.T n. 13 della Asl 6 di Palermo, attiva, dopo adeguata preliminare valutazione diagnostica, programmi terapeutici specifici, tramite l'attivita' di counselling, di terapia individuale e di coppia ed eventualmente di gruppi terapeutici. Secondo i dati aggiornati all'ottobre 2008, 113 persone finora si sono rivolte alla struttura dell'Ausl 6, nata all'interno del dipartimento dipendenze patologiche. Sono 423 le prestazioni effettuate, di cui 400 interventi psicoterapeutici individuali e familiari con l'attivazione di percorsi di riabilitazione individualizzati. La maggior parte dei pazienti sono maschi (100) e sono dediti al gioco delle scommesse.

In questi ultimi anni, infatti, il mercato dei giochi d'azzardo in Sicilia e in tutta l'Italia, caratterizzato da scommesse sulle corse dei cavalli, scommesse sportive, lotto, totocalcio, superenalotto, totogol, gratta e vinci, bingo, videopoker e slot machines, e svariatissimi tipi di lotterie e' cresciuto a macchia d'olio. Il sospetto e' quello che dietro queste sale giochi abusive ci sia la mano della mafia. I dati piu' recenti mostrano che la dipendenza da gioco stia interessando in modo preoccupante entrambi i sessi. In generale, sembra abbiano problemi con il gioco tra mezzo milione e 700 mila italiani (tra l'1,5% e il 3% della popolazione). Il 65% di loro sono uomini tra i 38 e i 42 anni, con un'estrazione sociale medio-bassa. Generalmente, hanno una professione e sono sposati.

BIMBI SCOMPARSI, COMMISSIONE UE: NUMERO UNICO EUROPEO.

Trasmettere "un messaggio di speranza e di solidarieta' a tutti quei genitori che non hanno piu' notizie dei loro figli": la Commissione europea sottolinea questo aspetto in occasione della Giornata dei bambini scomparsi che si e' celebrata a livello internazionale ieri. Il vice presidente dell'Esecutivo, Jacques Barrot, secondo quanto riporta il Sir, e' tornato inoltre a ribadire l'importanza del numero unico 116.000, promosso da Missing Children Europe (federazione di 23 ong) per segnalare la scomparsa, i rapimenti o lo sfruttamento dei minori. Barrot afferma che la Commissione "incoraggia" l'adozione e il funzionamento del numero unico per le segnalazioni riguardanti i minori scomparsi o sfruttati.

"Personalmente continuero' anche a incoraggiare la creazione di un sistema di allerta rapido per questi casi"; Barrot lamenta pero' il fatto che il 116.000 funzioni solo in dieci Stati Ue. "È un ritardo difficile da spiegare", aggiunge. Francis Jacobs, presidente di Missing Children Europe, specifica: "L'adozione di questo numero unico a molti osservatori era apparso come un progetto troppo ambizioso, mentre oggi esso si sta progressivamente affermando". E aggiunge: "Ogni cittadino non deve esitare a chiamare tale numero nel momento in cui supponesse la sparizione o un rapimento di un bambino".

 
 
 

ALLA FACCIA DI CHI DICE DI AVER SISTEMATO I CONTI!

Post n°223 pubblicato il 26 Maggio 2009 da alfio38

Istat/ "L'Italia è preoccupata": una famiglia su cinque in difficoltà economiche

Martedí 26.05.2009 10:59 (FONTE AFFARITALIANI.IT)

E' un'Italia preoccupata quella che viene fuori dal Rapporto Istat quest'anno quasi completamente incentrato sugli effetti della recessione. Ben una famiglia su cinque, infatti, ha difficoltà economiche mentre il 6,3% non riesce addirittura ad arrivare a fine mese. E per la prima volta il numero dei disoccupati supera quello degli occupati. Boom di senza lavoro tra i 35 e i 54 anni: il capofamiglia di mezza età è infatti la nuova figura di disoccuptato creato da questa crisi. Sempre più numerosi i redditi a termine. Le imprese? Piccole e indebitate. Ma il made in Italy resiste.



DIFFICOLTA' ECONOMICHE - Una famiglia su cinque ha difficolta' economiche crescenti e il 6,3% addirittura non riesce ad arrivare a fine mese. Secondo l'Istituto di statistica, il 22% circa delle famiglie italiane e' vulnerabile mentre il 41,5% si puo' definire "agiato". Nel dettaglio, l'Istat spiega che del 22% di chi ha problemi circa 2 milioni e mezzo di famiglie (il 10,4%) segnalano difficolta' economiche piu' o meno gravi e risultano potenzialmente vulnerabili soprattutto a causa di forti vincoli di bilancio. Spesso non riescono a effettuare risparmi e nella maggioranza dei casi non hanno risorse per affrontare una spesa imprevista di 700 euro. Sono la Sicilia (20,1% e la Calabria 17,1% le regioni dove e' maggiore la frequenza di questo gruppo. Altri dieci milioni di famiglie (il 41,5% del totale) invece mostrano livelli inesistenti o minimi di disagio economico. Si tratta di famiglie con redditi alti e medio-alti, piu' diffuse nel Nord del Paese, in particolare residenti in Trentino-Alto Adige e in Valle D'Aosta.

ALLARME LAVORO - Le condizioni del mercato del lavoro peggiorano a causa della crisi in atto. A dirlo e' il Rapporto annuale 2008 dell'Istat: per la prima volta dal 1995, la crescita degli occupati nel 2008 (183 mila unita' in piu' rispetto al 2007) e' stata inferiore a quella dei disoccupati (186 mila in piu'). In particolare la disoccupazione torna a crescere dopo quasi dieci anni, coinvolge in misura maggiore gli uomini e interessa soprattutto il Centro e il Nord-ovest, anche se il Mezzogiorno si conferma l'area con la maggiore concentrazione di disoccupati.

IL 'NUOVO DISOCCUPATO'  - Il "nuovo" disoccupato e' un uomo di eta' compresa tra i 35 e i 54 anni, che ha perso un lavoro alle dipendenze nell'industria, risiede nel Centro-Nord, e' in possesso al piu' della licenza secondaria e spesso ha responsabilita' familiari. Il profilo e' delineato dal Rapporto annuale 2008 dell'Istat. L'Istituto sottolinea anche che lo scorso anno la perdita dell'ultimo lavoro riguarda in prevalenza gli individui in eta' adulta e in misura piu' rilevante la componente maschile. In termini assoluti interessa maggiormente il lavoro dipendente, ma ha colpito anche i lavoratori in proprio. Il principale motivo della perdita del lavoro e' la scadenza di un contratto a termine. La perdita del lavoro per licenziamento, tuttavia, registra nel 2008 un incremento del 32% e in due terzi dei casi riguarda gli uomini.

UN MILIONE DI FAMIGLIE HA ENTRATE DA LAVORO A TERMINE -  Quasi un milione di famiglie, pari a circa 2,5 milioni di persone, ha redditi provenienti esclusivamente da occupazioni a termine e/o collaborazioni. Sul totale 838 mila famiglie con un solo occupato e 127 mila con due o piu' occupati.

IMPRESE ITALIANE PICCOLE E INDEBITATE - Sono piccole, indebitate, con performance produttive inferiori alla media delle maggiori economie europee ma beneficiano di un basso costo del lavoro che consente di recuperare in termini di produttivita'. Il settore privato italiano dell'industria e dei servizi e' il terzo in Europa dopo Germania e Gran Bretagna per numero di addetti e il 47% dei lavoratori e' impiegato in micro-imprese confermando l'estrema frammentazione del tessuto produttivo italiano. Rispetto ai maggiori partner europei l'Italia e' relativamente piu' specializzata nella manifattura, nelle costruzioni e nei trasporti e comunicazioni.

IL MADE IN ITALY LHA VINTO LA CRISI - La crisi ha colpito, e duro, il nostro sistema produttivo, ma proprio le caratteristiche strutturali dell'industria del 'made in Italy', possono indicare la via per uscire piu' velocemente dalla recessione: nel primo bimestre 2009 piu' di una impresa esportatrice su quattro (circa 6.500 aziende) ha registrato incrementi delle vendite all'estero, nonostante la crisi. Nel capitolo dedicato a "realta' produttive tra nuovi rischi e potenzialita'" si legge, infatti, che le imprese esportatrici "che tra il 2008 e il 2009 hanno modificato rapidamente l'orientamento geografico e le merceologie delle loro esportazioni, sono riuscite non solo a contenere l'impatto della crisi, ma anche ad aumentare le vendite all'estero". Quali sono i settori merceologici che hanno dato la 'marcia' in piu' a queste imprese? L'appartenenza ai comparti dell'alimentare, degli apparecchi medicali e degli altri mezzi di trasporto, sottolinea l'Istat, influisce positivamente sull'amento delle esportazioni; negativamente quella ai settori degli autoveicoli e del legno (escluso i mobili).

 
 
 

NEWS MINORI

Post n°222 pubblicato il 26 Maggio 2009 da alfio38

15MILA BIMBI VITTIME TURISMO SESSUALE SU COSTE KENYA.

Il mare, il sole e la spiaggia spingono da sempre i turisti verso la costa del Kenya che affaccia sull'Oceano Indiano. Un nuovo rapporto dell'Unicef rivela pero' che molti turisti non scelgono le coste keniane per i panorami da cartolina ma per lo sfruttamento sessuale di minori. Secondo il rapporto, tra 10.000 e 15.000 bambini sono vittime del turismo sessuale sulle coste del Kenya. Almeno 3.000 sarebbero lavoratori sessuali a tempo pieno. Il documento, presentato questa settimana, si basa su uno studio realizzato nel 2006 in differenti zone della Provincia Costiera del Kenya, comprese le localita' di Mombasa, Mtwapa, Shanzu e Malindi.

Vai all'articolo: http://www.nation.co.ke/News/-/1056/602184/-/ujof9k/-/

BULLISMO, COSENZA È LA CITTÀ CALABRESE CON PIÙ EPISODI.

E' Cosenza la citta' calabrese dove si registra il maggior numero di episodi di bullismo: sono state 13 quest'anno le denunce presentate con un andamento quasi costante dal 2006 ad oggi e a fronte delle quattro registrate a Catanzaro e dei pochi casi segnalati a Vibo Valentia, Crotone e Reggio Calabria. Il dato e' stato fornito a Catanzaro in occasione della chiusura della prima fase di un percorso formativo pluriennale "Educare istruendo - Il bullo questo sconosciuto", promosso dall'Osservatorio legalita' e bullismo, dell'Ufficio scolastico regionale della Calabria e dal ministero dell'Istruzione.

L'iniziativa formativa e' rivolta a 30 docenti di vari istituti della regione. "Il fenomeno del bullismo- ha detto il direttore dell'Ufficio scolastico regionale, Francesco Mercurioe' importante e va contrastato in maniera seria". Dagli approfondimenti dedicati al fenomeno, rispetto al quale bisogna tenere conto che molti episodi non vengono nemmeno denunciati, e' emerso che un aspetto ancora poco evidenziato di questo fenomeno che presenta anche varie sfaccettature riguarda il "cyberbullismo" che scaturisce dall'utilizzo errato tra i giovani di supporti elettronici come telefonini e internet.

Intanto proprio a Cosenza, la Digos ha denunciato sette ragazzi, di cui sei minorenni, per l'aggressione di due coetanei. Gli agenti hanno scoperto che i giovani provocavano e picchiavano i ragazzi per il puro gusto di dimostrare che erano i piu' forti e che nessuno doveva osare guardare le loro fidanzate. Si tratta di giovani tutti incensurati ed appartenenti a famiglie che non hanno problemi di disagio sociale.

Gli episodi di violenza si ripetevano da un paio di mesi, in una delle piazze centrali di Cosenza. Le vittime erano provocate prima verbalmente e poi, dopo gli insulti, arrivavano i primi schiaffi e pugni. I motivi erano tra i piu' banali: da un presunto sguardo ad una delle ragazze del gruppo al rifiuto di regalare una sigaretta. Ed e' in questo scenario che nei giorni scorsi due ragazzi minorenni sono stati aggrediti dal solito gruppo di bulli. Prima di quest'ultima aggressione il questore di Cosenza, Raffaele Salerno, aveva gia' incrementato i controlli finalizzati a prevenire gli episodi di bullismo.

LA SOCIOLOGA: MOLTE MINORENNI NELLE 'NUOVE CASE CHIUSE.

Il mercato della prostituzione in-door e' uno dei temi affrontati dal ciclo di seminari in programma alla Fondazione Betania di Catanzaro e inerenti al Progetto "Alba chiara", diretto dal Coss (Consorzio per i servizi sociali della Provincia di Cosenza) e gestito dalle cooperative sociali Rossano Solidale e Promidea. A collaborare all'iniziativa anche l'azienda sanitaria di Cosenza, il Centro Women's Studies dell'Universita' della Calabria, la cooperativa Agora' di Crotone e i Comuni di Corigliano, Rossano, Cassano e Trebisacce. Ad illustrare il fenomeno delle nuove "case chiuse", Monica Massari, sociologa dell'Unical.

Cosa e' emerso dalle ricerche effettuate? Gli studi e le ricerche messe in atto su tutto il territorio nazionale hanno registrato un sensibile aumento del fenomeno, un ripopolamento di appartamenti, night club, centri massaggio: tutti luoghi dove vengono esercitate forme palesi o mascherate di prostituzione. Abbiamo concentrato la nostra attenzione su questa nuova realta' perche' gia' con le ricerche fatte sulla prostituzione in strada avevamo recepito forti segnali relativi al fenomeno, in piena crescita. Una crescita dovuta a quali cause?

Sicuramente le cause sono molteplici. Si tratta di una concatenazione di fattori che hanno riportato le donne al chiuso delle case. Tra queste vi sono le misure istituzionali come la legge Bossi-Fini o i provvedimenti adottati dai singoli comuni. Un dato certo a livello nazione e' che, nelle nuove "case chiuse", a prostituirsi ci sono anche molte minorenni. Un fenomeno complesso e difficile da inquadrare L'invisibilita' di questa realta' crea problemi sul piano sociale e sulle strategie di intervento da parte degli operatori. Per certi versi, anche se sembra assurdo e paradossale, stavano meglio le donne nelle case chiuse della prima meta' del secolo scorso perche' erano sottoposte a controlli sanitari e non erano invisibili agli occhi delle istituzioni. Oggi, invece, siamo in presenza di una realta' di sfruttamento estremo. Associazioni e operatori del settore come intervengono?

Agire su questa realta' e' un'operazione difficile. Spesso gli operatori si fingono clienti e rispondono ai falsi annunci pubblicati sui giornali per adescare la clientela. In questo modo si cerca di entrare in queste case ma soprattutto nella vita di queste donne, cercando di dar loro sostegno psicologico e morale. Da quali Paesi arrivano queste donne? Nelle case chiuse sono soprattutto rumene, molte di etnia rom, ucraine, bulgare e albanesi. Queste ultime sono arrivate da tempo in Italia e con i loro protettori ormai riescono a dare vita a delle forme di sfruttamento negoziato: sono in grado di pattuire la percentuale del loro compenso. Qual e' la situazione in Calabria?

Abbiamo raccolto molte informazioni nell'Alto cosentino dove il fenomeno della prostituzione per strada e' diminuito anche perche' alcune amministrazioni comunali hanno preso delle misure molto rigide. Mentre, in generale, sul territorio regionale e' molto frequente che le donne, senza regolare permesso di soggiorno, siano sottoposte a forme plurime di sfruttamento, violenza e molestie. Le istituzioni e il mondo dell'associazionismo cosa fanno?

Purtroppo le associazioni stentano ancora a trovare la loro giusta collocazione. I seminari del progetto "Alba chiara" vogliono proprio contribuire alla formazione degli operatori, spesso impreparati a gestire particolari situazioni. In questo settore occorrono figure professionali adeguate per coordinare interventi multidisciplinari. Per quanto riguarda gli enti, bisogna dire che spesso ci siamo scontrati con diffusi pregiudizi e stereotipi da parte di rappresentanti istituzionali, ancora prigionieri di vecchi luoghi comuni sulle donne straniere. Le vostre iniziative?

Abbiamo sollecitato attivita' formative, confronti con esperti di numerosi settori; persone in grado di cogliere prospettive e di proporre interventi differenti ma complementari. E' necessario potenziare il lavoro di rete per far cadere quelle divisioni che ancora penalizzano il mondo dell'associazionismo. "Alba chiara" e' un esempio di lavoro di rete. Si. Il progetto "Alba chiara" e' uno delle poche iniziative strutturate a rete che andrebbe ulteriormente promossa e diffusa.

NAPOLI, ARRIVANO I VOLONTARI CONTRO ABUSI SESSUALI.

Parte dalla Campania e in particolare da Napoli il volontariato civico contro le molestie sessuali a bambini e ragazzini che giocano nei parchi e viaggiano sui mezzi pubblici. L'iniziativa e' dell'assessorato alla Protezione Civile della provincia di Napoli. Questa nuova figura di volontario operera' nei luoghi dove piu' spesso accadono spiacevoli episodi, e quella napoletana e' la prima provincia d'Italia ad averci pensato, assicurano i promotori. "I volontari indosseranno una pettorina- spiega l'assessore provinciale alla Protezione Civile, Francesco Emilio Borrelli- e saranno di aiuto alle forze dell'ordine. Nel senso, cioe', che non interferiranno con il loro lavoro, ma segnaleranno casi anomali e di pericolo». Gia' da ieri, nel Parco Adriano, a Soccavo un quartiere di Napoli, in gruppi di due, i volontari hanno vigilato mentre i ragazzi giocavano in un campo cittadino che appare degradato e a rischio.

L'idea del volontario civico nasce su segnalazione di alcune associazioni, tra queste la Onlus Forza Bambini, che qualche tempo fa, aveva inviato a Borrelli un'e-mail per richiedere l'intervento della provincia, in seguito all'arresto di un presunto pedofilo che molestava minorenni sulla linea Sepsa nella tratta da Montesanto, cuore della citta', a Licola, sul litorale Domizio. Ma anche dalla tragica aggressione e abuso sessuale compiuto qualche mese fa da un pedofilo ai danni di un dodicenne che faceva ritorno a casa, dopo una partita a pallone nel quartiere Arenaccia, nei pressi della Stazione Centrale. "Si tratta di persone- ha detto ancora Borrelli- che sono addestrate alla scuola della Protezione civile e che sanno come e quando intervenire. Non sono fanatici mossi da rabbia, ma volontari che pattuglieranno le zone che ci sono state segnalate".

FONTE AGENZIA DIRE

 
 
 

Il coraggio di due genitori degni di tale responsabilità!

Post n°221 pubblicato il 24 Maggio 2009 da alfio38

Un miracolo di nome Bethany. La bimba puzzle che vive con gli organi sparpagliati

Venerdí 22.05.2009 15:50 fonte Affaritaliani.it


La piccola Bethany (foto Daily Mail)
E' stata ribattezzata dai media britannici 'bambina mosaico'. A osservare il sorriso di Bethany Jordan, una piccola di 6 anni di Stourbridge, nel West Midlands, nessuno potrebbe immaginare il mistero che si nasconde nel suo esile corpicino. I suoi organi, a guardare la radiografia, sembrano i tasselli di un puzzle sparpagliati a caso. Ha cinque milze, un buco al cuore, il fegato al contrario, entrambi i polmoni a sinistra e lo stomaco sul lato sbagliato.

I genitori di Bethany erano stati messi al corrente già quando la mamma della piccola era incinta. Il feto aveva grossi problemi, ma i genitori hanno deciso comunque di tentare. Quando Bethany è venuta al mondo, i medici sono stati subito molto pessimisti sulla sopravvivenza della bimba, che soffre di una malattia estremamente rara nota come sindrome di Ivemark. E invece oggi ha 6 anni.

"A guardarla sembra una bimba come un'altra - spiega la madre Lisa, 37 anni - ma sotto la sua pelle tutto è scombinato". Quando si sforza troppo, ad esempio, è possibile sentire pulsare il suo cuoricino dietro la schiena. Ma nonostante tutto, Bethany vive. E la sua vita è un miracolo.

 
 
 

UNA CAREZZA PER TE ANGELO

Post n°220 pubblicato il 21 Maggio 2009 da seilamiamusica

 
 
 

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13 ANNI

13 ANNI

Avrebbe chiesto solo un attimo di pace

Avrebbe chiesto solamente di ascoltare ancora

Un filo suo di voce che dice

Me ne vado piano,piano, piano, piano....

Tu prendimi la mano io parto e non ti porto con me

D'ora in poi pensa solo a te

Avrebbe chiesto solo di perdere un pò i sensi....

Sarebbe stata sola, dispersa tra le stelle

Oppure Dio l'avrebbe messa

A vivere in compagnia delle anime più belle

Cadere stanca ormai stremata tra le braccia

Degli angeli più attenti che dolci la raccolgono

E disattento tendo la mano......

Ed io che ascolto ancora e sempre ci ripenso

Al camminare morbido e al suo affetto regalato

Avvolto nel silenzio

Risento flebile il candore tenero che scorre

Geloso nella mano

E 13 anni passano

Perchè la vita è un attimo.

 

CHILD IN TIME

BAMBINO, COL TEMPO

La storia di un perdente. Potresti essere tu.

Dolce bambino, col tempo
vedrai la linea,
la linea tracciata
tra il bene e il male.
Guarda il cieco
che spara sul mondo
proiettili che volano
e esigono un tributo di morte.
Se sei stato cattivo,
e scommetto, perdio, che lo sei stato
e se sei stato colpito
dal piombo che volava
faresti meglio a chiudere gli occhi
e chinare la testa
e a aspettare il rimbalzo.

The story of a loser - it could be you.

Sweet child in time
You’ll see the line
The line that’s drawn between
The good and the bad
See the blind man
Shooting at the world
Bullets flying
taking toll
If you’ve been bad,
Lord I bet you have
And you’ve been hit
By flying lead
You’d better close your eyes
And bow your head
And wait for the ricochet

 

VORREI TU FOSSI QUI

Allora, pensi di saper distinguere
il paradiso dall'inferno?
I cieli azzurri dal dolore?
Sai distinguere un campo verde
da una fredda rotaia d'acciaio?
Un sorriso da un pretesto?
Pensi di saperli distinguere?
E ti hanno portata a barattare
i tuoi eroi fantasmi?
Ceneri calde con gli alberi?
Aria calda con brezza fresca?
Un caldo benessere con un cambiamento?
e hai scambiato un ruolo di comparsa nella guerra
con il ruolo di protagonista
in una battaglia?
Come vorrei, come vorrei che fossi qui
Siamo solo due anime sperdute
Che nuotano in una boccia di pesci
Anno dopo anno
Corriamo sullo stesso vecchio terreno
E cosa abbiamo trovato?
Le solite vecchie paure
Vorrei che fossi qui

 

Another day in paradise


Lei chiama l'uomo sulla strada
"signore, può aiutarmi?
fa freddo e non so dove poter dormire
c'é un posto che può indicarmi?"

Lui continua a camminare, non si guarda indietro
fa finta di non sentirla, inizia a fischiettare
quando attraversa la strada
sembra imbarazzato per essere lì

Oh ripensaci, é un'altro giorno per
te e me in paradiso
oh ripensaci, é solo un altro giorno per te
te e me in paradiso

Lei chiama l'uomo sulla strada
lui vede che lei ha pianto
lei ha i piedi ricoperti di vesciche
non riesce a camminare ma ci sta provando

Oh ripensaci..

Oh signore, non c'é niente di più che qualcuno puo fare
Oh signore, ci deve essere qualcosa che puoi dire

puoi capirlo dai lineamenti del suo viso
puoi vedere che lei é stata li
probabilmente si é trasferita da ogni luogo
perché non si é trovata bene

Oh ripensaci..

 

BAMBINO

La`, mami
Era la casa di marzapane
La`, mami
Era la notte piu` fresca che c'e`
Il sogno si fermo`
Comincia a sanguinare

Ero bambino, bambino, bambino
Quella era la grande citta`

La`, mami
il tempo corse violento e distratto
Dai, gioca
Giochiamo a ridere e a batterci qui
Il sogno si fermo`
Comincia a sanguinare

Ero bambino, bambino, bambino
Quella era la grande citta`
E non la smettevo di scoprire
Oltre i confini della citta`
Ero bambino, bambino, bambino
Fino ai confini della giungla
Ero bambino, bambino, bambino
Quella era la grande citta`
Non la smettevo di scoprire
Oltre i confini della realta`

Bambino, bambino
Non nascere mai