Nessuno RossoBlù

La mia trasferta di Corridonia


Voglio cominciare il racconto della mia trasferta di Corridonia dalla fine. Con la coda tra le gambe sto cercando di guadagnare in fretta l'uscita della palestra ma proprio sulla porta assisto ad una scena così romantica, che sembra quella di un film tipo "Major League": la giovane palleggiatrice della squadra di casa, dal fisico non proprio slanciato, ha guidato le sue compagne ad una incredibile vittoria contro l'arrogante formazione seconda in classifica, per di più entrando dalla panchina; la fanciulla ancora sudata abbraccia tutta felice il suo fidanzato bardato con la sciarpa arancione della capolista. Che momento dolce!
Potevamo impedire questa manifestazione d'amore? Potevamo mandare a casa con la coda tra le gambe tutti i tifosi di Corridonia? E quelli di Macerata? Li avremmo costretti ad un viaggio inutile...No, proprio non si poteva! Se la partita di sabato sera fosse stata un film, noi ovviamente avremmo ricoperto il ruolo dei cattivi, quelli con il presidente arrogante e dei tifosi bravi solo a protestare. E' da quando seguo la squadra che ho sempre questa sensazione: gli altri (che fossero Bergamo, Novara, Pesaro o Corridonia...) sono i buoni, noi i malvagi che ovviamente devono perdere. Ero arrivato molto presto a Corridonia, preoccupato di non trovare la strada per la palestra di via Mattei. Invece il mio cervello si ricordava alla perfezione la strada, nonostante avessi visitato quel luogo solo un anno fa. E c'erano sempre di mezzo le prilline... La fasciatura alla coscia di Valentina Da Col è stata una delle prime cose che ho notato mentre guardavo il riscaldamento pre-gara: "Sembra destino che lei qui non riesca a presentarsi in condizioni perfette..." ho pensato un po' rassegnato, memore dell'opaca prova di Valentina un anno fa su questo campo. Come ho scritto su un altro post, il primo set e parte del secondo mi avevano illuso: nessun errore in battuta, che aveva funzionato alla grande, grande difesa di Cecconi ed una gestione dell'attacco molto intelligente. Non avevo perso il mio ottimismo neppure sull'1-7 del terzo e quella lenta ma inesorabile rimonta sembrava darmi ragione: "Questa Pieralisi non molla mai!" mi dicevo ripensando alla grande impresa in casa della Galletti Perugia ad ottobre. Sono ancora convinto che se fosse arrivato il pareggio, Diaz e compagne avrebbero vinto il set. Purtroppo le cose sono andate diversamente... A rendere ancora più fastidiosa la partita ci ha pensato il dj, che mi ha letteralmente fracassato le scatole con "Occidentali's Karma" di Gabbani. Ad ogni interruzione la metteva, era diventata una tassa... Grazie al dj della palestra di Corridonia ora odio quella canzone, manco fosse Gigi D'Alessio. 
Caduto l'ultimo pallone, ho applaudito comunque le rossoblu e me ne sono andato in fretta. Non aveva molto senso restare a guardare la festa di Corridonia. Mentre raggiungevo l'autostrada nella mia testa si affollavano mille pensieri, dal secondo posto ora non più così tranquillo alla solita incapacità della squadra di avere continuità. In questa stagione finora avevo visto due partite lontano dalla "Carbonari" - in casa della Galletti Perugia ed a Civitanova - ed ero sempre tornato a casa allegro per la vittoria. Era dal gennaio 2016 ad Offagna (ko per 3-0 con la Ciu Ciu) che non rientravo a Jesi mogio mogio.A dare il colpo di grazia al mio sabato ci hanno pensato quelli del Libertas Cantù, che di ritorno dalla vittoriosa trasferta di Potenza Picena, avevano avuto la brillante idea di fermarsi a cena nell'Autogrill Conero, lo stesso dove mi ero fermato io. Quando sono uscito dal bagno me li sono trovati tutti lì, davanti al bancone dei panini. Morale della favola: si erano spazzolati tutto ed a me non è rimasto che andare a letto senza cena. Davvero un bel modo di concludere questo sabato con le prilline... FORZA JESI! by Nessuno.