Nessuno RossoBlù

Coach Luciano: "Alla Pieralisi ho trovato un'organizzazione e persone cariche, dei lavoratori esemplari"


Da dieci anni Luciano Sabbatini è il timoniere della nave rossoblù, una nave che in questo tempo ha affrontato qualsiasi tipo di situazione, dalla calma piatta dei primi anni, alle tempeste che rischiavano di far affontare la barca della Pieralisi addirittura in serie D, fino all'attuale vento in poppa, per spingere le prilline in B1 grazie all'acquisizione del titolo sportivo. Senza l'emergenza Coronavirus coach Luciano avrebbe festeggiato questa speciale ricorrenza sul campo o preparando la gara di campionato ed invece, questa strana stagione - l'undicesima con i colori rossoblù - è ancora nella fase embrionale, col debutto lontano tre settimane. 
«Undici anni: un tempo così lungo fa capire che mi trovo molto bene qui. - racconta, quando lo incontriamo sempre indaffarato al centro sportivo di via Ancona - Ho trovato un'organizzazione e persone cariche, dei lavoratori esemplari. Questa è una società con una storia al femminile, ed è una tra le più importanti nelle Marche ed in Italia. La possibilità operative che negli anni abbiamo messo in atto sono state elevate. Questo ci spinge a migliorare sempre perché credo che una struttura del genere, con un numero di atlete e gli allenatori che ci sono, sia notevole».Un filo rosso unisce tutti questi anni: la crescita delle giovani giocatrici.«A parte una parentesi con giocatatrici più grandi, abbiamo sempre lavorato con le giovani. Giocatrici come Valentina Pomili e Giorgia Quarchioni sono uscite dalla Pieralisi ed attualmente giocano a Macerata e Cutrofiano in A2. In questi ultimi tre anni stiamo lavorando con ragazze molto giovani. Questo ci permette di realzzare un volley moderno, aggiornato nei tempi, uno sport in linea con ciò che le recenti ricerche scientifiche propongono; nel rispetto del coaching, disciplina che amo: cerchiamo di proporre un metodo che rispetti la ragazze e le bambine, allenando il potenziale senza perdere di vista il concetto del gioco, perché questo sport va giocato».Oltre ad essere l'allenatore della prima squadra, coach Luciano da dieci anni è anche direttore della Scuola Federale di Pallavolo rossoblù. 
«Mi piace evidenziare che da direttore della Scuola di Pallavolo negli anni abbiamo creato una vera e propria scuola di pensiero, con allenatori molto giovani; con entusiasmo ed energia sono riusciti a metterci del loro per creare ulteriormente. Sono pienamente soddisfatto del lavoro svolto in questi dieci anni. Grazie a Elisabetta Bonci, Fiorenzo Cecconi, Alba Cerioni e tutto lo staff societario. Grazie al presidente del gruppo sportivo "Pieralisi", Gabriele Pieralisi, che mi ha permesso negli anni di portare avanti in condivisione programmi e metodologie: non era scontato. A Jesi lavoriamo in maniera diversa dagli altri ed in certi momenti ci vuole coraggio a seguire questi metodi».C'è un momento o un risultato di questi dieci anni che ricordi con piacere?«Ogni anno è identificato con una storia particolare. Ricordo i volti delle ragazze con cui ho lavorato. A dieci anni di distanza siamo ancora un riferimento per consigli e sostegno nei momenti di difficoltà: lavorare con le atlete è appagante oltre i risultati».Come procede l'avvicinamento al debutto in campionato?«La Federvolley ha previsto un'indagine sierologica da svolgere tra il 20 ed il 30 ottobre, prima dell'inizio del campionato. Noi ne abbiamo già svolta una autonoma per muoverci più liberamente e confrontarci anche con società di serie A (hanno svolto un test con Pesaro lo scorso 8 ottobre, ndr) e di serie B1, come fatto con la Clementina 2020 qualche settimana fa. E' difficile trovare occasioni di verifica dei progressi fatti. L'incremento del numero dei contagi ci dice di stare attenti, non ci possiamo distrarre e rilassare». FORZA JESI! Nessuno.