Creato da iamnobody2011 il 04/06/2011

Nessuno RossoBlù

Le Prilline & altro...

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CHI SONO?

Sono un semplice tifoso della Pieralisi Volley, la squadra di pallavolo femminile di Jesi, la mia città; quella che una volta era chiamata Monte Schiavo e giocava in serie A1. Altri tempi ma la passione per questi colori e per queste ragazze è rimasta la stessa. In questo scalcinato blog cerco di raccontare la mia passione per le "prilline" (così venivano chiamate ai tempi dell'A1) e le loro imprese. Perché il nome "Nessuno Rossoblù"? Perché una volta qualcuno disse che nessuno seguiva la Pieralisi. Non dimentico però, l'altra mia passione: la musica. Ogni tanto mi diverto a dire la mia su artisti, eventi e tutto quello che mi colpisce del mondo musicale. Buona lettura! by Nessuno

 

LA PIERALISI PAN 2019/20

2. Elena CARLETTI S 2003

3. Benedetta CECCONI L 1996

5. Francesca MORETTI L 1996

6. Alice GASPARRONI S 2001

7. Elena FORESI P 2000 

8. Martina BELVEDERESI C 2001

9. Erica PAOLUCCI S 2000

10. Talita MILLETTI C 2003

11. Giorgia ANGELINI P 1999

12. Caterina MIECCHI S 2001

13. Candida VISCITO S 1996

15. Alessia POMILI C 2000

16. Nicol GIOMBINI S 2000 

17. Sofia CARLETTI S 2002

18. Margherita MARCELLONI C 1993 (Cap)

All. Luciano SABBATINI

Vice All. Elisabetta BONCI

 

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Messaggi di Aprile 2020

Un derby che valeva i play-off

Post n°1957 pubblicato il 28 Aprile 2020 da iamnobody2011
 

Doveva essere la stagione del salto di categoria, del ritorno in B1 ed invece, del campionato 2017/18 resterà sempre un sapore dolce-amaro, di una scalata lasciata a metà. Quella Pieralisi a livello individuale era forse, la più forte di tutte quelle dell'epoca post Decisione, compresa quella che vinse la serie C. C'erano tante giocatrici esperte: Da Col al terzo anno a Jesi dopo aver calcato anche campi di serie A, Tozzo e Lombardi avevano vinto il campionato l'anno prima con Macerata, e come ciliegina sulla torta c'era lei, Valeria Tallevi, un opposto devastante ed anche molto duttile. La giocatrice più forte ad aver vestito il rossoblù negli ultimi dieci anni. 

pieralisi - castelbellino 2017/18Nonostante gli imprevisti (vedi gravidanza di Hawa Bara annunciata nel pre-campionato) ed infortuni (la regista Paparelli che si fa male al ginocchio dopo poche partite, lasciando spazio a Quintabà, arrivata da meno di un mese), quella Pieralisi dopo due mesi era ad solo punto dalla vetta, occupata dal Montespertoli già battuto alla "Carbonari". La propettive insomma, erano rosee. Con il derby interno contro la Conero Volley, dove allora giocavano le future prilline Gasparroni e Miecchi, le jesine persero nettamente per 3 a 0 e da lì iniziò una crisi che le fece scivolare fino al decimo posto, appena sopra la zona retrocessione. (foto facebook.com/pg/Pieralisi-Volley-Jesi).

Ma quella Pieralisi era composta da giocatrici di grande carattere, che non volevano arrendersi ad una stagione iniziata sotto i migliori auspici e chiusa in maniera mesta e balorda. Da gennaio, le prilline misero in fila una serie di sette successi e 21 punti, che le fecero risalire di nuovo fino al secondo posto, a due punti dal Montespertoli. Tutto sembrava sorridere nuovamente a Diaz & co ed invece, ecco di nuovo il derby con la Conero Volley, stavolta in trasferta ed ecco di nuovo in un altro ko, per 3 a 2, che aprì una nuova crisi rossoblù, una crisi che fece perdere definitivamente la promozione diretta. 

Restava una flebile speranza per i play-off promozione ma c'era da giocarsi tutto in uno spareggio a due turni dalla fine della stagione regolare in un altro derby, per fortuna non con la Conero Volley ma contro Castelbellino, settima due punti sotto le jesine ed ancora in piena corsa per la post season. Si giocava alla "Carbonari" il 28 aprile 2018 in un clima rovente. La Pieralisi, priva dell'infortunata Da Col, giocò una gara magistrale per attenzione e cattiveria agonistica, al contrario delle ospiti, svogliate e svagate. Tallevi dimostrò di essere una giocatrice di categoria superiore, surclassando la rivale Verdacchi; Pirro cominciò a far vedere i suoi progressi, che l'avrebbero portata ad essere la miglior giocatrice della post season; Cecconi non sbagliò nulla in ricezione e difesa. Finì 3 a 0 con la festa jesina per i play-off quasi acquisiti e la rabbia di Amburgo, che sparò a zero contro la Pieralisi ed il Presidente (dichiarazioni poi ritrattate...). Forse proprio in quel pomeriggio alla "Carbonari", la Termoforgia decise di allestire una "corazzata" per ammazzare il torneo dell'anno seguente? Probabile. Intanto però, al gran ballo dei play-off ci andarono Diaz & co...ma questa è un'altra storia. FORZA JESI! by Nessuno

 
 
 

L'energia di Raffa Calloni

Post n°1956 pubblicato il 25 Aprile 2020 da iamnobody2011
 

Quando arrivò a Jesi, nell'estate del 2006, si capì subito che era una giocatrice diversa dalle altre, e che aveva scelto la Monte Schiavo per dimostrare a tutti che non era già finita. Raffaella Calloni (nella foto LVF) era reduce da un brutto infortunio al ginocchio ed era stata letteralmente scaricata dalla sua ex società, l'Asystel Novara club che l'aveva fatta esordire in A1. Per lei fu un tradimento e per ricominciare scelse proprio il club rivale per eccellenza. Ma la vendetta sportiva è un piatto che va consumato freddo e la brava Raffa aveva cerchiato una data sul calendario, quella del 25 aprile 2007 e non certo perché fosse animata dal sacro fuoco della Libertà. Quel giorno l'Asystel sarebbe arrivata al PalaTriccoli. 

monte schiavo 200607Una regia degna del miglior Hitchcock mise le due squadre ai vertici della classifica del campionato alla vigilia di quel turno - le piemontesi prime, le jesine seconde distanziate di cinque lunghezze con tre partite ancora da giocare - e con l'Asystel decisa a chiudere il discorso primo posto. Le piemontesi all'andata avevano vinto con un netto 3 a 0. Quella novarese era una grande squadra, con tre bomber del calibro di Tai Aguero, Skowronska e Osmokrovic, l'enfant du pais Anzanello, e capace di perdere fin lì solo due gare, ad Altamura e Pesaro.

C'erano oltre mille spettatori quel 25 aprile al PalaTriccoli, tutto per vedere la "vendetta" di Raffa. Eppure coach Abbondanza lasciò la Calloni in panchina all'inizio di quel suo personale derby, facendo giocare Petkova e la Monte Schiavo si fece prendere a pallonate dalle ospiti (2-8 e 12-16). Cosa fare? Il momento in cui la gara girò fu proprio l'ingresso della centrale bustocca, che diede letteralmente la scossa alla squadra. Jesi agganciò le grandi rivali sul 20-20 e proprio tre muri consecutivi di Raffa chiusero l'incredibile set a favore delle prilline, a quel punto lanciatissime verso la vittoria. I due set successivi infatti, furono un monologo rossoblù, con la Monte Schiavo oramai talmente lucida e grintosa da non farsi spaventare neppure dalla reazione novarese nel terzo. Sul 16-16 arrivò il break jesino di 9-1, che uccise la gara.

Con quel successo la Monte Schiavo confermò la sua imbattibilità nel girone di ritorno e di fatto blindò il secondo posto; solamente la balorda sconfitta a Chieri tre giorni dopo, impedì alle prilline si agguantare la vetta. Raffaella Calloni chiuse quel match con appena sei punti ma anche con la grande soddisfazione di aver dimostrato alla sua ex società di non essere affatto finita, come molti a torto pensavano. Quel successo la fece entrare ancor di più nelle simpatie dei tifosi rossoblù, che in lei vedevano una giocatrice un po' pazza, forse non così tecnica, ma che in campo dava tutto per la maglia. Ed in quella stagione la sua sana follia aiutò molto la Monte Schiavo. FORZA JESI! by Nessuno

 
 
 

La lezione della "corazzata"

Post n°1955 pubblicato il 24 Aprile 2020 da iamnobody2011
 

Fu soprannominata dai giornali "Ital-Jesi", i maligni e gli invidiosi invece, la battezzarono come "la corazzata", sperando in cuor loro in un finale simile a quello del Titanic. Per tutti gli appassionati di volley femminile, la Monte Schiavo del 2002/03 è forse, la Monte Schiavo più conosciuta e più famosa, quella che si ricordano tutti, perché poteva contare su un numero di campionesse impressionante: dal trio azzurro Leggeri-Lo Bianco-Togut, fresche di Mondiale, alle veterane Phipps e Ritschelova, fino alla giovane Costagrande, giocatrice di sicuro avvenire.

monte schiavo 2002/03Eppure quella Monte Schiavo così "potente" non raggiunse neppure la finale-scudetto, arenandosi nelle secche di una semifinale contro l'acerrima nemica Novara, che proprio oggi, il 24 aprile del 2003, eliminò le jesine con un netto 3 a 1 in gara 4 e nella serie. La sconfitta fu vissuta come un fallimento da tutto l'ambiente rossoblù ed a pagare per la disfatta furono l'allenatore Atanas Malinov ed il libero Evelyn Marinelli, considerati dagli addetti ai lavori come i principali "colpevoli" della clamorosa esclusione dal gran ballo per il tricolore. Non era certo questo, infatti, il finale che i Pieralisi si aspettavano dopo la sontuosa campagna acquisti estiva, che aveva portato a Jesi - città arrivata solo l'anno prima nella massima serie - tutte quelle campionesse. (foto facebook.com/pg/Pieralisi-Volley-Jesi).

A diciassette anni di distanza da quella che fu vissuta come una caporetto, mi chiedo: perché quella Monte Schiavo non arrivò neppure in finale? Certo, l'Asystel era una grande squadra, poteva contare su un tecnico come Jenny Lang Ping, gente come Anzanello, Cardullo, De Carne (che fece una gran gara 4), Pirv e una giovanissima Martina Guiggi. Dal punto di vista tattico Jesi pagò la disastrosa ricezione e la difesa non all'altezza della situazione ma la verità è nascosta altrove, in particolari che i numeri non possono e non potranno mai spiegare del tutto.  

La verità è che lo sport non è mai una scienza esatta; fare una campagna acquisti faraonica non ti garantisce il successo, neppure se metti insieme tante campionesse forti. A Jesi lo abbiamo imparato a nostre spese, purtroppo. Ci vuole pazienza, a volte magari si deve passare anche da delusioni cocenti per costruire una squadra solida.  Alcune dichiarazioni di Malinov rilasciate alla stampa locale nei giorni successivi all'eliminazione, avrebbero dovuto far pensare la dirigenza: "Non si può pensare di vincere subito. Ci sono situazioni da valutare. Tutti hanno investito, da Novara che ha cambiato allenatore fino a Bergamo". Invece, non fu riconfermato. 

Gli anni successivi al 2003 hanno riproposto lo stesso copione, con squadre infarcite di stelle ma mai capaci di raggiungere l'ultimo atto della stagione. Paradossalmente la prima Monte Schiavo che raggiunse la finale scudetto non fu certo una "corazzata" ma una formazione dal profilo molto più basso. Nella rosa della squadra del 2005/06 c'era una fuoriclasse come Liuba Kilic, c'erano ancora Togut e Ritschelova, ma il resto erano giocatrici di livello medio. Quella Monte Schiavo però, aveva una dote che le altre non avevano: era un gruppo unito. Questo ha sempre fatto la differenza, in ogni vittoria (penso all'Italia campione del mondo di calcio dell'82 e del 2006).

Si disse che la Monte Schiavo 2002/03 era una squadra divisa in clan, con le italiane da una parte, ed il blocco delle ex Bergamo dall'altra. Vero? Falso? Non lo so e sinceramente, a diciassette anni dalla caporetto del "Dal Lago" neppure mi interessa. Quella formazione però, una cosa l'ha lasciata e almeno per me è un bellissimo ricordo: vedere ogni domenica le tribune del PalaTriccoli piene di gente (Jesi totalizzò una media di 1.700 spettatori a partita) era qualcosa di incredibile. L'anno prima c'erano appena settecento persone. Nel 2002/03 si toccarono addirittura le cinquemila presenze e forse anche di più per il big match Monte Schiavo-Foppapedretti, che resterà nella storia come l'evento che raccolto più persone al PalaTriccoli. Almeno lì, quella Monte Schiavo fu davvero una "corazzata". FORZA JESI! by Nessuno

 
 
 

Back in 2006...per una sera

Post n°1954 pubblicato il 21 Aprile 2020 da iamnobody2011
 

Sapevo il risultato finale; sapevo che le prilline avrebbero buscato un 3 a 0 e che ci sarebbe stata la festa scudetto della Foppapedretti, eppure domenica sera mi sono seduto davanti al mio pc e mi sono rivisto una delle partite "storiche" della Monte Schiavo: gara 3 di finale scudetto della memorabile stagione 2005/06. Dico rivisto perché l'avevo vista in diretta quel lontano 10 maggio di 14 anni fa; se non ricordo male, non ero andato al PalaNorda, come invece accaduto per gara 1. Avevo capito che non ci sarebbe stato nessuno miracolo sportivo...Me l'ero guardata su Rai Sport.

bergamo - monte schiavo 2005/06Quella gara fu comunque, "storica" perché quella fu la prima (per fortuna non unica...) serie di finale scudetto giocata dalle prilline, peccato per il risultato finale... E' stato belle rivedere con la maglia rossoblù Liuba Kilic, Isabella Zilio, la Toga, Ilyana Petkova, Neli Marinova, Sofia Arimattei ed una giovanissima Ludovica Orazi. (foto Galbiati/LVF). A farmi questo inconsueto regalo è stata la Lega Volley Femminile, che da metà marzo ha aperto il sito LVFtv, dove vengono trasmesse giornalmente quattro partite di stagioni differenti tra serie A1 ed A2, oltre ad un magazine condotto da Consulo Mangifesta, che intervista alcune campionesse, ed un quiz. Dopo quasi due mesi di trasmissioni...finalmente domenica sera è giunto il momento della Monte Schiavo!

Dal 23 marzo, primo giorno di programmazione di LVFtv, non c'era stata ancora una partita delle prilline. Cominciavo seriamente a pensare che la Lega Femminile si fosse dimenticata della società rossoblù, assente dal massimo campionato nazionale da quasi dieci anni. Probabilmente il motivo è più tecnico: quando la Monte Schiavo era in A1 non esistevano le dirette streaming, c'era solo quella televisiva della Rai. E questo non è bello, perché mi fa capire che...sono molto vecchio.

E' stato bello anche interagire con gli altri spettatori della gara, in particolare con Roberto, che mi anticipato, segnalandomi l'evento ma anche con tutti gli altri, jesini e non. Qualcuno era anche presente al palazzetto quel giorno, una ragazza addirittura aveva fatto la fila dal mattino per accaparrarsi i biglietti di quella che sarebbe stata poi la festa scudetto della Foppa. Si è parlato di tutto ma uno l'argomento più gettonato è stato ovviamente quel simpaticone di "Fenomenoglio", forse il tecnico più odiato (sportivamente parlando...) dal pubblico del PalaTriccoli. Se avessero fatto vedere gara 2, ci saremmo goduti la rissa tra lui e l'attuale Presidente, Gabriele. Ed il fatto che a sedici anni di distanza da quel match c'è ancora gente che si scalda per lui...conferma questa sensazione. 

Mi auguro che ci siano altre apparizioni della Monte Schiavo su LVFtv, magari delle partite con un finale meno amaro per i colori rossoblù. Se dipendesse da me, vorrei rivedere gara 1 di semifinale del 2005/06, per intenderci la vittoria all'Adriatic Arena sulla Scavolini Pesaro di Abbondanza e Rinieri. Ma non sarebbe male neppure gara 5 dei quarti a Novara del 2004/05, ovvero quando Jesi rimontò lo 0-2 nella serie contro l'Asystel, espugnano il "Dal Lago" per due volte. Se ci sarà un nuovo passaggio delle prilline, non sarebbe male organizzare una chat qui sulla pagina Facebook di Nessuno Rossoblù, così ognuno potrebbe raccontare aneddoti della gara o dire semplicemente dove si trovava quel giorno. Speriamo che la Lega ci faccia un altro bel regalo. FORZA JESI! by Nessuno

 
 
 

Una stagione a metÓ

Post n°1953 pubblicato il 20 Aprile 2020 da iamnobody2011
 

Doveva essere la stagione del riscatto, dopo quella travagliata e deludente del secondo anno di Abbondanza. Lo fu ma a metà. La stagione 2008/09 resterà negli annali per il primo trofeo alzato in nove anni di A1 dalla Monte Schiavo, la Challenge Cup (con final four giocata al PalaTriccoli), eppure per la maggior parte dei tifosi jesini quella è rimasta una annata incompleta, ridimensionata da quanto fatto a livello nazionale. Quella Monte Schiavo infatti, si fermò come quella dell'Abbondanza II ai quarti di finale, eliminata il 20 aprile 2009 allo spareggio da Busto Arsizio al PalaYamamay.

monte schiavo 2008/09Si disse che le prilline avevano pagato nella post season la fatica dell'impegno europeo, vissuto spesso con lunghe trasferte in pullman e poco tempo per allenarsi bene. Le premesse alla vigilia del torneo erano ben altre, soprattutto quando la società annunciò l'arrivo della regista serba Maja Ognjenovic e quello dell'opposto olandese Manon Flier, che di fatto chiuse dopo sei anni l'era Togut, ultima superstite della Grande Jesi del 2002/03. Con le due star europee, più l'esperienza di Rinieri e Bown, la grinta di Calloni e Negrini ed il ritorno alla base di Zilio, epurata da Abbondanza, c'era la speranza di tornare a giocare almeno una semifinale scudetto. (foto Brody x LVF). 

Il nuovo tecnico Dragan Nesic aveva messo tra gli obiettivi oltre alla Challenge Cup, anche quello di "riportare la gente al palazzetto". E la Monte Schiavo dopo i primi mesi di rodaggio aveva cominciato a macinare gioco, sia in Europa dove non perse neppure una partita, sia in campionato. Al PalaTriccoli caddero diverse big, come Novara, la seconda forza della A1, sconfitta 3 a 1; la terza, Bergamo, battuta 3 a 2 e Perugia dell'ex Togut, sempre al tie break. Rinieri & co offrirono buone prestazioni anche lontano da casa, prendendo tre punti al nuovo Sporting Palace di Novara e sfiorando uno storico successo al PalaNorda di Bergamo (finì 3 a 2).

La stagione di quella Monte Schiavo però, cambiò dopo la final four di Challenge Cup. In campionato fino a quel momento - eravamo a metà marzo - le prilline occupavano la quarta posizione, con 42 punti, avevano cinque lunghezze di ritardo dal Novara terzo e cinque di vantaggio dalla Yamamay quinta. Nelle cinque gare successive le jesine raccolsero la miseria di quattro punti, arrivando a giocarsi all'ultima giornata il quarto posto nello spareggio del PalaTriccoli proprio con Busto Arsizio, che aveva agganciato la Monte Schiavo a quota 46. Finì 3 a 1 per le lombarde, che così scavalcarono le rossoblù e guadagnarono il vantaggio della bella in casa nei quarti dei play-off.

Le prilline - che giocarono tutta la serie senza Negrini, out per una distorsione al ginocchio destro - vinsero a fatica gara uno in casa, rimontarono lo 0-2 ospite con una grande prova di carattere ed i 27 punti di Rinieri. Due giorni dopo la serie si spostò a Busto Arsizio. Ci fu equilibrio nei primi due set - 27-25 per le locali e 28-26 per le jesine - poi le lombarde dilagarono, approfittando del calo fisico di Rinieri & co. Il 20 dunque, si giocò lo spareggio che metteva in palio la semifinale con Pesaro. Il match fu lo specchio della stagione rossoblù: primo set vinto ai vantaggi, poi black-out nel secondo e terzo, quarto quasi perso ma recuperato e vinto in rimonta fino al tie break giocato senza più energie, con la sola Flier a reggere l'attacco. Sarebbe bastato arrivare in semifinale per festeggiare; quel finale invece, etichettò la stagione come "deludente". FORZA JESI! by Nessuno

 
 
 

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