Iskra

E se capissi di essere proprio l'opposto di come vorrei?


Il dubbio è forte, anche se, più che scoprire di essere "fuori sincro" con le proprie emozioni e i propri sentimenti, si tratta di prendere atto che si è fermi.Ci sono periodi in cui sento di dover  "cambiare" per continuare a sognare, per volare alto con la fantasia, per scoprire cose nuove, perchè qualcuno mi ha disilluso, o perchè preferisco evitare d'impantanarti in noiose questioni pratiche, o perchè sono stanco di fare ciò che  faccio e gli altri si aspettano che io faccia. la mia mente preferisce proiettarsi verso ciò che non ho ancora conosciuto, verso qualcosa di diverso dei miei attuali interessi.Come si manifesta questa necessità?I sintomi possono essere:Crescita del peso delle sopracciglia che risultano essere continuamente corrugate verso il basso, di conseguenza si notano diverse rughe sulla fronte.Secchezza delle fauci, smarronamento generale, sguardo vacuo.Allora, riprendo quei 5 dischi di Nick Drake e li faccio diventare la colonna sonora delle mie giornate: lavoro e canticchio "Time has told me" , mangio ed ho in testa "Haze Jane", parlo con qualcuno e penso "One of this things first". E mi apro alla vita, rimetto alla mia anima l'armatura da Samurai e aspetto d'avere stimoli nuovi , colorati e totalizzanti. Ora, il mio dubbio è che sia inutile continuare a cambiare interessi  fino a che non capisco cosa mi piace fare veramente. Ma come faccio a sapere cosa mi piace fare se rompo questo processo di decadimento  che ogni volta mi fa cambiare pelle?Fondamentalmente credo che la cosa che più mi riesce meglio è la fuga. La fuga da ciò che mi opprime, dalle aspettative che ogni volta disattendo o dalle responsabilità che cercano di darmi ed io pavido non ho il coraggio di evitare (perchè devo restare al passo coi tempi, perchè devo avere obiettivi, perchè altrim che te ne fai di una laurea...).E se fosse solo noia (quella di Leopardi)?Se qualcuno leggendo questo post pensasse che sono infelice o cinico e avesse una visione ed un'esperienza diversa dalla mia, vorrei sapere come ha trovato il "giusto equilibrio" per sentirsi appagato da ciò che ha, come ha capito i propri gusti e se può dire "questo è un punto fermo del mio universo" come ha maturato l'idea. Ecco, se qualcuno ha colto il senso della vita vissuta con i suoi difetti e le sue incombenze, per favore m'illumini...