Iskra

Parole Words Parabras Mots ...


Una volta lo farò. Vorrei scorrazzare per i blog inserendo come commento delle parole solo per poter far si che vengano lette e pronunciate da qualcuno. Quelle parole che nessuno pronuncia mai, che fanno paura per il rigore oppure risultano troppo fredde o lente o troppo veloci o lunghe.Si perchè un giorno le lettere vennero da me, non tutte, solo b,r,s,t,a,i, a colloquio per chiedermi di non sottovalutare tutte loro, di non usarne solo alcune, di non scrivere messaggi sacrificando le o (nn) o le ch, e di scandire bene il suono di ognuna perchè allo stesso modo se il mio lavoro passasse inosservato sarei altrettanto amareggiato.Incuriosito dalle loro opinioni andai a trovarle la sera seguente (un paio di truccosigari il mio passepartout)  nel paese degli alfabeti, e trovai centinaia di lettere, alcune mai viste, con strani cappelli e suoni per me irriproducibili, vidi le lettere più antiche , poi quelle con cui molti di noi si è imparato l'alfabeto (a proposito, in Francia , in Inghilterra, Spagna, Russia cosa diranno? A de abatjour, b of breakfast, etc?) poi quelle emergenti, la k che se la tirava un casino, le ing (sharing storming ,outing, shopping) di più e la cosa che mi stupiva maggiormente era che non capivo se le lettere fossero in capannelli casuali per conversare oppure molte di loro formassero parole che non avevo mai sentito prima. Poi ho deciso di concentrarmi sulle lettere a me più vicine, quelle che conosco meglio: fui accolto come un capo di stato, esse vollero farmi assistere ad una sfilata con continui cambi di posizione, alcune parole anagrammate in altre, alcune evoluzioni palindrome, partendo dall'immarcescibile sussidiario fino ai reparti scelti degli iati o degli accenti aperti e i neologismi. Alla fine della giornata ero esausto, parlare con le parole era veramente estenuante (senza contare il fatto che ogni volta dovevo spiegare ad alcune di loro che non le stavo chiamando ma le stavo usando in una frase qualsiasi) perchè ognuna di  mi sottolineava gli errori commessi e mi pregava di correggermi e ci teneva a far bella mostra di se. Me ne andai infine salutando tutte e riproposi a me stesso di impegnarmi e "cercare" di utilizzarne il più possibile senza sbagliare. Da allora che è cominciata la mia carriera da cazzaro logorroico, che allunga i discorsi e le frasi per infilare alcune parole che non hanno senso nel contesto particolare ma che mi piacciono tanto per la loro dignità. Penso anche che una parola pronunciata con un'adeguata compagnia (parola seguente o precedente) possa  essere più melodiosa e dolce  ed io mi sento un'ape che non resiste a cotanto miele e mi ci butto a capofitto, solo per sentire il suono di una parola. In egual misura mi spiace sentire le parole che più mi rattristano (rompicazzi, che parola è rompiacazzi? nel paese degli alfabeti non esiste...)Io inizierei così:Ipocondriaco (per il suono)Salapuzio (per il significato)Apnea (per la visione che mi porta alla mente sospesa e lenta)