Iskra

Stamattina ho scritto una lettera al mio Paese.


Per sua definizione, la "Politica" dovrebbe essere l'insieme di quelle attività atte alla stesura di teorie e leggi per governare la società e i partiti politici dovrebbero essere l'interfaccia fra le esigenze del cittadino e chi è stato scelto per governare il paese. Quindi un partito politico dovrebbe farsi carico di mantenere un contatto costante con la popolazione al fine di raccoglierne le esigenze e alla quale esplicare le ratio logiche delle leggi approvate, ecco perchè le elezioni avvengono per collegio (incaricando quindi ogni parlamentare a "dialogare con la gente che rappresenta). Ora, in cuor mio desidero rivolgermi a lei, in quanto ultima mia speranza per aver ancora fiducia in questo Paese, per intendere la situazione attuale, perchè io proprio non riesco a capire come il dibattito politico nella nostra povera Nazione possa essere focalizzato su leggi e temi che non riguardano la maggior parte dei cittadini. Signor Presidente, volevo semplicemente dirle che sono combattuto fra la parte di me che vorrebbe lasciare questa nazione perchè,vede messa in serio pericolo la laicità dello Stato dalle continue ingerenze del Clero cattolico nell'ambito politico a cui facevo poc'anzi riferimento, perchè vede approvate leggi che non tutelano la maggior parte dei cittadini ma solo una stretta cerchia di furfanti disposti ed abbastanza facoltosi da assoldare avvocati in grado di condurre il reato alla prescrizione (non all'assoluzione), perchè vede la possibilità che le lotte portate avanti da persone come Falcone, Borsellino ed altri vengano vanificate vista la modifica della legge sulla confisca dei beni della mafia, perchè vede sempre più difficile progettare un futuro dovuto alla creazione di forme di impiego che non consentono l'accesso all'ottenimento di prestiti o mutui. Perchè, in sostanza, vede una classe dirigente che considera il proprio status come definitivo, come fosse una professione, come se non dovesse lavorare al servizio del popolo e quindi come se dovesse difendere propri privilegi. e la parte di me che pensa che questo Paese sia comunque anche il suo, come quello di migliaia di giovani disposti a morire per la Democrazia 60 anni fa, quello dei mille campanili che si organizzano e si ingegnano per vincere nuove sfide, quello di Dante, di Gadda, di Pasolini e di centinaia di altri liberi pensatori costretti all'emarginazione, quello dei giovani di Locri, quello che primeggia per Solidarietà e volontariato, quello dei fiori profumati, dei colori vivi e festanti e della gente cordiale. Vede Signor Presidente, parlando a lei e sfogandomi mi immagino di parlare ed esporre le mie preoccupazioni alla Nazione stessa. Ed ho deciso di parlare a Lei perchè, purtroppo, non mi sento al momento rappresentato da alcun esponente della classe dirigente della città in cui vivo, della provincia in cui vivo, della regione in cui vivo e soprattutto, dello Stato in cui sono nato e vivo e, la cosa più triste è , che non credo di essere l'unico. Spero quindi Lei riesca a convincermi(convincerci) a restare. Io, nel frattempo, sto cercando lavoro all'estero. Distinti saluti e sinceri augurinome cognomeINDIRIZZO