Mi piace giocar con le parole, come Don Fernando aveva in amicizia Alberto Caeiro, così io , moooooolto ma mooooltoooo più mestamente mi sollazzo immaginandomi un alter ego meno uso al viver presente:Non il tempo dipinge li ricordi,Non l'aere sostiene lo pensieroNon la veglia scaccia li sogni,Quando il cor s'inebria, nulla 'l contiene allottaegli vorrebbe correre col corpo di presso, ne manco ascoltar della vana ragione,non pote veder li ostacoli, sì tanta forza e supponenzaQuei danza le più dolci danze,melodie venute di molto lontano per insegnar la pace de la terraDanza e beve al calice della grazia, sin che lo otre nol sona votosenza crucci ne patimentiLontane risuonano le urla che porta 'l vento del dolore,La luna riposa in la sua mano aperta, in donar protesadesinar di nuvole e arcobaleno, conversar a tutti li poeti in la sua testasmarrir lo senso del giudizio, chè già non vè giudizio alcuno da inseguire Quando il cor s'inebria, fingo di ignorarequel terminar di storie che già conobbich'incomincio ogni volta, nolente d'alzar l'occhi a la realtàper finir, poscia ch'io assurga allo esser desìosopra la nuda terra schiantato dallo amaro risveglioNon il tempo, chè ne fui stranieroNon l'aere che m'apparse di poco greve più d'una piumaNon la veglia, chè il dipinto del sogno ancor m'è su la pelleSon io, al tempo de lo mio samrrimento chè al cor non voglio più mostrare li prati verdi al varcar del fiume, laddove s'arresta il pensiero e il comincia l'estasi.V.
Alter Ego #2
Mi piace giocar con le parole, come Don Fernando aveva in amicizia Alberto Caeiro, così io , moooooolto ma mooooltoooo più mestamente mi sollazzo immaginandomi un alter ego meno uso al viver presente:Non il tempo dipinge li ricordi,Non l'aere sostiene lo pensieroNon la veglia scaccia li sogni,Quando il cor s'inebria, nulla 'l contiene allottaegli vorrebbe correre col corpo di presso, ne manco ascoltar della vana ragione,non pote veder li ostacoli, sì tanta forza e supponenzaQuei danza le più dolci danze,melodie venute di molto lontano per insegnar la pace de la terraDanza e beve al calice della grazia, sin che lo otre nol sona votosenza crucci ne patimentiLontane risuonano le urla che porta 'l vento del dolore,La luna riposa in la sua mano aperta, in donar protesadesinar di nuvole e arcobaleno, conversar a tutti li poeti in la sua testasmarrir lo senso del giudizio, chè già non vè giudizio alcuno da inseguire Quando il cor s'inebria, fingo di ignorarequel terminar di storie che già conobbich'incomincio ogni volta, nolente d'alzar l'occhi a la realtàper finir, poscia ch'io assurga allo esser desìosopra la nuda terra schiantato dallo amaro risveglioNon il tempo, chè ne fui stranieroNon l'aere che m'apparse di poco greve più d'una piumaNon la veglia, chè il dipinto del sogno ancor m'è su la pelleSon io, al tempo de lo mio samrrimento chè al cor non voglio più mostrare li prati verdi al varcar del fiume, laddove s'arresta il pensiero e il comincia l'estasi.V.