Le sue giornate profumavano di polvere, di quella polvere che gli pareva iniziare a depositarsi sulle abitudini ormai logore e non più necessarie. L'apatia era ormai la borderline dei suoi alterego, troppo nettamente distinti per fondersi o sovrapporsi. In quel periodo la cosa più importante era prendersi cura di se stesso, coccolarsi, entrare nel tempo per oscillare in uno spleen dolce e isolante, come a recitare un mantra, come un gatto a leccarsi le ferite, come una larva che aspetta di divenire inesorabilmente altro. Non si sentiva triste, nemmeno solo, sapeva che nessuno dei suoi amici avrebbe mai detto nulla, erano soliti comprendersi senza chiedersi o attendersi, consci del fatto di esser sempre nel bagaglio di gente con la valigia pronta a volare di vita in vita, zingari dell'insoddisfazione, costretti loro malgrado ad esser curiosi l'uno dell'altro."Ciao V., come va?""Noooo, mi avevi promesso che nel 2006 avresti smesso con questa cazzo di incipit delle telefonate...""Già, è più forte di me, sono troppo altruista: ti venga un cagotto, così va bene?""meglio, comunque sono maledettamente felice perchè è nevicato e sono rimasto a casa già da oggi""Anch'io, qua non ci si muove""Ma sei matto? il week end inizia un giorno prima, abbiamo il dovere morale di uscire"Dopo un paio d'ore slittando arrivarono al lago. Molte defezioni tra le osterie li fecero temere un viaggio a vuoto, ma fu un lampo, subito rimosso dal calore morbido di due grappe di vinaccia. Una strana eccitazione iniziava a scuoterli, capirono entrambe che quel limbo non poteva durare a lungo, che gli impegni, le scelte, le persone non avrebbero consentito ancora a lungo la loro rassicurante fanciullesca complicità. Dopo due bicchieri di vino bianco ciascuno (bianco imperiale berlucchi e falanghina) con le ginocchia senza peso, trovarono un obiettivo al loro farneticare. "L'idea del ristorante c'è sempre no?" "Che scherzi, cosa vado a fare a scuola tutte le sere?" "bhe, ci vai per rimorchiare...Zuppa di pesce?""OK, fresco""Cazzo, C. mi aveva chiesto se andavo a ballare""Sesso?""Secondo te?""OK zuppa, domattina andiamo a vedere che pesci ci sono."La mattinata seguente la passarono a comprare il pesce e ripassare la ricetta: "M. cazzo, se mi dici ancora una volta dove era meglio avessi girato dopo che ho appena imboccato una strada continui a piedi..." "Abbiamo preso i pesci più brutti, è giusto che vengano usati per la zuppa" "Cosa ne pensi della Zizz?" "piatto da portata, quelle del ballo?""Zuppa!"Mancava ancora qualcosa, anzi qualcuno, anch'egli nel "suo" limbo, anch'egli indaffarato a rompere il guscio del suo niño geopolítico mirando el nacimiento del hombre nuevo (Dalì). Arrivarono quindi a 3 più uno, oltre al G. se contiamo a metà il gatto padrone di casa e a metà un simpatcio buzzurro pastore tedesco di nome Tashi divenuto ospite e guardia della vecchia che abitava al piano di sotto.Le chiacchiere si mescolavano come la salsa di pelati con il vino bianco e le idee più "pesanti" sembravano rimanere a mezz'aria, da gustare, come l'aroma di aglio e cipolle del soffritto per il fumetto di pesce. Sulla spianatoia si presentavano: un filetto di tonno (ventresca), 3 triglie (brutte), mezza rana pescatrice (ancora più brutta), una seppia, un pezzo di scorfano (orribile), scampi (pochi), gamberi, una gallinella, qualche moscardino, zenzero, timo, maggiorana, pepe e limone. "La facciamo una caspolada al chiaro di luna per i cacchi nostri a febbraio? Chi viene viene""Dici che è il momento di aggiungere alla polpa i pesci a carne più soda?""Io dico solo, partendo dal fatto che la destra legifera in favore del singolo per aiutare la comunità e la sinistra legifera per la comunità in favore del singolo e della comunità, non posso che essere di sinistra, scontento ma di sinistra, laico scontento ma di sinistra, laico scontento schifato ma di sinistra""Bau Bau Bau"Ognuno insomma diceva la sua. Le ore passavano lente, il vino, in progressione alcoolica crescente, rosso, che con il pesce brutto ci sta anche il vino rosso (Primitivo di Manduria, Negramaro, Chianti) rendeva tutto meno reale, tuttavia più vero, più aderente alle loro aspettative.Andava così, nel periodo borderline, che ci si poteva trovare in piena notte a giocare a palle di neve sulle colline a qualche minuto di buon passo da casa, tre uomini, un cane buzzurro, una luce accesa e subito spenta, e tutte le possibilità ancora intatte, rinnovate, quasi a significare che il periodo borderline è una necessità, una renaissance del vivere lento e leggero, a contatto con l'anima."La zuppa è la rivincita del pesce brutto, è la concretizzazione dell'incontro fra sapore deciso e pesce""Già, la zuppa è proprio buona""Domani vado a ballare""Bau"
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Le sue giornate profumavano di polvere, di quella polvere che gli pareva iniziare a depositarsi sulle abitudini ormai logore e non più necessarie. L'apatia era ormai la borderline dei suoi alterego, troppo nettamente distinti per fondersi o sovrapporsi. In quel periodo la cosa più importante era prendersi cura di se stesso, coccolarsi, entrare nel tempo per oscillare in uno spleen dolce e isolante, come a recitare un mantra, come un gatto a leccarsi le ferite, come una larva che aspetta di divenire inesorabilmente altro. Non si sentiva triste, nemmeno solo, sapeva che nessuno dei suoi amici avrebbe mai detto nulla, erano soliti comprendersi senza chiedersi o attendersi, consci del fatto di esser sempre nel bagaglio di gente con la valigia pronta a volare di vita in vita, zingari dell'insoddisfazione, costretti loro malgrado ad esser curiosi l'uno dell'altro."Ciao V., come va?""Noooo, mi avevi promesso che nel 2006 avresti smesso con questa cazzo di incipit delle telefonate...""Già, è più forte di me, sono troppo altruista: ti venga un cagotto, così va bene?""meglio, comunque sono maledettamente felice perchè è nevicato e sono rimasto a casa già da oggi""Anch'io, qua non ci si muove""Ma sei matto? il week end inizia un giorno prima, abbiamo il dovere morale di uscire"Dopo un paio d'ore slittando arrivarono al lago. Molte defezioni tra le osterie li fecero temere un viaggio a vuoto, ma fu un lampo, subito rimosso dal calore morbido di due grappe di vinaccia. Una strana eccitazione iniziava a scuoterli, capirono entrambe che quel limbo non poteva durare a lungo, che gli impegni, le scelte, le persone non avrebbero consentito ancora a lungo la loro rassicurante fanciullesca complicità. Dopo due bicchieri di vino bianco ciascuno (bianco imperiale berlucchi e falanghina) con le ginocchia senza peso, trovarono un obiettivo al loro farneticare. "L'idea del ristorante c'è sempre no?" "Che scherzi, cosa vado a fare a scuola tutte le sere?" "bhe, ci vai per rimorchiare...Zuppa di pesce?""OK, fresco""Cazzo, C. mi aveva chiesto se andavo a ballare""Sesso?""Secondo te?""OK zuppa, domattina andiamo a vedere che pesci ci sono."La mattinata seguente la passarono a comprare il pesce e ripassare la ricetta: "M. cazzo, se mi dici ancora una volta dove era meglio avessi girato dopo che ho appena imboccato una strada continui a piedi..." "Abbiamo preso i pesci più brutti, è giusto che vengano usati per la zuppa" "Cosa ne pensi della Zizz?" "piatto da portata, quelle del ballo?""Zuppa!"Mancava ancora qualcosa, anzi qualcuno, anch'egli nel "suo" limbo, anch'egli indaffarato a rompere il guscio del suo niño geopolítico mirando el nacimiento del hombre nuevo (Dalì). Arrivarono quindi a 3 più uno, oltre al G. se contiamo a metà il gatto padrone di casa e a metà un simpatcio buzzurro pastore tedesco di nome Tashi divenuto ospite e guardia della vecchia che abitava al piano di sotto.Le chiacchiere si mescolavano come la salsa di pelati con il vino bianco e le idee più "pesanti" sembravano rimanere a mezz'aria, da gustare, come l'aroma di aglio e cipolle del soffritto per il fumetto di pesce. Sulla spianatoia si presentavano: un filetto di tonno (ventresca), 3 triglie (brutte), mezza rana pescatrice (ancora più brutta), una seppia, un pezzo di scorfano (orribile), scampi (pochi), gamberi, una gallinella, qualche moscardino, zenzero, timo, maggiorana, pepe e limone. "La facciamo una caspolada al chiaro di luna per i cacchi nostri a febbraio? Chi viene viene""Dici che è il momento di aggiungere alla polpa i pesci a carne più soda?""Io dico solo, partendo dal fatto che la destra legifera in favore del singolo per aiutare la comunità e la sinistra legifera per la comunità in favore del singolo e della comunità, non posso che essere di sinistra, scontento ma di sinistra, laico scontento ma di sinistra, laico scontento schifato ma di sinistra""Bau Bau Bau"Ognuno insomma diceva la sua. Le ore passavano lente, il vino, in progressione alcoolica crescente, rosso, che con il pesce brutto ci sta anche il vino rosso (Primitivo di Manduria, Negramaro, Chianti) rendeva tutto meno reale, tuttavia più vero, più aderente alle loro aspettative.Andava così, nel periodo borderline, che ci si poteva trovare in piena notte a giocare a palle di neve sulle colline a qualche minuto di buon passo da casa, tre uomini, un cane buzzurro, una luce accesa e subito spenta, e tutte le possibilità ancora intatte, rinnovate, quasi a significare che il periodo borderline è una necessità, una renaissance del vivere lento e leggero, a contatto con l'anima."La zuppa è la rivincita del pesce brutto, è la concretizzazione dell'incontro fra sapore deciso e pesce""Già, la zuppa è proprio buona""Domani vado a ballare""Bau"