Iskra

Season vanish


Percepisco il presente, sento passare la coda di questo inverno, mi sfiora i capelli, soffia gli ultimi sbuffi, piange solletico e pioggia, vola radente, prova ad incutere timore ma sorride stanco ed appagato del proprio affanno. Non posso che celebrare questo rito uscendo per le vie, nel borgo, camminando di fianco ai muri, odorando profumi che cambiano stagione, guardando colori che timidi s'affacciano a danzare per i più sensibili spettatori.Quanta serenità nel nuovamente nuovo io, energia che non può esser contenuta, gioia della bellezza, paura dell'inconsistenza, coscienza di sè negli altri tutti, meccanismi assimilati, impellenze redistribuite, tutto come fosse un risveglio, senza tempo, senza fretta, solo per l'io che tanti deserti ha attraversato per arrivare a me, per noi.Vedo anche lei, di schiena, così inutilmente seriosa anche di fronte al paradosso, ormai risoluta nell'autodifesa, accetto le sue parole e i suoi silenzi, ho tolto tutti i cancelli per lasciarla andare, perchè anche lei incontri sè stessa. Posso solo salutarla con un vago sapor di miele in bocca, fino a che svolterà l'angolo. Non son più capace di aver paura di perdere qualcuno, voglio imparare ad amare senza possedere, qualcuno me lo insegnerà, lo so, ne sono certo.Prendo il tempo d'ascoltarmi, mi piacciono le nuove frasi e le nuove sensazioni, voglio sentirmi bene, voglio far sentire bene le persone che amo, voglio essere inutile e non partecipare quando non ne ho voglia. Con affetto trovo forma ai pensieri, i fantasmi che una volta spaventavano, Solitudine, Approvazione, ora siedono con me, li vedo, enormi cartoni animati con i loro popcorna far battute e commentare il film che guardiamo (mangiare bere uomo donna). Sorrido, faccio una carezza alla coda di questo inverno e torno a giocare nel prato, che gli amici m'aspettano...foto tratta da arteutile.net