Oggi sono di nuovo esaltato, perchè stasera si suona coi ragazzi. E' incredibile quanto bene mi faccia. Quando ho cominciato a suonare avevo circa 12-13 anni. Mio padre è un batterista rock da sempre. Ricordo che, una mattina di Agosto, lui era in ferie, si sveglia verso le 11, mentre io ero ancora a letto. Non credo che all'epoca lui avesse tutta quella gran considerazione per un pre adolescente le cui uniche preoccupazioni erano strappare una sufficienza a scuola, cominciare a inseguire qualche pollastra o ascoltare pessima musica da hit parade, salvo a volte rubacchiare tra le sue cassette.Ma quella mattina, me lo ricordo come se fosse ieri e mi bolle il sangue nelle vene al pensiero- tutto cambiò.Da pochi giorni, infatti, il mio amico un pò più grande di me Giovanni, che ringrazierò sempre anche se adesso è un pò una testa di cazzo, mi aveva "doppiato" un disco, che il caso volle fosse intimamente legato ai ricordi giovanili del mio Papà Rock: Era Made in Japan dei Deep Purple, e quella mitica TDK D-90 la conservo ancora come una reliquia. Con fare scazzato, appena aperti gli occhi, faccio distrattamente per accendere il mangianastri (era il tamarrissimo "Roller2" della Philips, rosso ferrari). Le note di introduzione di Highway Star, scazzate quanto me all'apparenza (ma subito dopo mi dovetti ricredere), quello scambietto ridicolo tra chitarra e organo mentre i nostri si preparavano sul palco, lasciarono presto il posto ad un incedere marziale di rullante, basso, entra la chitarra nella maniera più selvaggia che potessi immaginare...parte la strofa come un pugno nello stomaco e....Mio padre era lì, sulla porta, che mi guardava incredulo. Si avvicina al letto e si siede accanto a me ancora sdraiato e non proprio impressionato da quella cavalcata che invece da lì a pochi giorni, e fino ad ora, mi avrebbe semre messo i brividi. Le sue prime parole- pronunciate con un tono molto serio, che mi mise quasi paura, furono: "CHI TI HA DATO QUESTA CASSETTA?" Io pensai: "E che avra mai di così male 'sta cassettina?" Lui, con un'espressione dolce- rarissima, nei suoi occhi, cominciò allora a spiegarmi pazientemente come solo un padre può fare tutto quel disco, pezzo dopo pezzo...l'assolo di chitarra, l'organo neoclassico, gli acuti inarrivabili di Child In Time, l'epicità di Smoke on the Water (forse allora il motivo per cui procurai la cassetta, visto che il nome "Deep Purple" non mi suonava per nulla bene, inizialmente), l'assolo di batteria, il duello chitarra-voce, il blues di Lazy, la psichedelia in Space Truckin', col pubblico che non si rende conto del finale improvviso per 4 o 5 secondi. Quella mattina mi alzai dal letto profondamente cambiato. Un mese dopo imbracciai la mia prima chitarra, un rudere appartenuto al bassista di mio padre che la dipinse con uno spray blu in una notte alcolica all'alba degli anni '70, come il mio vecchio mi raccontò poi.Quella chitarra la chiamai "Zio Sem", perchè "Sem" era il nome del bassista di mio padre, e "Sem" c'era scritto con lo spray blu sul retro.Se tutte le giornate fossero come quella, credo che potrei dirmi l'uomo più fortunato del mondo.
"CHI TI HA DATO QUESTA CASSETTA?"
Oggi sono di nuovo esaltato, perchè stasera si suona coi ragazzi. E' incredibile quanto bene mi faccia. Quando ho cominciato a suonare avevo circa 12-13 anni. Mio padre è un batterista rock da sempre. Ricordo che, una mattina di Agosto, lui era in ferie, si sveglia verso le 11, mentre io ero ancora a letto. Non credo che all'epoca lui avesse tutta quella gran considerazione per un pre adolescente le cui uniche preoccupazioni erano strappare una sufficienza a scuola, cominciare a inseguire qualche pollastra o ascoltare pessima musica da hit parade, salvo a volte rubacchiare tra le sue cassette.Ma quella mattina, me lo ricordo come se fosse ieri e mi bolle il sangue nelle vene al pensiero- tutto cambiò.Da pochi giorni, infatti, il mio amico un pò più grande di me Giovanni, che ringrazierò sempre anche se adesso è un pò una testa di cazzo, mi aveva "doppiato" un disco, che il caso volle fosse intimamente legato ai ricordi giovanili del mio Papà Rock: Era Made in Japan dei Deep Purple, e quella mitica TDK D-90 la conservo ancora come una reliquia. Con fare scazzato, appena aperti gli occhi, faccio distrattamente per accendere il mangianastri (era il tamarrissimo "Roller2" della Philips, rosso ferrari). Le note di introduzione di Highway Star, scazzate quanto me all'apparenza (ma subito dopo mi dovetti ricredere), quello scambietto ridicolo tra chitarra e organo mentre i nostri si preparavano sul palco, lasciarono presto il posto ad un incedere marziale di rullante, basso, entra la chitarra nella maniera più selvaggia che potessi immaginare...parte la strofa come un pugno nello stomaco e....Mio padre era lì, sulla porta, che mi guardava incredulo. Si avvicina al letto e si siede accanto a me ancora sdraiato e non proprio impressionato da quella cavalcata che invece da lì a pochi giorni, e fino ad ora, mi avrebbe semre messo i brividi. Le sue prime parole- pronunciate con un tono molto serio, che mi mise quasi paura, furono: "CHI TI HA DATO QUESTA CASSETTA?" Io pensai: "E che avra mai di così male 'sta cassettina?" Lui, con un'espressione dolce- rarissima, nei suoi occhi, cominciò allora a spiegarmi pazientemente come solo un padre può fare tutto quel disco, pezzo dopo pezzo...l'assolo di chitarra, l'organo neoclassico, gli acuti inarrivabili di Child In Time, l'epicità di Smoke on the Water (forse allora il motivo per cui procurai la cassetta, visto che il nome "Deep Purple" non mi suonava per nulla bene, inizialmente), l'assolo di batteria, il duello chitarra-voce, il blues di Lazy, la psichedelia in Space Truckin', col pubblico che non si rende conto del finale improvviso per 4 o 5 secondi. Quella mattina mi alzai dal letto profondamente cambiato. Un mese dopo imbracciai la mia prima chitarra, un rudere appartenuto al bassista di mio padre che la dipinse con uno spray blu in una notte alcolica all'alba degli anni '70, come il mio vecchio mi raccontò poi.Quella chitarra la chiamai "Zio Sem", perchè "Sem" era il nome del bassista di mio padre, e "Sem" c'era scritto con lo spray blu sul retro.Se tutte le giornate fossero come quella, credo che potrei dirmi l'uomo più fortunato del mondo.