JAMBOREE

Certi giorni e certe notti


 Se ieri mi avessero detto che mi sarebbe stato rinnovato il contratto, avrei consigliato l’etilometro. Se mi avessero detto che oggi mia mamma avrebbe ripreso a sorridermi, serena anche se solo per un momento, avrei invocato l’infermità mentale. L’alleggerimento di un week end che si prospettava ancora una volta pesante mi ha sì impedito di tramortirmi a padellate per la disperazione, ma mi ha fatto cominciare a sospettare che mi sarei presto svegliata battendo la testa sul comodino. Ma è stato l’annuncio imprevisto di una serata con l’amore della mia vita che mi ha convinto di essere in una favola. A quel punto trovare una multa per divieto di sosta m’è sembrato quasi (QUASI) giusto, come un atto compensatorio, perché il troppo stroppia, anche quando è in positivo. Ma certe giornate son così: imprevedibili, inspiegabili e illogiche. Come la vita. Ti affanni, ti arrabbi e ti arruffi sbattendo la testa contro un muro di frustrazione, non concludendo niente per mesi e poi, improvvisamente, capita una giornata come questa e fai pace con il mondo. E ti rendi conto che non serve capire, non serve razionalizzare e men che meno etichettare: giorni come questi vanno presi per quello che sono, cioè dei regali. Dei regali e basta. Poi domani si torna in trincea, si riprende a combattere contro la vita, la sfiga, la cellulite e i mulini a vento. E anche un po’ con la collega stronza. Ma sperare nell’impossibile non ti farà più sentire così cretina. Ciao guys.