Digito Ergo Sum

SUDAN - DIARIO DI BORDO - PRIMO GIORNO


Alzataccia alle 4 e mezza del mattino, ma dai.. pensavo peggio! Mi sento piuttosto sveglio... prendo il trolley e vado a piedi al punto di incontro che, per mia fortuna non dista molto da casa mia.Sul pulmann per Milano Malpensa, non dormo nemmeno e ascolto musica mentre gli altri dormono.Arrivati all'areoporto, mi ricordo di aprire il borsone per togliere la lampadina alla torcia subacquea, durante il viaggio mi hanno detto infatti che potrebbe accendersi in volo e vista la potenza bruciare il bagaglio!
Arriva il momento della verità... il peso del bagaglio al check-in! Un vero incubo per ogni subacqueo che deve far stare tutta l'attrezzatura entro i 20 kg. per non pagare sovrattasse di decine di euro.Metto il trolley sul nastro pesa bagagli... 22 kili! Fiuuu... un paio di kg me li abbonano!Mentre ho saputo che chi ha preso il volo da Venezia ha trovato un addetto molto fiscale e ha dovuto pagare 20 euro di sovrappeso.Arriviamo al Cairo e comincia la trafila della compilazione di visti di ingresso, visti di uscita, controllo passaporto, timbri vari, ri-controlla il passaporto, aspetta il volo per il Sudan, ri-controllo bagagli, togli ogni cosa di metallo, passaggio attraverso metal detector improbabili, ri-controllo passaporto... una cosa infinita! sembra lo facciano apposta per tenerci occupati e farci passare la giornata!
Finalmente arriviamo all'areoporto di Port Sudan in tarda serata, con un paio d'ore di ritardo sull'orario previsto... prendiamo il bagaglio da un nastro trasportatore che sembra si muova grazie ad una manovella, ma il calvario non era ancora finito!Infatti cominciamo ad ammassarci su una stanza non piu' grande di 5 metri quadrati e aspettiamo che i bagagli di tutte le persone scese dall'aereo vengano aperte e controllate dai militari sudanesi.Tutti in coda, con un caldo afoso al limite del collasso, in attesa del proprio turno, per questo controllo che sa piu' di un pro-forma che altro.In quell'occasione ho visto l'uomo piu' nero che abbia mai visto... un militare che era nero come la pece, nessun riflesso marrone, anche il bianco degli occhi era grigio scuro!Caricano il tetto del pulmino con tutti i nostri bagagli e finalmente ci portano al porto, dove con un gommone raggiungiamo la nostra agognata meta.Salgo sulla goletta e subito me ne innamoro... tutta in legno, con luci calde e soffuse, musica lounge, sembra piu' di essere su un locale estivo dove prendere l'aperitivo, invece che su una goletta di 30 metri.
Una barca stupenda, come testimoniano le foto...I padroni di casa ci hanno preparato uno spuntino di crostini con pomodorini e dopo averci dato le principali istruzioni per la vita in barca e fatto conoscenza di tutti noi, abbiamo preso possesso delle nostre cabine e, sfiniti, siamo andati a dormire.