Digito Ergo Sum

LUCCA


Non ero mai stato a Lucca prima. Il caso ha voluto che passassi due giorni in questa città toscana proprio il giorno del mio 40esimo compleanno.
Oramai ho fatto praticamente un gemellaggio con la Toscana e l'arcipelago toscano... solo il weekend precedente ero a godermi il sole dell'Isola d'Elba dove ho fatto delle immersioni, poi nuovamente sulla Firenze-Mare alla volta di Lucca.A Lucca ho notato, oltre ai bastioni delle mura che circondano completamente la città, una discreta invasione di turisti inglesi ed americani.Non c'era locale o trattoria dove non si fosse circondati da persone che parlavano lingue diverse.
In fin dei conti Lucca, a differenza di altre città come Pisa, Firenze, ecc., non ha un monumento, una piazza famosa o una chiesa particolare, forse la Torre di Guinigi e la Piazza dell'Anfiteatro , oltre alle vaste mura, eppure è molto visitata, forse più per la vitalità dei vari negozietti di artigiani disseminati lungo il dedalo di viuzze medievali.In questi due giorni ne ho approfittato per visitare una mostra di un centinaio di bellissime foto naturalistiche a Palazzo Guinigi e la scultura di Ilaria del Carretto nella Cattedrale romanica di San Martino.
"Ma chi era questa donna? Nessuna indicazione sul sarcofago ci viene in aiuto, anche se, a quanto si sa, una scritta un tempo c’era. Gli studiosi, comunque, l’hanno concordemente identificata con la marchesina Ilaria del Carretto, seconda delle quattro mogli di Paolo Guinigi, sposata giovanissima nel 1403 e morta di parto soltanto due anni dopo, l’8 dicembre 1405; una fine che era sin troppo normale per le donne dell’epoca. Paolo, ricchissimo e incontrastato signore di Lucca per oltre trent’anni, le fu molto affezionato. E non esitò a chiamare subito un grande scultore come Jacopo della Quercia per realizzare un monumento funebre che ancor oggi desta la meraviglia di ogni visitatore. Fu probabilmente lui a volere quella figura di cane, accovacciata ai piedi di Ilaria, quale simbolo della fedeltà di sua moglie."
La sera del primo ottobre era d'obbligo festeggiare il mio compleanno con una cena agli aromi toscani, pertanto non ho saputo resistere ad un piatto di tagliolini al burro con scaglie di tartufo, un filetto di cinta senese alla crema di tartufo, un ottimo immancabile Brunello di Montalcino e, per concludere, una mousse di cioccolato fondente accompagnata da un bicchiere di Recioto della Valpolicella, quasi a suggellare il gemellaggio Toscana-Veneto!Tra l'altro, a fine serata, il sommelier, vedendomi molto interessato al suo apribottiglia tascabile che difficilmente si riesce a trovare in commercio, me l'ha regalato, rendendomi ancora più felice!Ovviamente non potevo tornare a casa senza un ricordino, pertanto ho comprato una confezione di ragù di Chianina ed un olio aromatizzato al tartufo bianco!