"Anni prima dell'avvento del Grande Fratello, proposi all'allora direttore di rete Guglielmi un programma quasi identico. Ovvero mettere in un luogo chiuso un gruppo di studenti che dovevano ideare nuovi programmi tv e che a un certo punto diventavano loro stessi il programma televisivo. E questo prima del format Endemol. Tutto doveva partire con brevissimi spot nei quali si vedevano sole le facce di questi ragazzi senza alcun commento. Fu davvero un'occasione persa. E pensare che, da lì a qualche anno, quel genere di tv diventò proprio ciò che il servizio pubblico non doveva fare"Clamorosa rivelazione da parte di Enrico Ghezzi, l'autore del mitico programma di Rai Tre, Blob.Tuttavia, a parte il non trascurabile aspetto delle telecamere fisse 24 ore su 24 sui ragazzi che sarebbero stati coinvolti nel progetto televisivo, l'idea non appare esattamente paragonabile alla geniale intuizione del Grande Fratello, di far vivere in cattività un gruppo di ragazzi costantemente spiati dall'inflessibile occhio della tv. E poi non è chiaro se il tutto si sarebbe tradotto in riprese nascoste a mo' di candid camera o con la consapevolezza degli autori-attori.Mi soffermerei di più sull'amara considerazione finale di Ghezzi, quando constata che il servizio pubblico televisivo ha fatto poi suo il genere dei reality show che non dovrebbe appartenergli.
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