Junelogia

Post N° 2


Quanti muri invisibili ancora da abbattere!La mattina del 13 agosto 1961 i berlinesi si svegliarono e trovarono lungo le strade della città recinzioni di filo spinato, blocchi di cemento anti carro armati e barricate: erano le prime avvisaglie dell’infame muro che sarebbe stato poi eretto per dividere la zona est dalla zona ovest della città; il Muro di Berlino, uno dei tanti biechi e infelici simboli del comunismo in EuropaL’operazione di erezione del muro mirava ad arginare l'esodo dei cittadini della RDT verso la RFT.Più di 160 km di “muro” hanno diviso in due Berlino, tagliando oltre 190 strade.Nel 1972 quel muro venne ancora nuovamente rafforzato, dotato di ostacoli insormontabili e di armi a sparo automatico che uccidevano i fuggitivi senza bisogno dell'intervento  delle guardie di confine.Varcare quel muro divenne una impresa impossibile, che dal 1961 al 1989 costerà la vita a un centinaio di berlinesi che hanno tentato di varcarlo.Un muro infame costruito per spaccare in due una città e dividere una popolazione che parlava la stessa lingua, aveva gli stessi costumi ed usi, e che in una notte venne divisa in due, e con tale divisione vennero separate famiglie che non ebbero mai più la possibilità di rivedersi e riunirsi.Il muro della vergogna è stato demolito il 9 novembre 1989, dopo che i cittatini di berlino est e di Berlino ovest, mossi da ribellione spontanea abbatterono definitivamente quel simbolo di oppressione.La sua caduta segna anche la caduta dell’Urss e dei suoi regimi satelliti nell’Europa dell’Est.Il muro è scomparso, ma i segni di quella divisione rimangono ancora, nel cuore di chi lo ha dovuto subire; in una città dove in muri e palazzi la storia ancora grida.Peccato che molti filosovietici di casa nostra -che alle loro feste canticchiano ancora "viva il comunismo e la libertà"- fatichino a ricordare la caduta del muro di Berlino, che aveva molto di comunismo e niente di libertà.Scorrendo qualche libro di storia che tratta di questo periodo della storia tedesca ed europea, ho avuto la sensazione di trovarmi in autostrada mentre un ubriaco guida contro mano. Nel testo di storia ed economia per licei,  “Stato giuridico - Stato economico”, scritto nel 2004 dagli emeriti professori  Luciano Gallino  e Ivana Vitrotto (che hanno al loro attivo una ventina di libri di testo) potrete leggere come viene descritta l’erezione e la successiva caduta del muro: “I paesi vincitori si spartirono il territorio tedesco in quattro settori e la città di Berlino avrebbe dovuto essere posta sotto il controllo sovietico, in quanto collocata nella parte orientale della Germania. Tuttavia, a causa del ruolo fortemente simbolico rivestito dalla capitale, le potenze occidentali nel 1961 riuscirono ad attuare il proposito di separare materialmente la città in due zone con la costruzione di un muro che segnasse il confine tra il sistema capitalistico dell'ovest e l'economia socialista dell'est. Soltanto il 9 novembre 1989, il presidente della Germania orientale Krenz, d'intesa con il presidente russo Gorbaciov, annunciò la demolizione del Muro e la riunificazione delle due Germanie».Sarò anche (come donna non di sinistra) analfabeta e ignorante, come sostengono  i profeti della sinistra dura e pura quando qualificano l’intelligenza come patrimonio esclusivo delle menti di sinistra; saremo anche nel paese delle mezze verità, come gridano Fabri Fibra e Gianna Nannini, ma da lì a bermi il falso ideologico (smentito da foto, documenti e  migliaia di testimonianze di chi c'era) che il muro di Berlino lo hanno costruito gli occidentali e demolito i sovietici, questo proprio la mia poca intelligenza non lo riesce a ingoiare, figuriamoci a digerire.Raccontare in modo deformato la verità per vizio e pregiudizio ideologico non rende giustizia nè a coloro cui è narrata (per lo più giovani studenti facilmente influenzabili, se non addirittura indotrinabili), nè a coloro che la riportano, nè alla Verità stessa.Di muri da abbattere, seppure invisibili, ve ne sono dunque ancora troppi.Primo tra tutti quello della malafede ideologica.June