Junelogia

Cavalcando il ronzino dell'antirazzismo d'accatto


Si è svolta sabato scorso a Milano una manifestazione antirazzista organizzata per esprimere solidarietà alla famiglia di Abdul Guibre, il diciannovenne del Burkina Fasu ucciso a sprangate a Milano da due gestori di un bar in cui il giovane aveva rubato dei biscotti.La manifestazione antirazzista è stata appoggiata anche dalla sinistra antagonista e dai centri sociali, che hanno visto in essa l'occasione per dare addosso allo stato razzista e alla Milano razzista, avendo già emesso la sentenza sommaria che questo omicidio sia avvenuto per abietti motivi di razza, senza minimamente tenere in considerazione il magistrato che ha escluso il movente razzista.All'interno della manifestazione ci sono state un centinaio di persone che oltre a non dimostrarci cosa sia l'antirazzismo, nè cosa ci facessero essi a quell'appuntamento, ci hanno però dato una dimostrazione di cosa sia la violenza gratutia.Un centinaio di persone hanno oltrepassato il cordone della polizia, ed hanno dato libero sfogo a quel pacifismo che, nella loro visione del mondo, si concretizza nel fare guerriglia urbana.Si sono messi a lanciare bottiglie, una delle quali ha colpito un operatore di skyHanno divelto cartelli stradali e bidoni dell'immondizia. Hanno imbrattato tram e muri di ogni genere di scritta.Hanno sfasciare moto e auto che trovavano sul loro passaggio.Forse quegli sfortunati passanti che hanno dimenticato di levare dalla strada la moto e l'auto erano razzisti? Magari erano brave persone che avevano lasciato i loro mezzi in quella via per andare al lavoro. Che colpe avevano per vederseli distrutti ad opera di prepotenti?Forse che una moto o un'auto sono status simbol di razzismo e come tali meritevoli di distruzione?"Non rovinate la nostra manifestazione", gridava sabato lo zio di Abdul, alla vista dei violenti che hanno deposto l'antirazzismo teorico per darsi alla violenza pratica. E ieri i familiari di Abdoul Guibre hanno chiesto scusa a Milano per gli episodi di violenza registrati durante il corteo di sabato scorso.Che senso ha sfilare contro il razzismo usando gli stessi metodi di coloro contro cui si sfila?Due uomini scellerati e violenti hanno preso a calci e sprangate un ragazzo fino ad ucciderlo. Un centinaio dei tanti dimostranti accorsi a Milano per manifestare contro questi due assassini e contro il razzismo hanno preso a calci e pugni tutto quanto trovavano sulla loro strada. Non hanno ammazzato nessuno a sprangate (ci mancherebbe altro!) ma hanno dimostrato di essere anch'essi capaci di calci, pugni e atti di devastazione.Forse che questi sobillatori di professione, ben travisati dietro il paravento dell'antirazzismo,  pensano che l'uso della violenza sia illecito per gli altri e lecito per se stessi?Dare libero sfogo alla violenza in un corteo nato con l'intento (anche se non per tutti) di condannare la violenza e far riflettere sulla stessa,  non fa che snaturare il significato di quel dimostrare.Coloro che sabato si sono lasciati andare a bieca e cieca violenza non sono antirazzisti!Sono miseri fantini che cavalcano il ronzino dell'antirazzismo per costruire gli stessi scenari che essi stessi condannano e per seminare altro odio, oltre quello razziale, di cui questo paese non ha bisogno.Questi antirazzisti d'accatto evitino pure di spacciarsi per pacifisti e antirazzisti.Sono meno credibili dell'ematofago Dracula che, per farci credere di aver cambiato bevanda, decide di farsi vedere all'oktoberfest.