Se Icaro fosse stato meno sfrontato e avesse considerato che il suo obiettivo primario era fuggire dal Labirinto di Minosse in cui era rinchiuso e non puntare dritto al sole, avrebbe di certo evitato di lasciarsi tentare dall’altezza.Ma l’ebbrezza di volare, inorgoglito dalla gente dabbasso che lo guardava e lo credeva un nume sceso dall’Olimpo, gli fu fatale: lo spinse sempre più in alto, verso il sole, che gli sciolse le ali di cera e lo fece precipitare rovinosamente in mare.E per restare in tema di volo, se il nostrano Epifani, leader della Cgil, avesse tratto auspicio dal mito greco di Icaro e avesse stimato che uno degli obiettivi primari dei dipendenti Alitalia, adesso come adesso, non è quello di contrattare migliori condizioni di lavoro, ma di riuscire a tenersi stretto un lavoro, probabilmente sarebbe stato meno irresponsabile ed avrebbe evitato di far fallire le trattative tra la cordata italiana e i sindacati e risparmiato alla nostra compagnia di bandiera la triste fine e i guai sociali cui essa andrà incontroMa Epifani ha provato a giocare al rialzo, ha tirato la corda fino ad un istante prima che si concludesse l'ultimatum di Colaninno per poi decidere di non firmare l'accordo con Cai. Al nostrano Icaro non bastava far uscire vivi dal pantano Alitalia 20 mila lavoratori, ma voleva osare di più. Inebriato dalla velocità che le ali Alitalia gli offrivano ha osato volare verso il sole, forte della convinzione che l'Anpac gli avrebbe fatto da schermo. Doveva puntare in alto e farsi paladino della casta dei piloti, i poveri piloti che lavorano in un mese quanto un povero dipendente lavora in una settimana e percepiscono uno stipendio (o vitalizio?) di circa 120.000 euro all'anno. Quei poveri piloti che oggi, in attesa che qualcuno risolva la loro situazione si dedicano ai tornei di golf. E intanto Alitalia ha le ore contate e a breve l'Enac potrebbe revocarle la licenza di volo.Il commissario straordinario, Fantozzi,ha messo sul mercato la compagnia aerea, con un'asta online che terminerà il 30 settembre.Dipendenti e piloti si dividono in due fronti: il fronte del "si", di coloro che cioè vorrebbero fosse accettata l'offerta Cai (e sono gli affiliati Cisl, Uil, e Ugl) e il fronte del "no", ossia l'ala dura dei piloti, che non hanno sottoscritto il piano Cai (Anpac, Unione Piloti, Avia e Sdl).Questi ultimi hanno ieri annunciato di voler partecipare all'acquisto di Alitalia con loro tfr, di essere pronti a dar vita a una cordata, accorpandosi con qualche compagnia straniera. Ma quale vettore straniero potrebbe essere interessato a rilevare una compagnia al momento ingestibile?Per di più il presidente di Anpac, Fabio Berti, ha dichiarato ieri ai microfoni di sky che lo stress cui sono sottoposti i piloti potrebbe causare incidenti in volo. Oggi lo stesso si smentisce, rassicura i passeggeri che nel paventare possibili incidenti si riferiva a scenari futuri e non al presente. Eppure a me, che ho seguito bene quell'intervista, pareva fosse meno futurista di quanto si profili oggi.Epifani oggi si dice disposto a ridiscendere dal firmamento cui aveva puntato e tornare al tavolo delle trattative.Certo, che altro potrebbe fare per salvare almeno l'immagine? Dichiarare di aver agito in modo irresponsabile e di non aver voluto firmare l'accordo Cai solo per motivi politici e non per scelte sindacali?Riconoscere di aver messo a repentaglio, col suo tira e molla, decine di migliaia di posti di lavoro solo per fare uno sgarro al governo Berlusconi e prendersi una rivincita su di lui dopo la sconfitta elettorale della scorsa primavera?Ammettere di aver trascurato che la Cgil è un sindacato di classe per trasformarla in sindacato di casta?E' in gioco la sua credibilità...e le sue ali (o, in linguaggio più comune, le sue penne).Adesso che tenta di ridiscendere di quota, il rischio è quello di cadere in mare, di inzupparsi le ali e non poter più risalire. Pochissimi mortali, da sotto, lo vedono come un nume dell'Olimpo, e, a considerare i sondaggi, la maggior parte degli italiani sono imbufaliti con la Cgil, con piloti ed affini e coi loro privilegi.Icaro...l'hybris, la megalomania, l'ambizione smisurata.Epifani... una rivisitazione di Icaro in chiave moderna.Lascio a voi la fantasia di individuare anche chi potrebbe essere il personaggio cui attribuire il ruolo di Dedalo, l'impulsivo, egocentrico e invidioso padre di Icaro, che, stanco della prigionia nel labirinto (di stare all'opposizione?) e desideroso di tornare ad Atene (al governo?) costruì le ali sventurate del figlio guidandolo verso la distruzione.
Epifani: rivisitazione di Icaro in chiave moderna
Se Icaro fosse stato meno sfrontato e avesse considerato che il suo obiettivo primario era fuggire dal Labirinto di Minosse in cui era rinchiuso e non puntare dritto al sole, avrebbe di certo evitato di lasciarsi tentare dall’altezza.Ma l’ebbrezza di volare, inorgoglito dalla gente dabbasso che lo guardava e lo credeva un nume sceso dall’Olimpo, gli fu fatale: lo spinse sempre più in alto, verso il sole, che gli sciolse le ali di cera e lo fece precipitare rovinosamente in mare.E per restare in tema di volo, se il nostrano Epifani, leader della Cgil, avesse tratto auspicio dal mito greco di Icaro e avesse stimato che uno degli obiettivi primari dei dipendenti Alitalia, adesso come adesso, non è quello di contrattare migliori condizioni di lavoro, ma di riuscire a tenersi stretto un lavoro, probabilmente sarebbe stato meno irresponsabile ed avrebbe evitato di far fallire le trattative tra la cordata italiana e i sindacati e risparmiato alla nostra compagnia di bandiera la triste fine e i guai sociali cui essa andrà incontroMa Epifani ha provato a giocare al rialzo, ha tirato la corda fino ad un istante prima che si concludesse l'ultimatum di Colaninno per poi decidere di non firmare l'accordo con Cai. Al nostrano Icaro non bastava far uscire vivi dal pantano Alitalia 20 mila lavoratori, ma voleva osare di più. Inebriato dalla velocità che le ali Alitalia gli offrivano ha osato volare verso il sole, forte della convinzione che l'Anpac gli avrebbe fatto da schermo. Doveva puntare in alto e farsi paladino della casta dei piloti, i poveri piloti che lavorano in un mese quanto un povero dipendente lavora in una settimana e percepiscono uno stipendio (o vitalizio?) di circa 120.000 euro all'anno. Quei poveri piloti che oggi, in attesa che qualcuno risolva la loro situazione si dedicano ai tornei di golf. E intanto Alitalia ha le ore contate e a breve l'Enac potrebbe revocarle la licenza di volo.Il commissario straordinario, Fantozzi,ha messo sul mercato la compagnia aerea, con un'asta online che terminerà il 30 settembre.Dipendenti e piloti si dividono in due fronti: il fronte del "si", di coloro che cioè vorrebbero fosse accettata l'offerta Cai (e sono gli affiliati Cisl, Uil, e Ugl) e il fronte del "no", ossia l'ala dura dei piloti, che non hanno sottoscritto il piano Cai (Anpac, Unione Piloti, Avia e Sdl).Questi ultimi hanno ieri annunciato di voler partecipare all'acquisto di Alitalia con loro tfr, di essere pronti a dar vita a una cordata, accorpandosi con qualche compagnia straniera. Ma quale vettore straniero potrebbe essere interessato a rilevare una compagnia al momento ingestibile?Per di più il presidente di Anpac, Fabio Berti, ha dichiarato ieri ai microfoni di sky che lo stress cui sono sottoposti i piloti potrebbe causare incidenti in volo. Oggi lo stesso si smentisce, rassicura i passeggeri che nel paventare possibili incidenti si riferiva a scenari futuri e non al presente. Eppure a me, che ho seguito bene quell'intervista, pareva fosse meno futurista di quanto si profili oggi.Epifani oggi si dice disposto a ridiscendere dal firmamento cui aveva puntato e tornare al tavolo delle trattative.Certo, che altro potrebbe fare per salvare almeno l'immagine? Dichiarare di aver agito in modo irresponsabile e di non aver voluto firmare l'accordo Cai solo per motivi politici e non per scelte sindacali?Riconoscere di aver messo a repentaglio, col suo tira e molla, decine di migliaia di posti di lavoro solo per fare uno sgarro al governo Berlusconi e prendersi una rivincita su di lui dopo la sconfitta elettorale della scorsa primavera?Ammettere di aver trascurato che la Cgil è un sindacato di classe per trasformarla in sindacato di casta?E' in gioco la sua credibilità...e le sue ali (o, in linguaggio più comune, le sue penne).Adesso che tenta di ridiscendere di quota, il rischio è quello di cadere in mare, di inzupparsi le ali e non poter più risalire. Pochissimi mortali, da sotto, lo vedono come un nume dell'Olimpo, e, a considerare i sondaggi, la maggior parte degli italiani sono imbufaliti con la Cgil, con piloti ed affini e coi loro privilegi.Icaro...l'hybris, la megalomania, l'ambizione smisurata.Epifani... una rivisitazione di Icaro in chiave moderna.Lascio a voi la fantasia di individuare anche chi potrebbe essere il personaggio cui attribuire il ruolo di Dedalo, l'impulsivo, egocentrico e invidioso padre di Icaro, che, stanco della prigionia nel labirinto (di stare all'opposizione?) e desideroso di tornare ad Atene (al governo?) costruì le ali sventurate del figlio guidandolo verso la distruzione.