Junelogia

Alcune riflessioni intorno al decreto Gelmini


Ieri la Camera dei Deputati si è pronunciata favorevolmente alla fiducia chiesta dal Governo sul decreto del Ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, sulla riforma della scuola.Sul decreto è stata posta la fiducia per motivi tecnici, ossia per evitare che il decreto, prossimo a scadere (il 31 ottobre) divenga bersaglio dell'ostruzionismo dell’opposizione, finalizzato non a migliorare il decreto stesso, ma solo ad ostacolarne l’iter approvativo, in considerazione del fatto che il decreto deve ancora essere esaminato dal Senato.Sinceramente, spero che si faccia sempre meno ricorso alla decretazione d’urgenza, consentendo al Parlamento un ampio dibattito su tutte le questioni politiche da affrontare, che possa portare a norme sempre migliori e condivise. E mi auguro che i decreti attuativi che nei prossimi anni dovranno mettere in atto in concreto la riforma Gelmini siano frutto di un concerto di intenti tra maggioranza ed opposizione.Se si tratta di dire che il ricorso al voto di fiducia limita il dibattito parlamentare, non fatico ad ammetterlo; ma se questa argomentazione vuole essere sono un appiglio cui un’opposizione dai programmi politici sbiaditi si aggrappa per dare addosso a qualsiasi iniziativa il governo intende intraprendere, allora proprio non lo tollero.Che le anime riverginate della sinistra politica strumentalizzino il decreto Gelmini lo dimostra il gran vociare che fanno sul Parlamento delegittimato dal voto di fiducia apposto al provvedimento.Tutte queste nobili voci se ne stavano ben zitte quando l’ultimo Governo Prodi imbavagliava il Parlamento a colpi di fiducia. E quel ricorrere alla fiducia non era solo dovuto alla legge elettorale che penalizzava l'Unione in Senato, ma al fatto che quella coalizione era formata da anime così eterogenee che non riuscivano neppure a concordare sul programmi di governo che avevano preventivamente sottoscritto.E a proposito del vociare che oggi si fa a sinistra sul ricorso al voto di fiducia, vorrei ricordare un episodio chè è significativo del rispetto che il Governo Prodi e il centro sinistra avevano per il dibattito parlamentare che oggi dicono limitato: il 27 giugno 2006 il governo Prodi decise di porre la fiducia in Senato sul decreto cd mille proroghe  e su quello sullo spacchettamento dei ministeri.In quella occasione l’opposizione di centro destra chiese, prima della fiducia, che fosse discussa e votata la pregiudiziale di costituzionalità (cosa prevista dal regolamento per convincere la maggioranza a dimostrare che ha i numeri), ma il Presidente del Senato, Marini, vittima sacrificale di un Prodi presuntuoso e arrogante, impedì che la stessa fosse votata. Impedì al senatore Schifani di parlare, zittì il senatore Malan che invocava il rispetto del Regolamento (art. 93) e diede al parola a Vannino Chiti, Ministro per i rapporti con il Parlamento.Eppure quei politici di sinistra che oggi tuonano contro la fiducia al decreto Gelmini, paiono essersi scordati che allora se ne stettero bene zitti, servi servili di un governo aggrappato con unghie e denti alla poltrona. Se guardiamo ai resoconti stenografici di quella giornata si legge ad un certo punto l'allora presidente del Senato Marini che dice: “Senatore Malan, la censuro e la espello dall'Aula. (Applausi dal centro-sinistra)".Sì! avete letto beneIl moderato Marini voleva censurare un senatore che invocava il rispetto del regolamentoE il centro sinistra applaudiva.La sinistra avrebbe dovuto vergognarsi e invece era plaudente e fautrice non solo della fiducia, ma anche della violazione dei regolamento.Chi nel centro sinistra allora inneggiava ad un presidente del Senato che toglieva la parola all'opposizione per una semplice pregiudiziale, con quale faccia di latta ha il coraggio oggi di parlare di un governo che imbavaglia il Parlamento?Il giornalismo di accatto di sinistra, riportando la vicenda, invece che parlare di violazione dei diritti minimi dell'opposizione, parlò addirittura di golpe della destra eversiva.Eppure era un precedente senza paragoni.Nessun governo della Repubblica aveva mai osato ignorare la pregiudiziale. Nessun governo aveva mai violato il regolamentoNessun governo aveva mai violato i diritti minimi dell’opposizione.Ben venga dunque il dibattito parlamentare e ben vengano le leggi prodotte secondo l'iter legislativo ordinario.Ben vengano le critiche al ricorso alla decretazione d'urgenza e alla fiducia.Ma le critiche puritane di chi oggi predica bene e ieri razzolava male suonano molto di stonato.Intorno alla riforma della scuola, poi, constato tristemente come si strumentalizzino gli studenti per fare mera propaganda politica e lanciare attacchi ad un governo da parte di una opposizione che non è capace di essere propositiva ma solo barricadera.E che sia così lo dimostrano le aggressioni verbali al ministro Gelmini -accusata di essere il killer della scuola- le minacce di sciopero generale e gli inviti alla resistenza ad oltranza ed il portare alle manifestazioni di piazza anche gli scolari delle elementari.Ben vengano le critiche ai contenuti della Gelmini, ma per farle non c'è bisogno che politici, insegnanti e genitori usino i bambini come spot, mandandoli ai cortei a portare striscioni con scritte di cui nemmeno conoscono il significato.Ma la loro presenza rende più incisiva, visivamente, la protesta e per questo i genitori politicizzati fino al midollo se li portano e li fanno sfilare in pole position. Quelli stessi gentori che magari si strapperebbero le vesti per lo sdegno e parlerebbero di manipolazione dell'infanzia, se vedessero un bambino ad un programma tv. Non dubito che politici, insegnanti e genitori di sinistra scendano nuovamente in piazza con al collo cartelli anti Gelmini.E molti genitori, dandoci un esempio di grande educazione, andranno a manifestare portando con sè i figli ("beata innocenza!), ai quali per l'occasione chiederanno di lasciare a casa le figurine dei pokemon per portare tra le mani il santino della Gelmini e la preghiera "beata ignoranza" che i suoi delatori le hanno dedicato: uno storpiamento dell'Ave Maria (che c'entra poi la Madonna con la scuola?)Del resto, in mancanza di argomenti seri vanno bene anche veline e tronisti.June