Junelogia

Quei moralisti dalla favella facile....


Ieri il Tribunale di Roma ha condannato in primo grado il giornalista Marco Travaglio a 8 mesi di reclusione (pena sospesa) e 100 euro di multa per diffamazione ai danni di Cesare Previti, in relazione ad un articolo pubblicato dal settimanale «L’Espresso» il 3 ottobre del 2002 dal titolo: «Patto scellerato tra mafia e Forza Italia. Un uomo d’onore parla a un colonnello dei rapporti di Cosa Nostra e politica. E viene ucciso prima di pentirsi "L'uomo d'onore che parlò di rapporti tra mafia e Forza Italia era certo Luigi Ilardo, ucciso poi nel 1996.Il colonnello che avrebbe raccolto le dichiarazioni di Ilardo è certo Michele Riccio, poi coinvolto in un processo per presunto pilotaggio di bliz antidroga.Travaglio nel suo articolo riferisce stralci di un rapporto reso dal colonnello Riccio nel 2001, in cui lo stesso Riccio riferì di essere stato convocato nello studio dell'avvocato Taormina (che poi smentirà) insieme a Marcello dell'Utri e al tenente Camelo Canale, imputati per concorso esterno in associazione mafiosa, e in quell'occasione si disposero cose losche per scagionare dell'Utri. Riccio scrisse anche, nel rapporto, che in quell'occasione fu presente anche Previti.La presenza di Previti a quella riunione (anche se Riccio disse che Previti non era presente al momento dei discorsi su dell'utri... ma Travaglio questo si guardò dallo scriverlo) fece scrivere a Travaglio, nell'articolo per cui è stato condannato, che l'ombra di Previti si allungava dunque su traffici giudiziari, patti con Cosa Nostra e regie superiori ed occulte.Questi sono a grandi linee i punti dell'articolo di Travaglio  che gli sono costati la condanna per diffamazione ed anche al risarcimento danni di 20 mila euro a Previti.Il tribunale di Roma ha condannato anche Daniela Hamaui, direttore responsabile del settimanale l'Espresso, a 5 mesi e 75 euro di multa. Io non sono tra coloro che magari oggi ridono di questa condanna, o che dicono che da oggi vale anche per lui "Parlamento pulito", nonostante non nutra alcuna ammirazione verso Travaglio, e verso i suoi sillogismi eristici degni dei peggiori demagoghi. E l'articolo incriminato, come pure il sillogismo Schifani, ne sono esempi lampanti.Non mi interessa parlare di questa condanna!Primo perchè sono garantista e non trovo giusto puntare il dito su un uomo condannato da una sentenza di primo grado che magari verrà sconfessata nel grado successivo di giudizio.E poi perchè nel mondo giornalistico, specie quando si scrive di politica, è quasi naturale ricevere denunce per diffamazione.Quello su cui voglio soffermarmi un attimo è stata la dichiarazione che Travaglio ha rilasciato ieri al Corriere della Sera, dopo aver appreso della sentenza del giudice monocratico romano che lo condannava:"Vista l’entità della pena (100 euro) mi conveniva fare un falso in bilancio".Tale affermazione,  che farà sicuramente ridere i travaglini doc,  la giudico di una pochezza senza pari in bocca ad un maestro di moralità. Se un moralista, quale Travaglio si crede, si compiace nel dire che  vista l’entità della pena (100 euro) gli conveniva fare un falso in bilancio, non scandalizziamoci se magari Pietro Maso -condannato a trent'anni di reclusione per aver trucidato i genitori e che ieri, dopo soli 17 anni di carcere, è stato ammesso al regime di semilibertà - oggi dovesse dire  : "Accidenti! Se avessi saputo che sarei uscito così presto di galera avrei potuto ammazzare anche le mie sorelle e non solo mamma e papà. Almeno adesso sarei libero ed unico erede".Poi, sempre nell'intervista al Corriere dice di Previti: "Ora ha trovato un giudice che gli ha dato ragione". Come se il giudice lo avesse scelto Previti. Bella considerazione della Magistratura. E io che credevo che Travaglio amasse i giudici e la Giustizia.Niente altro da aggiungere.June