Junelogia

Obama e Veltrobama


Da oggi gli Stati Uniti d'America hanno un nuovo Presidente, il senatore afro americano Barack Obama.Non è di lui che voglio parlare, anche se la sua elezione fa storia, perchè per la prima volta negli U.S.A un nero viene eletto alla Casa Bianca, incarnando l'american dream.Di Obama ne parlerò, se mai, in futuro, quando ne vedrò l'operato e potrò constatare la sua vera politica, specie economica ed estera.E dunque al nuovo Presidente degli U.S.A. ora come ora posso solo augurare un buon lavoro, specie in questo periodo di grave crisi economica.La vittoria di Barack Obama mi offre in realtà lo spunto per parlare di un politico di casa nostra che ha imitato (male) e fatto proprio lo stile Obama: il leader in penombra del governo ombra, Valter Veltroni.Veltroni è un tale ammiratore del neopresidente americano che in campagna elettorale per le politiche 2008 fece proprio il motto obamiano "yes, we can", e il discorso che pronunciò il 10 febbraio, quando aprì la campagna elettorale del Pd, in realtà fu una sorta di copia incolla del discorso di Obama fatto pochi giorni prima.Come Obama anche Veltroni affermava in campagna elettorale di essere il solo politico ad incarnare il cambiamento.Peccato che, mentre Obama è stato creduto, Veltroni non è parso credibile.E in ogni caso, dopo la sconfitta elettorale di aprile Veltroni ci ha dimostrato di non essere affatto l'homo novus (?) della vita politica italiana, ma come in lui riaffiori prepotentemente la vecchia identità comunista.Spero che oggi Veltroni abbia il senso del limite e, come dice bene il sindaco di Venezia, Cacciari, ci risparmi di dirci che egli somiglia ad Obama, perchè mai come oggi appare evidente agli occhi di tutti la differenza abissale tra i due: Obama ha vinto le elezioni, Veltroni no. E tuttavia la vittoria di Obama dà ossigeno a Veltroni, ed il motivo lo spiegava bene già un mese fa Antonio Luongo, deputato Pd e dalemiano doc: "Walter alza i toni, attacca Berlusconi e prepara la manifestazione di ottobre. Ma in realta' per ora la sua e' una linea del tutto attendista: sta aspettando il 4 novembre. Perche' se in Usa vince Mc Cain vuol dire che abbiamo chiuso, il ciclo conservatore e' blindato e Zapatero e' l'ultimo sopravvissuto. Ma se vince Obama si apre una stagione del tutto nuova. E con conseguenze importantissime anche per il nostro partito: Veltroni avra' un modello vincente di riferimento per il Pd che ha in testa, e a quel punto sara' molto difficile opporgliene un altro, piu' europeo". Che sia per questo che oggi il Pd abbia festeggiato con enfasi a piazza del Pantheon la vittoria di Obama? Un Pd in lite con l'alletato dell'Idv; un Pd che nel suo interno mostra le incrinature coi teodem, messi all'angolo. Ma tutto ciò viene in secondo piano rispetto all'intento di cercare un riscatto nella vittoria di Obama.Oggi veltroni ci dice: "Se il vento gira in America poi gira anche da questa parte".Peccato che per Veltroni il vento qui sia girato già ad aprile, anche se pare l'unico a non essersene accorto.A Veltroni l'augurio di somigliare davvero un giorno ad Obama.Ad Obama l'augurio di non somigliare un giorno a Veltroni.June