Junelogia

Obama ha già fatto il primo miracolo: in Italia...


Che la vittoria di Barack Obama nelle elezioni presidenziali U.S.A. abbia una portata storica nessuno lo esclude, se non altro perchè Obama è il primo uomo di colore a essere diventato Presidente degli Stati Uniti.Da lì a dire, a priori, che la sua vittoria rappresenti il nuovo mondo, il mondo che è cambiato -come dice l'intellighenzia di sinistra, di poltrona e di stampa- mi sembra un tantino temerario.Solo un paragnosta potrebbe dire, adesso, che Obama incarni un nuovo mondo senza ancora averlo visto concretamente all’opera.Si può auspicare che la sua politica fattiva vada nel senso di un vero rinnovamento e di un cambiamento globale.Si può sperare che Obama renda l’America migliore di quanto sia oggi, almeno in campo sociale ed economico.Si può cogliere dalla sua vittoria il messaggio positivo che "cambiare si può".Ma da una speranza desumere la certezza che Obama sia poi così diverso da Bush credo sia da illusi.E vaticinare addirittura che la vittoria di Obama segni in Italia la fine di Berlusconi, come ha dichiarato nei giorni scorsi D’Alema, mi sembra veramente misero.Almeno si aspetti l'effetto Obama. Si aspetti che inizi il suo mandato.Eppure la sinistra italiana si crogiola nella vittoria di Obama quasi che fosse la propria stessa vittoria, invece mancata.Un po' come un voyeur si accontenta di osservare gli altri fare sesso limitandosi a guardare dal buco della serratura.Addirittura la sinistra si indigna per Berlusconi che ha definito Obama "bello e abbronzato" (Berlusconi potrebbe risparmiarsi certe battute, specie sapendo come le sue parole siano vivisezionate da una sinistra che quanto all'abuso delle parole non ha rivali). A sinistra si temono conseguenze devastanti per questa frase di Berlusconi. Veltroni parla addirittura di  grave lesione dell'immagine e della dignità del nostro Paese. Cose che non ha mai detto quando alle manifestazioni di sinistra, alla presenza tollerante di parlamentari italiani,  si incendiavano bandiere americane definendole come "stracci che simboleggiano degli stati guerrafondai".Sono anche certa che se le presidenziali U.S.A. le avesse vinte Mc Cain, qualcuno in Italia a sinistra lo avrebbe chiamato nano tascabile. E molti, di rimando, ci avrebbero aggiunto altri aggettivi, come "vecchio", "claudicante", precisando che non si osasse mettere in discussione la sacralità della critica e della satira.Adesso però la sinistra di casa nostra è diventata paladina della correttezza e del rispetto dell'avversario, proprio lei che ha nel suo dna l'insulto e l'elogio dell'odio.Sarebbe molto più onesto se la sinistra dicesse di essere felice della vittoria di Obama perchè l'importante era che non vincesse un candidato repubblicano.Se  i parolai di sinistra avessero detto questo sarebbero stati molto più credibili di quanto non paiano oggi in veste di rossi a stelle e strisce che tributano ad Obama il dogma della infallibilità e della onnipotenza, quasi che fosse un nuovo Messia.Del resto in Italia la sinistra ci ha dimostrato, da ultimo nei due anni e mezzo di governo Prodi, che il bene del Paese era secondario rispetto all'obiettivo di non far tornare al potere Berlusconi. Ed è in nome di questo antiberlusconismo che anime eterogenee, laici e teodem, riformisti ed estremisti, si sono trovati a cozzare coi propri principi e votare a naso turato provvedimento contrari ai programmi con cui si erano presentati agli elettori, solo per scongiurare il pericolo di un ritorno al potere della destra. Con le conseguenze infauste di vedersi reietti dal panorama parlamentare.Però in Italia Obama già qualcosa di positivo lo ha prodotto, pur senza saperlo nè volerlo: ha tirato fuori l'americanismo dalla sinistra.A leggere ieri l'Unità, il Manifesto e Repubblica c'era da andare in iperglicemia per il diluvio di retorica e le parole melense su Obama e l'America, che un tempo queste testate preferivano chiamare dispregiativamente Amerika o Impero del Male, colorandola di aggettivi quali: fascista, arrogante, prepotente, guerrafondaia, razzista, ignorante.Vedere poi sulla prima pagina di tali quotidiani, accanto ad Obama, delle bandiere a stelle e strisce è stato il massimo della felicità per me.Eh si, perchè se devo essere sincera, a me schifava molto a certe manifestazioni di piazza organizzate dalla sinistra vedere dar fuoco alla bandiera degli Stati Uniti.Posso anche provare a capire (non giustificare) che bruciare la bandiera di uno Stato sia una manifestazione di pensiero e protesta contro il Governo di quello Stato. Ma in realtà sappiamo tutti molto bene che bruciare una bandiera di uno Stato è reato e, ancora di più, è una offesa ad un Popolo intero che in quella bandiera si riconosce.  Oltre che ad una indegnità per il Paese che tollera e talora fomenta quei gesti.Vedere in questi giorni sui quotidiani filo-sinistra la bandiera americana ed elogi ad Obama in stile mostarda di Cremona, mi ha fatto sperare che non vedrò più bruciare bandiere U.S.A e che non sentirò più le parole di dispregio che a sinistra si sono vomitate per decenni sugli Stati Uniti.E se questo è un effetto Obama (ma non credo lo sia) allora per me Obama ha già fatto molto.E, tanto per stare in tema di vaticini, che sia lui il Papa nero di cui parla Nostradamus?Per la sinistra italiana Obama è già un messia, sebbene sui generis: un messia plurilaureato, alto borghese e miliardario. Per la sinistra nostrana Obama è il Salvatore del mondo, già in odore di santità.E in effetti un miracolo in Italia Obama lo ha già compiuto (staremo a vedere per quanto): ha avuto il potere di far diventare gli ex comunisti di casa nostra tutti Americani.June