Junelogia

Elezioni trentine: vento che cambia e "Casini" in vista?


Ieri si sono svolte in Trentino le elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale e per l'elezione del Presidente della Provincia di Trento.Sono state elezioni piuttosto tormentate, vuoi per l'annullamento delle liste dell'Udc e vuoi per il clima di sospetto ingenerato dalle indagini della Procura di Trento (inchiesta Giano Bifronte) su una presunta tangentopoli trentina ("Magnadora") fatta di appalti pilotati, favoritismi, finanzamenti alla campagna elettorale di Dellai, Presidente uscente e riconfermato in questa tornata elettorale.Lorenzo Dellai, candidato del Pd, ha vinto staccando di oltre venti punti il candidato leghista, Sergio Divina, sostenuto dal centro destra.Un risultato che deve far riflettere il Pdl sulla necessità di rappresentarsi, anche nelle Autonomie, con la stessa incisività che l'ha portato alla vittoria alle politiche nazionali.Commentando il risultato del voto in Trentino, il leader del Pd, Valter Veltroni, ha dichiarato che il successo del Pd a Trento ha una "valenza politica nazionale", e rappresenta "una grande sconfitta del popolo della libertà... un dato che deve far riflettere e che si inserisce in un mutato clima politico e sociale dell'Italia nei confronti del Governo Berlusconi... una conferma che il vento in questo paese sta cambiando ". Ultimamente il nocchiero Veltroni pare ossessionato dal vento che cambia. Che il Pdl abbia perso voti in Trentino rispetto alle precedenti amministrative del 2003 è un dato di fatto, ma è veramente ingannevole far passare un dato locale per un dato nazionale.Intanto Dellai ha vinto in Trentino contando su una coalizione formata da Pd, Idv, Verdi, e da una formazione politica personale, alleata con gli autonomisti del Patt. Inoltre poteva contare sull'appoggio dell'Udc, che causa l'annullamento delle sue liste, ha dato indicazione di voto per Dellai, a prezzo di perdere per strada alcuni candidati passati al Pdl.La coalizione facente capo a Dellai si attesta intorno al 40% complessivo dei consensi e dunque se anche le elezioni trentine fossero lo specchio di quelle politiche, un 40% non rappresenta la maggioranza degli italiani.Inoltre, facendo un confronto con le precedenti provinciali, non vedo cosa abbia poi il Pd di cui gioire. Ed il confronto con le amministrative è inevitabile, perchè è con le amministrative che si fa il confronto, se si vuole essere corretti.Dunque se raffronto le due consultazioni amministrative trentine, quella del 2003 e quella attuale, rilevo che:Nel 2003 Dellai fu eletto con il 60,82% dei voti, contro i 57% di oggi.E si deve considerare che oggi Dellai è appoggiato dall'Udc (che nel 2003 sosteneva il candidato del centro destra)  e dall'Idv (che nel 2003 correva da sola). Invece il candidato di centro destra, allora Carlo Andreotti, nel 2003 prese il 30,67% dei voti, contro il 36% del candidato di centro destra di oggi: Sergio Divina. Non occorre essere un contabile per calcolare che rispetto al 2003 la coalizione facente capo a Dellai ha perso consensi per una percentuale di circa il 4%, mentre la coalizione facente capo al centro destra ha preso consensi per una percentuale del 6%.Se passiamo a guardare i voti di lista ci accorgeremo che, rispetto alle consultazioni precedenti, molti voti sia del Pd che del Pdl sono finiti al Patt e alla Lega (che dal 6% è arrivata al 14%)Dunque, da qui a parlare di vento che cambia nella direzione del Pd, come dichiara tronfio il nocchiero Veltroni, ce ne corre.Che il vento che cambia sia, per Veltroni, Casini?A sentire le dichiarazioni odierne di alcuni esponenti Pd si direbbe di sì.L'accoppiata vincente Pd-Udc alle provinciali trentine ha creato euforia all'interno di un Pd nato per correre da solo e che ora, invece, considera l'alleanza con Casini come "l'unico modello con il quale il Pd può vincere anche a livello nazionale": parola di Enrico Letta.Una alleanza con l'Udc è invocata ora anche da Fioroni e perfino dal redivivo Rutelli, che pareva essere stato relegato nella soffitta del Pd, ma oggi, sentendo odore di "Casini", è tornato a far sentire la propria voce, dichiarando che la strada per il futuro è "un'alleanza di nuovo conio anche a livello nazionale".Considerato che Casini e l'Udc oggi rivestono il ruolo di un alleato prezioso per il Pd, non dubito che a sinistra si smetterà perfino di sputare accuse feroci addosso all'Udc Cuffaro.Non si sa mai che alla prossime elezioni locali siciliane Cuffaro voti Pd.June