E ORA AMICI VEDIAMO ISINGOLI VIZI CAPITALI AD UNO AD UNO......INIZIAMO DALLA A......COME ACCIDIA...L'accidia è il male del nostro tempo. Si manifesta attraverso la noia, l'indifferenza, l'afflizione, e attraversoquello scoraggiamento che ci inducea lasciare perdere di fronte alledifficoltà... L'accidia consiste cioè nella paura diaffrontare la vita con le sue frustrazionie le sue prove, e nella fuga di fronte anoi stessi e a ciò che percepiamo comevuoto. Chi è in preda all'accidia ènell'impossibilità di fare scelte durature,e ricerca emozioni sempre diverse, come se proiettasse la propria felicità in un altrotempo o in un altro luogo. Le manifestazioni più gravi dell'accidia vanno dalle svariate forme di depressioneche spesso rovinano l'esistenza di tanti giovani, alle manifestazioni psicosomatichecome l'anoressia e la bulimia, che rivelanoun disagio molto profondo. L'accidia insomma è inscindibilmente legataalla nostra condizione umana.Accidiadisiniteresse per il presente e mancanza di prospettive per il futuroIl termineIl termine, nel greco classico, designa la negligenza, l'indifferenza, la mancanza di cure e di interesse per una cosa. Designa inoltre l'abbattimento, lo scoraggiamento, la prostrazione, la stanchezza,la noia e la depressione dell'uomo di frontealla vita.É lo smarrimento estremo: si produce unostato d'animo che intacca e rischia di disorientare tutto ciò che raggiunge.Due conseguenze tipiche sono l'instabilità e il disprezzo per gli impegni della propriavita.L'uomo non padroneggia più la vita; le vicende lo avviluppano inestricabili, ed eglinon sa più vederci chiaro. Non sa più come cavarsela in determinate vicende della propria esistenza; e il compitoa lui affidato gli si erge davanti insuperabile, come la parete di una montagna.La parola all'accidia...!!!Il lavoro mi piace, mi affascina. Potrei starmene seduto per ore a guardarlo.Jerome K. JeromeLa cosa più deliziosa non è non aver nullada fare: è aver qualcosa da fare, e nonfarla!Marcel AchardUn pigro è un uomo che non fa finta di lavorare.Nicolas de ChamforetI momenti d'ozio sono intervalli di luciditànei disordini della vita.Ambrose BierceLe manifestazioni e le conseguenzedell'accidiaL'accidia ha un carattere complesso e confuso: è un miscuglio di pensieri provenienti da forze diverse. Chi è colpito dall'accidia avverte un sensodi disordine e di illogicità in cui si intreccianoreazioni contrastanti: si detesta tutto ciò che siha e si desidera ciò che non si ha.Si percepisce che tutta la propria esistenzaperde di tensione, è come allentata in un sensodi vuoto, nella noia e nella svogliatezza, in unaincapacità di concentrarsi su una determinata attività, nella spossatezza e nell'ansia. Viene a mancare un punto di attrazione, un poloche catalizzi tutte le componenti della persona, equesta perdita di scopo sembra trascinare tuttoin un vuoto senza fine.A causa dell'angoscia e dell'ansietà, la vita apparesenza più punti sicuri, senza certezze, come appoggiata su di una superficie fluttuante.Altri sintomi dell'accidia sono l'indifferenza el'instabilità. Questa instabilità si manifesta in diversi modi: dal cambiare casa o lavoro, al fuggire versosituazioni ritenute ideali; dall'instabilità di umore all'instabilità di giudizio;dall'instabilità nei rapporti interpersonali allasfiducia verso se stessi. Anche la ricerca di sempre nuove emozioni e divertimenti e la paura di lasciare spazi vuoti daimpegni sono palliativi di fronte a una situazioneesistenziale che si minaccia vuota e priva di senso.Pascal diceva "Ho scoperto che tutta l'infelicitàdegli uomini deriva da una sola causa, dal nonsaper starsene in pace, in una camera".Un ultimo sintomo dell'accidia è lo sconforto: l'impossibilità per l'uomo di vedere qualche cosa di buono e di positivo: tutto viene ridotto al negativismo e al pessimismo. L'insoddisfazione diventa la modalità normale diaffrontare l'esistenza, e spesso anche ogni possibilità di futuro diventa inimmaginabile.Le cause dell'accidiaUna realtà complessa come l'accidia trae origineda numerosi fattori. Tuttavia, una delle cause più frequenti è l'amoresmodato per se stessi, quella passione per se stessiche porta ad essere prigionieri del proprio io. Questo amore di sè è in fondo il vero idolo cheminaccia la nostra vita. Se l'io è il centro assoluto del proprio mondo, allora si valuta ogni cosa in funzione dei propri bisogni, della propria idea, dei propri desideri egiudizi.Ci sono inoltre due cause, apparentemente contradditorie, che favoriscono l'accidia, e sonol'ozio e l'attivismo.L'ozio è la mancanza di occupazioni, di interessi, ma soprattutto una realtà che rende la vita quotidiana amorfa e trascinata. Davanti ad ogni prerogativa l'ozioso si chiede "a che pro?" e trasforma la propria vita in un deserto.D'altra parte, lavoro e impegni eccessivi, che disperdono e creano molti punti di riferimento noncollegati tra di loro, possono provocare uno statodi accidia: ci si è dati un compito al di là delleproprie forze e si crolla.Le soluzioni per combattere l'accidiaL'equilibrio, la discrezione e la moderazionepermettono di dare una misura alla propria vita e a ciò che si fa.Si tratta di quella saggezza che nasce dalla consapevolezza dei propri limiti e delle possibilità che sono in noi, e permette un reale dominio di sè.Molti autori insistono inoltre sulla necessità di nonfuggire di fronte a questa situazione esistenziale. La fuga è infatti l'illusione di trovare altrove o diversamente una liberazione da questo pensiero.Altri rimedi per l'accidia sono la pazienza e la stabilità. La stabilità è la capacità di perseverare, di continuareun cammino anche se si è tentati di interrompere la via che si è intrapresa. E un tempo in cui ci è data la possibilità di perseverare è il quotidiano: rimanere nel quotidiano, senza "sognare la vita" fuggendo dalla sua precarietà. Ciò comporta una rinuncia a tutte quelle illusioni checi appaiono come alternative al presente; comporta accettare se stessi e l'altro; comporta accogliere le fatiche dei propri impegni oil peso della comunità in cui siamo inseriti. Per combattere l'accidia, insomma, bisogna ritrovareuno scopo e riprendere gusto per una vita vera.FONTE : IL SALOTTO DELLE STREGHE