indirizzo delle fate

IL CASOLARE SULLA STRADA DI SANTA LUCIA


 Sita sulla strada che da Orto Matera portaa Santa Lucia di Castrolibero.Questa casa che più che altro sembra un enorme “casermone”, negli anni è stata presa di mira da molti cultisti che periodicamente la usavano per le cerimonie. Di preciso non conosco bene la storia dellacasa, ma ad un primo sguardo è chiaro che doveva appartenere a qualche proprietarioterriero che la fece costruire più di cent’annifa o giù di lì per poter meglio tenere a bada, il proprio appezzamento di terreno:oltre ad essere gigantesca, si sviluppa su tre piani, haenormi finestre poste su quasi tutto il perimetro,suppongo, per dar la possibilità a chi risiedevadentro, di poter osservare il territorio a 360°. La costruzione inoltre, è posta su una collinettaben identificabile da chi, in tempi passati, girandoper quei luoghi riconoscesse subito quale era la casa patronale. Come ben notiamo, le considerazioni fatte in precedenza, qui cadono proprio a pennello:Costruzione di particolare impatto visivo in unazona abbastanza isolata anche vicino ad una strada, e in un territorio molto suggestivo e che ispira particolarmente…i cultisti ci vanno a nozze!Ma ora andiamo in dettaglio nel raccontare quelloche vi succede di solito e le cose strane che vi sonoaccadute: un giorno ritrovandomi a parlare conalcuni amici, uno di questi incominciò a porgermi lelodi per il buon lavoro fatto da noi sul sito.Lo riteneva interessante, gli argomenti trattati eranoben delineati, e incuriosivano parecchio.Inoltre gli era piaciuta l’idea delle perlustrazioninotturne.Proprio su questo punto disse: “Dovreste andare a vedere la casa che sta sulla strada per Santa Lucia… Vi succedono cose strane …” “Cosa ?”“Vi fanno le sedute spiritiche …”Abbastanza incuriosito dissi: “Ma davvero? Ma come fai a saperlo ? ” Un po’ restio nel parlare aggiunse: “No…sai… è chequalche volta vi ho partecipato anche io…”. A quel punto mi sentii al settimo cielo: fino ad ora nonavevamo mai avuto una testimonianza diretta di questotipo, e farsela sfuggire sarebbe stato un grosso errore!Con molta calma quindi, capendo che la persona in questione non voleva parlare più di tanto, riuscii comunque a farmi dire qualcosa. Mi raccontò, che tre anni prima, convinto da alcuni amici e da una buona dose di curiosità, si era addentratonel mondo dell’occulto, secondo una religione chepraticava alcuni rituali, fra cui l’evocazione dei morti, con cui si poteva essere in contatto con la natura che ci circonda. Proprio in questa casa, con il suo gruppo, fece la suaprima evocazione.“Già quando misi piede per la prima volta in quella costruzione mi sentii come se qualcosa di oscuro mi stringesse il collo, e sentii soffocare …” Continuò: “… era buio tutto intorno, e non si sentiva nessun rumore. Salimmo al secondo piano. Entrammo in un enorme stanza con quattro grandiaperture ai suoi angoli. Dovevano esservi delle finestre una volta, ma adessosembrava di essere all’ aperto. Lì, era stato allestito tutto il necessario per iniziare.”“In cosa consiste, questo ‘necessario ’di cui parli? ” “Sul pavimento era stata disegnata una stella a cinquepunte all’interno di un cerchio, e alle punte di questa,erano state poste delle candele. Erano già accese quando arrivammo, un altro amicoci aveva preceduto per sistemare tutto … ”“Cosa altro si usa per questo rito?”A questa domanda lui non volle rispondere, disse soloche questi rituali avevano una certa segretezza e che era meglio non divulgarli troppo. Io allora non chiesi altro in merito, ma domandai comefosse proceduta la seduta.Lui disse che per un po’ non successe niente. Poi ad un tratto uno del gruppo incominciò a dire frasi che in un primo momento erano senza senso, edincominciò a gridare … un grido che sembrava di dolore. Ma la cosa strana era che l’amico sembrava parlare conuna voce innaturale, come se venisse da un altro luogo, e che non aveva niente a che fare con il suo solito intercalare.“Era un lamento, ma in un primo momento non si riusciva a capire di chi. Poi la voce si fece più chiara e flebile quasi come quelladi un bambino … anzi era quella di un bambino …”“e cosa disse ?” “Non riuscimmo a capire tutto, ma sembrava chechiamasse la mamma, e domandava perché era andata via lasciandolo solo. Poi, a un certo punto dopo aver pianto, la voce non parlòpiù. Il mio amico crollò a terra e quando riprese i sensi nonricordava niente di quello che era successo. ”. A quel punto mi venne spontaneo chiedere: “Ma non pensasti, in quel momento, che forse era tutto una pantomima fatta appositamente per farti spaventare? Che niente era vero e che ti volevano solo far credere a qualcosa che invece non era? ”.Lui ci pensò un attimo ma smentì subito dicendo“ Non era possibile! Conoscevo quel ragazzo da anni e non è stato mai un grande attore, figurati poi un imitatore!La voce che sentii non era la sua, te lo posso assicurare, e poi comunque nell’aria c’era qualcosa di strano …” “Hai mai trovato conferma in quel che era accaduto?”“Mi chiedi se ho indagato sulla casa, se era veramente successo qualcosa lì dentro anni prima, o se qualcunoc’era morto?”“più o meno si.”risposi. “Ho fatto qualche ricerca, devo essere sincero, ma nonsono riuscito a sapere niente di interessante. Una volta, parlando con alcune persone, che non sapevofrequentassero anche loro quel luogo, né tanto meno lorosapevano di noi, mi hanno detto della casa e del fatto chefacendo una seduta, avevano sentito la presenza di unospirito di bambino all’interno. ”“Con questo mi vuoi dire che per te questa è unaconferma di presenze all’interno della casa?”chiesi in tonoscettico.Lui, impassibile sulle sue convinzioni: “ Che ci sonopresenze questo è sicuro, di che entità sono le altre chevi risiedono non saprei dire … ”“Cioè? Avete fatto altre sedute? E cosa successe?Avete evocato altri spiriti? ” . “Una volta evocammo uno spirito, era maschile, ma nondomandarmi cosa gli chiedemmo. Fatto è che quando poi tornammo a casa, alle quattro del mattino mi telefona uno dei partecipanti alla seduta. Mi disse che non riusciva a dormire, o meglio, che lo spirito che avevamo evocato non voleva farlo dormire. Lo spirito non era andato via ma risiedeva dentro di lui!”“E cosa avete fatto allora ?”Il giorno dopo facemmo un rito particolare per farloritornare nel suo regno e dopo qualche giorno il mio amico ritornò normale … Ma di cose strane comunque ne accadono spesso!”“tipo? ” chiesi. Mi raccontò, di quando una volta andò con loro unragazzo che non credeva a queste cose:“Incominciò a fare un gran casino, disse ‘Si, ora evochiamo un diavolo, si, e magari anche Lucifero’. Rideva e ci scherniva. Noi facemmo finta di niente e continuammo i nostririti. Quando poi venne l’ora di andarcene, proprio sullaporta esterna, trovammo un grosso caprone nero ad attenderci. Come niente fosse, e per nulla spaventato dalla nostrapresenza, il caprone entrò in casa e da lì noi non lo vedemmo più uscire. E aspettammo almeno mezz’ora! ”. “E il vostro amico cosa fece? ”“Divenne bianco in volto e da allora non disse più niente, anzi, pensa che per almeno due settimane nonuscì di casa!”.“Senti, ma prima mi hai parlato di altre persone che vanno in quel posto, fanno le stesse cose vostre?”“alcune si altre non saprei …”“che vuoi dire?” domandai con molto interesse.Stentò a rispondere subito, come se non volesse più parlare ma aggiunse solo poche parole : “Basti sapere che una volta quando andammo, trovammo per terra un cane morto totalmente sventrato, e per quel giorno decidemmo di andar via …”“Quindi mi stai dicendo che ci fanno anche messenere? ma voi riti con gli animali non ne fate?”“Ma sei pazzo? Noi amiamo la natura in tutte le sueforme, figurati se potremmo mai uccidere anche solo una mosca! Comunque si, fanno messe nere e altri riti di cuipreferirei non parlare, ma non so quando vanno. Noi per fortuna non li abbiamo mai trovati.” Non domandai più niente, anche perché era fatto molto tardi, gli chiesi se potevo scrivere questo articolo e se potevo fare il suo nome. Lui ovviamente mi disse che per l’articolo non c’eraproblema, ma non voleva rivelare chi fosse. Feci cenno di capire e me ne andai, ma mi bloccai perchiedere un ultima cosa:“Tu hai detto che ora hai smesso di fare questi riti enon voglio chiederti il perché, ma sai se gli altri deltuo gruppo ancora ne fanno? E vanno nella casa?”.Lui disse che alcuni avevano lasciato, ma altriandavano ancora, e anticipando la risposta delladomanda successiva aggiunse: “Tranquillo, se fannoqualcosa ti avverto, ma se andate fate molta attenzione a non offenderli.Su queste cose è meglio non scherzarci troppo!” e andò via.Ora lascio tirare ad altri le conclusioni di questastoria, rimane comunque il fatto che la cosa sembrainteressante e che comunque la casa esiste ed è da vedere … da vicino.Fonte: cosenza oscura