Case-Fantasma a Marano Marano terra di misteri. Via Casa Gianrusso. Strani fenomeni al secondo piano di un antico palazzo. Un'anziana donna racconta di essersi imbattuta in almeno due esseri sovrannaturali: un giovane, alto, di bella presenza, contraddistinto da una luce rossa; e un vecchietto, tipo bonario, con la barba, mingherlino.Due spiriti benevoli e portatori di fortuna, visto che furono presagio rispettivamente di un concorso vinto inqualità di insegnante di scuola materna e della nascita diun figlio. Nell'abitazione in questione diverse persone si sono stranamente tolte la vita. "Anche mio marito, deceduto alcuni anni fa - racconta latestimone - affermava di vedere spesso una donna girare misteriosamente per casa. Inoltre, nel palazzo di fronte, molti inquilini si lamentavanodella presenza di spiriti alquanto dispettosi che li percuotevano, facevano volare oggetti per aria e toglievanoloro, di notte, le coperte di dosso. Cose del genere qualcuno mi raccontava che avvenisseroanche in alcune vecchie abitazioni della zona di Calvizzano".Via Casa Criscio. Misteriosi passi, lenti e cadenzati, si registrerebberofrequentemente in una villetta della zona. Piazza Plebiscito. Nell'area dove un tempo sorgeva Palazzo Spuntatore,abbattuto circa sedici anni fa, si aggirerebbe indisturbatouno spirito dal fare burlone in cui molti avrebbero riconosciuto il famigerato "munaciello". Santangelo "Questo è quanto capitato a una mia parente circa trent'anni fa. Da allora, infatti, vive perseguitata da uno spirito evocatodurante una seduta medianica, tale "Santangelo". Si trovava in camera da letto, a casa sua, e un'incoscienteamica interrogò con una tavoletta artigianale Ouija unospirito passante. Quest'amica l'aveva fatto già precedentemente altrove. Comunque, la mia parente, scettica, non ci credeva e il bicchierino, autocomandandosi, iniziò a scrivere per benquattro volte: "Non voglio rivelare il mio nome". Poi però lo disse: "Santangelo" (persona da lei conosciutain vita) e rispose alle domande di lei sugli sviluppiamorosi... La mia parente, terrorizzata, buttò tutto in aria, dopo aversentito dire che nel suo futuro quest'anima vedeva per lei "una divisa" (quella che adesso indossa suo marito, un medico). So che è la cosa peggiore interrompere così le sedute, perché lo spirito rimane se non ringrazi e dici arrivederci (parola che dev'essere già presente sulla tavoletta, considerando che molte volte questi spiriti si rifiutanocategoricamente di chiudere...). Ciò successe nel periodo di Natale. L'anno dopo suo padre morì di infarto il 24 dicembre, dieci anni dopo la madre le morì improvvisamente il 27 dicembre, cinque anni fa, a metà dicembre, lei ha scopertodi avere un tumore al seno, due anni fa una metastasi al cervello a inizio dicembre. Lei teme l'arrivo di questo infausto mese. Che siano coincidenze me lo auguro. In tutto questo, lei si confessò con un prete suo amico,persona anziana, saggia e molto tollerante, dicendo chelei non ci credeva (un po' per rassicurare se stessa), ma luile fece intendere che non sono i morti che parlano per lorovolontà, piuttosto forze demoniache che si impossessanodelle anime presenti in zona e parlano per bocca loro stabilendo contatti proibiti con la nostra dimensione...". Una Strana Casa "Vivo attualmente a Napoli, ma per i miei primi quattroanni ho vissuto a Capodimonte, in uno strano palazzo dovesuccedevano strane cose. Si dice che vi siano morte diverse persone anziane, un tempotenute lì dentro... La casa di cui parlo si trova a San Rocco di Capodimonte, molto vicina a un parco. A causa della mia piccola età, ho perso molti ricordi. Ciò che mi è più nitido è un volto riflesso nel lampadariodella stanza da letto: un volto malefico dai terribili occhirossi. I miei genitori mi dicono che da piccolo guardavo sempre un angolo della suddetta stanza, in alto sopra l'armadio, edero terrorizzato. Una sera mio padre tentò con una scopa di mandare via la cosa che solo io vedevo, e il giorno dopo fece un incidente quasi mortale in auto. Mia sorella, ancora neonata, fu trovata con in bocca unalampadina, ancora in corrente, che era avvitata ad un luminomolto distante da lei. Anche lei da neonata guardava lo stesso angolo in altosull'armadio, seppur sorridendo per il fatto che fosse piccola(o posseduta, in effetti ancora oggi si comporta da vera"porta-guai"). Inoltre ricordo con terrore il salotto, che si trovava alla finedi un lungo corridoio. Posso garantire che, anche se non ricordo cosa ci vedessi, neero totalmente terrorizzato. E tutti gli inquilini del palazzo avevano un sano terrore nel parlare di questi strani accadimenti. Mio zio viveva nell'appartamento quasi adiacente al nostro, sullo stesso piano.Numerose volte la sua casa rischiò di andare a fuoco. Ebbe una figlia down e rischiò di diventare pazzo. Questi sono i ricordi più sicuri che ho, ma l'inquietudine cheevoca quello stabile trasuda dalle pareti. Si dice che il "fulcro" del male sia l'altra parte dell'edificio, chesi trova di fronte alla mia ex-abitazione;lì si diceva vi fosse un ospizio, o qualcosa del genere, in cuigli anziani venivano trattati molto male". VISIONI Una Visita Inattesa "Durante la seconda guerra mondiale, persi un fratello di solisedici anni, fucilato dai tedeschi durante le quattro giornate di Napoli. Lo sognai all'interno di una schiera di ragazzi tutti vestiti dibianco, con dei gigli in mano. Lo chiamai e mi rispose di stare tranquilla. "Per entrare adesso - disse - abbiamo attraversato prima unlago di sangue e io sto insieme ai martiri". La notte del 29 agosto di alcuni anni fa, giorno del mio compleanno, un giorno che non potrò mai dimenticare, sentii bussare alla porta. Vidi mio fratello, vestito di bianco, venuto a farmi gli auguri. Non ebbe modo di trattenersi perché disse di aver avuto pocotempo. Ma il solo fatto di averlo visto, anche se per pochi minuti, fudi certo il regalo più bello di tutta la mia vita". 'O Prevetariello "Nelle ultime ore della notte, all'alba potremmo dire, a metà tra la veglia e il sonno, vidi una persona sporca di fango, aveva un lenzuolino, tipo perizoma, che gli copriva i fianchie mi chiedeva di aiutarlo a uscire da quella situazione perchéstava nell'acqua. Mi chiedeva inoltre di portargli fiori bianchi, poiché nonapparteneva al mondo, ma a Gesù, alla Chiesa: era infattiun sacerdote. Inoltre, mi fece: "Ma guardami, non mi riconosci?".E si presentò. Mi disse anche: "Non preoccuparti, perché per il tuoonomastico la situazione che tanto ti addolora si risolverà". In mattinata telefonai a mia madre narrandole l'accaduto.Lei strillò meravigliata: "Hai sognato 'o prevetariello!". Era il fratello della mia nonna materna, morto durante la prima guerra mondiale su una tradotta militare. Mia madre non lo aveva mai conosciuto.Sapemmo che era sepolto con i Padri Oblati di Maria Immacolata a Orbetello. Un fratello di mia madre, tipo molto dinamico, avendo le chiavi della nicchia, decise di recarsi a Orbetello. Giunto a destinazione, si presentò al custode del cimitero, che lo avvisò delle difficoltà di trovare tombe risalenti a diverso tempo addietro, anche perché tutte le tombe cheriguardavano i Padri Oblati erano crollate in seguito a unosmottamento causato da un'infiltrazione d'acqua. La cosa non finì lì, visto che il 15 ottobre, data del mio onomastico, ricevetti da alcuni miei alunni, insegno infattiin un liceo scientifico, una scatola di orchidee bianchissime. Ripensai alla richiesta di fiori bianchi fattami da mio ziosacerdote. Nello stesso giorno, ricevetti la notizia di uno scampato pericolo per una preoccupazione che mi angosciava ed erala stessa cosa che il"prevetariello", appena pochi giorni prima, mi aveva annunciato. La mattina dopo andai al cimitero vicino casa mia, posai le orchidee su una tomba anonima, non potendo infatti andaread Orbetello, dedicando quel gesto a mio zio, la cui foto è ogginella mia camera insieme alle altre persone, viventi e non, a me care". Un Bambino di Nome Angelo "Mi sono sposato che avevo soltanto diciotto anni - racconta il signor G.E. - le mie due figlie nacquero rispettivamentedopo il primo ed il secondo anno di matrimonio. Dato che non potevamo permetterci un terzo figlio,decidemmo di non avere più bambini. Dove lavoravo io, ero motorista presso un'importante aziendadi automobili, si trovava un ragazzo mio coetaneo, Angelo, alquale ero molto legato. Non so perché, mi veniva affettuosamente di chiamarlo "bellodi papà", nonostante avesse i miei stessi anni. Col tempo cambiai lavoro e con Angelo persi ogni tipo di contatto. Un giorno venni per caso a sapere che era morto, vittimaprobabilmente di un'embolia al cervello.Me ne addolorai e gli feci subito dire una messa. Appena qualche notte dopo, Angelo mi venne in visione, nellamia casa a piazza Ottocalli. Mi disse che sarei diventato padre, che sarebbe stato un figliomaschio e m chiese di dargli il suo nome. Gli risposi che non era possibile, che mia moglie non ne avrebbe voluto sapere, che altri figli non potevamo permetterceli,ma, cedendo infine alle sue insistenze, acconsentii a quanto michiedeva. Ne rimasi comunque molto scosso. Quando, la mattina dopo, raccontai a mia moglie la vicenda, nonne fu ovviamente felice. E dopo un po' mia moglie scoprì di essere incinta. Nonostante fossimo contrari per principio all'aborto, ci rendemmo però conto che, qualora fosse nato, quel bambinoavremmo avuto grosse difficoltà a mantenerlo, prendemmo quindi la drastica decisione di non farlo venire al mondo. Ma mia moglie non riuscì in alcun modo ad abortire, quasi come se una mano santa proteggesse il bambino.Alla fine ci rassegnammo alla sua nascita.Mia moglie partorì al Policlinico Nuovo e fu una gioia immensascoprire che si trattava di un figlio maschio esattamente comeil mio amico Angelo mi aveva profetizzato.E fu proprio Angelo il nome che diedi a mio figlio, mantenendocosì la promessa fatta tempo prima ad un amico...".FONTE:WEB