Dalla Cina con orroreProbabilmente è l'Asia, e in particolare la Cina, a detenereil maggior numero di cibi che a noi sembrano più disgustosi. Tipici delle tavole cinesi sono serpenti, ratti e zampe di orso,testicoli di tigre, la vescica delle carpe, l'utero della scrofa,cani e una specialità chiamata century egg, che altro non è che un uovo marcio.L'uovo, generalmente di anatra, di gallina o di quaglia, vienemesso a “stagionare” in un composto di argilla, lime (un incrocio tra il cedro e il limone), sale e cenere per diversesettimane se non addirittura mesi, a seconda del metodo di fermentazione. Il risultato è un uovo gelatinoso dal colore verde scuro e dal sapore senza dubbio molto intenso. Ma anche nel sud-est asiatico non scherzano con le stranezze: nei banchi degli ambulanti vengono serviti snack grilli, vermi, larve, scarafaggi, kebab di scorpioni e locuste, formiche,libellule e vespe, da consumare fuori pasto. E se per noi il pesce deve essere fresco, in Corea il pesce deveancora vivo e guizzante in bocca. L'unico modo di consumare polipi e seppie sembra che siaquello di infilzarli su uno stecco quando sono ancora vivi emangiarli prima che smettano di muoversi. Gli scozzesi, ad esempio, hanno come piatto tradizionale l’haggis: uno stufato di cuore, polmoni e fegato di manzo, insaporito da varie spezie e condimenti, cotto direttamentenel budello dell'animale. E che dire degli islandesi?Sembra che vadano pazzi per l'hakerl:cubetti di squaloputrefatto, che di solito viene assaporato tappandosi il nasoper non sentire il pungente odore di ammoniaca che lapietanza sprigiona a causa dell'alto contenuto di acido urico.In Norvegia, invece, è molto apprezzato il lutefisk, pesce bianco (in genere merluzzo o sogliola) messo a frollare nellasoda caustica. Anche i vicini svedesi hanno la loro specialità: il sylta, ovveroun paté di carne ricavata dalla testa dell’agnello o del maiale, spesso mischiata con parti poco allettanti dell'animale, come i piedi e le interiora. Sgradevolezze di casa nostraE comunque che anche noi non siamo da meno. Perfino le cucine considerate più raffinate - come la francese, l’italiana - hanno le loro stranezze. Francia e Italia hanno in comune, in quanto ad arte culinaria, una significativa presenza del gorgonzola e di altri formaggi “invecchiati” se non addirittura “ammuffiti”. In Sardegna è considerato una prelibatezza il casu marzu,ovvero un formaggio la cui fermentazione si protrae finoalla decomposizione. Il formaggio viene mangiato solo quando si è riempito di larve di mosca (Piophila casei). La presenza di larve vive garantisce che la decomposizionenon si è spinta fino ad un livello pericoloso e quindi il formaggio non è foriero di intossicazioni. Ma anche con la carne i francese sono particolari: uno dei piatti tipici è composto dal retto di maiale ripieno.La farcitura del particolare “taglio” di carne, è costituita da un trito di mammella di vacca, di mesentere (una parte dell’intestino) del vitello e funghi. Grazie alla contaminazione con la cucina nord-africana, inoltre, su alcune tavole francesi si possono trovare perfinozampe di cammello. E anche se siamo abituati a identificarle con un antipastoraffinato, le classiche escargots francesi (lumache) potrebberoentrare tranquillamente nella lista di cibi difficili da apprezzare. Gli spagnoli non sono da meno e hanno i loro “gusti” forti: sono ghiotti di morcillas e di rabo, rispettivamente i testicoli ela coda del bue.I gusti acquisitiDisgustati? Ricordate che anche il piatto più sgradevole potrebbe entrare un giorno nelle vostre preferenze alimentari. Cosa di cui sono convinti gli inglesi che hanno addirittura coniato un modo di dire apposito: gli alimenti “acquired taste”(dal gusto acquisito). Sono tutti quei piatti ai quali non si è tradizionalmente abituati e che anzi ci risultano sgradevoli sia per aspetto, sia per odoreo sapore, ma che con il giusto “allenamento” potrebbero essere non solo consumati, senza smorfie, ma addiritturagustati con un certo piacere.FONTE:WEB