Parlare di ciò che accadde in quel lontano 1692 nel NewEngland non è semplice.Quella non fu solo l’ennesima triste storia di persecuzioni irragionevoli e folli, ma fu l’esempio perfetto di talipersecuzioni: senza basi, senza motivi, senza fondamenti,senza che nemmeno il minimo barlume di ragione e luceilluminasse le menti di chi poteva porre fine alla tortura, alla sofferenza, all’orrore dilagante.Siamo nel Nuovo Mondo, terre sconfinate sotto il dominiodel puritanesimo, e appena fuori dei villaggi e dalle città letribù indiane pronte a massacrare e uccidere.Le vicende di Salem Villane, uniche, ci permettono, propriograzie alla loro unicità di dare un volto, un nome, una storia,una personalità ben definita ad ogni singolo sfortunatoprotagonista.Conosciamo le parole dette, i pensieri taciuti confidati ai diari,l’ambiente nel quale tutto si svolse…E non scordiamo, che ciò che ebbe inizio a Salem nell’invernodel 1692 ammorbò nel corso dell’anno tutto il Massachussets….La vicenda è stata narrata più e più volte.Durante quel gelido inverno la piccola Betty Parris, di 9 anni,figlia del reverendo Parris, e la cuginetta Abigaill Williams di11,vengono colte da crisi isteriche, cadono in stati vegetativi,assumono posizioni innaturali, hanno convulsioni, pronuncianofrasi sconnesse, perdono completamente ogni controllo:sembrano possedute.Alle due piccole se ne aggiungono ben presto altre, molte altre.Si cercano colpevoli ad ogni costo, si cercano le streghe chehanno gettato il maleficio sulle bambine.Le prime a venir accusate sono donne ininfluenti, la cuiesistenza non ha nessun peso nella comunità.Sono la schiava dei Parris Tituba;Sarah Good, e Sarah Osburn: due povere donne finite inmiseria che vivono reiette ai margini della rigidissima societàpuritana.Ma perché non fermarsi a queste tre povere donne?Perché ci fu un così ampio dilagare di accuse?E soprattutto perché credere alle bambine?Rispondere alla prima domanda è relativamente semplice:in una piccola comunità schiacciata dalla morale puritana delXVII secolo, gli odii, i rancori, le invidie e le vendette cresconoin fretta, senza freni…Far condannare il proprio vicino, liberarsene, significa poterneprendere i terreni…, far condannare la levatrice significa trovareuna scusa per la propria sfortuna o sterilità.Ci si sfogava, nel più violento, cruento e crudele dei modi:si umiliava e si degradava l’essere umano.Lo si uccideva prima nell’anima e poi nel corpo.Ma perché credere alle bambine?Perché le bambine non fingevano, o almeno, non sempre…Erano davvero colte da crisi isteriche. Ma perché?La risposta va cercata nell’analisi dell’ambiente e della società nella quale vivevano.L’inverno del 1692 fu particolarmente rigido.Le case erano gelide, le funzioni tenute in chiesa a volte venivano spostate nella taverna tanto era il freddo, e spessoera consentito di portare con sé coperte, mattoni caldi e persino i cani per riscaldarsi.La vita era rigidamente ed assolutamente scandita dalleregole della Fede.I bambini non facevano eccezione.Da loro ci si aspettava ciò che ci si aspettava dagli adulti, espesso, come monito, gli si ricordava che avrebbero potutomorire e finire all’inferno in qualsiasi istante, nonostantela loro giovanissima età: esattamente come i grandi.Tutto ciò faceva parte dell’educazione che doveva venir loroimpartita.Ovviamente i più sensibili vivevano immersi in un costantestato d’ansia.A 7 anni i bimbi in casa dovevano essere d’aiuto e avere i lorocompiti da svolgere stabiliti in modo chiaro.Giocavano pochissimo, e i loro giochi ci spiegano bene lasituazione.I divertimenti dei bambini sono lo specchio della realtà nella quale vivono: i bimbi di Salem si dilettavano a far finta di andarein chiesa,frustare ed uccidere i quaccheri, e fare le streghe.Crescendo i maschi avevano la possibilità di sfogarsi con la caccia, ma le fanciulle no.Ai genitori veniva chiesto di istruire i figli quel tanto che bastavaper leggere la Bibbia.Inoltre non vi erano molte possibilità di avere altri libri, e se dialtri libri si trattava erano sempre incentrati sulla religione.Alle ragazze era così negata la possibilità di crescere siaemozionalmente che culturalmente: da loro ci si aspettava unatotale sottomissione.O eri una donna docile o eri una peccatrice: e di lì a divenire unastrega da impiccare il passo era davvero breve.Se in Europa molte streghe non erano che levatrici e donne sagge che conoscevano i rimedi naturali e le proprietà delle piante e delle erbe;a Salem le streghe non erano che povere donne ignoranti, talvoltadementi, altre volte addirittura donne rette, buone, altruiste, benestanti, in una parola: da invidiare.Analizzando tutto ciò capiamo da dove prese origini l’isteria cheafflisse così tante fanciulle in quell’epoca.Dai documenti pervenutici sappiamo che Betty Parris e Abigail Williams (orfana), godevano di una libertà anomala: infatti, siail reverendo Parris che sua moglie spesso si assentavano elasciavano le bambine in custodia alla schiava Tituba.Tituba veniva dalle Barbados e quindi va da sé che non avevaassimilato pressoché nulla della mentalità puritana del NewEngland.Conosceva il vudoo e molte favole e leggende magiche da narrarealle bimbe.Quell’inverno le bambine per spezzare la monotonia e la noiainiziarono a giocare a predire il futuro gettando l’albume di unuovo in un bicchiere d’acqua e tentando di decifrarne la formaassunta.Un responso andato male e la prima crisi si scatenò.Teniamo in considerazionepoi che per i puritani il demonio erauna creatura che ti camminava accanto costantemente: reale,quasi tangibile.Le bambine si sentivano streghe in quelle notti, facevano davvero‘le magie del demonio’, non era un gioco: era un che di proibitoche loro sfidavano.L’emozione di far qualcosa di vietato unito ad un responso ‘chefaceva paura’ fu l’inizio del dramma.Nel New England del XVII secolo i casi di convulsioni, cecità,rigidità, dolori inspiegabili, frasi sconnesse, insomma, i casi distati simili alla possessione erano davvero frequenti.Ora sappiamo che si trattava di isteria.Le vittime prima di tali attacchi erano solite avvertire, in modo dascongiurare il pericolo che i familiari potessero ferirsi o farsimale.Secondo Freud e Beuer la causa di tali stati era l’emozionerepressa e secondo gli studi di Charcot, le vittime avevano incomune un fattore: la mancanza di potere.E’ quanto mai evidente come entrambi gli elementi fosseropresenti nelle fanciulle di Salem Village.Tra il 10 giugno 1692 e il 22 settembre 1692, 20 persone furonogiustiziate tramite impiccagione ed entro il 1693 altre 5 sarebbero morte nelle prigioni.FONTI:-The Witchcraft Hysteria of Salem Town and Salem Village in 1692edito dai comuni di Salem e Danversin occasione del trecentenario dei processi;-Le streghe bambine di Salemdi Frances Hill – ed. Piemme