indirizzo delle fate

Due notizie inquetanti di violenza sui bambini


  ENNESIMO ASILO DEGLI ORRORIBastardo, asciuga la pipì col viso”.Tre anni, la maestra diventa mostroScoperta la “materna del terrore”. I piccoli tutti con meno di quattro anni di età, insultati,umiliati e percossi da un'educatrice. Accade alla “San Romano” a Portonaccio.L'insegnate agli arresti domiciliari, insieme alla coordinatrice scolastica accusata di “sapere e di coprirela collega”. Si legge nel provvedimento di custodia cautelare: “Generavano nei piccoli un clima di terrore, mettendoliin costante soggezione psicofisica, si manifestavano anche incitando alcuni di loro, solitamente i più grandi,alla violenza e alla denigrazione in danno degli altri”. I bambini più difficili coperti di insulti. “Scemo, zozzo, bastardo”. Contro bimbi di tre, quattro anni insulti, minacce, percosse e poi le costrizioni. Come quella di asciugare la pipì in terra stando sedutiin ginocchio e con l'incubo di doverlo fare con il viso.E' la scuola dei nuovi mostri quella che all'alba è stata“decapitata” dagli agenti del Commissariato San Basilio. Via una maestra e la coordinatrice scolastica dall'istitutoSan Romano al quartiere Portonaccio, nel V Municipio.Su disposizione del sostituto procuratore EugenioAlbamonte e del Gip Elvira Tamburelli, i poliziotti hannonotificato alle due donne gli arresti domiciliari comemisura cautelare. Per loro si chiudono le porte della scuola dell'infanzianella quale lavoravano.Ma più che occuparsi dei piccoli affidati alle loro mamme,secondo le indagini della Polizia, le due donne avevanomesso in piedi un sodalizio che permetteva all'insegnantecomportamenti border, quasi follie considerando l'età deicuccioli e tutto con la “copertura” sistematica dellacoordinatrice che sapeva ma faceva finta di non vedereL'indagine nasce dall'esterno dell'istituto. Gli agenti di polizia raccolgono alcune confidenze dipersone che gravitano intorno alla scuola che raccontanodi come una delle maestre avesse adottato un sistema educativo basato sul terrore pur di mantenere quella che nella sua mente veniva chiamata “disciplina”. In realtà si trattava di maltrattamenti e vessazionisistematiche. “Tecniche” che che erano a conoscenza della coordinatriceMaria Rosaria C. di 57 anni ma che nei confronti della maestra F.M. di 63 anni non si traducevano mai in nessunatto ufficiale. Nè richiami, né interventi disciplinari o denunce. Anzi, secondo le indagini, la responsabile dell'istituto“sarebbe stata a conoscenza della condotta illecita dell’insegnante, omettendo di prendere gli opportuni provvedimenti, in violazione dei suoi poteri-doveri di vigilanza e controllo, al fine di salvaguardare il buon nomedell’istituto “San Romano”.Secondo il provvedimento che le ha bloccate in casa ai“domiciliari”, le indagini accertavano “numerosi comportamenti violenti, vessatori, offensivi e mortificanti della dignità dei bambini affidati ad essa durante l’orarioscolastico”. Ancora il provvedimento formato dal sostituto procuratore:“Particolare menzione merita l’episodio nel quale unbambino colpevole di essersi fatto la pipì nei pantaloni, veniva costretto dalla maestra ad inginocchiarsi e ad asciugarla con un fazzoletto di carta, dopo essere statominacciato, davanti agli altri bambini, di fargliela pulire conla faccia”.E poi le violenze che “generavano nei piccoli un clima di terrore, mettendoli in costante soggezione psicofisica, si manifestavano anche incitando alcuni di loro, solitamente ipiù grandi, alla violenza e alla denigrazione in danno degli altri”. E non c'era alcuna pietà per i piccoli “difficili” o con disagipsicoinfantili che venivano umiliati e indicati come “scemo,zozzo, bastardo”.E a scuola il comportamento dell'educatrice era noto. Le indagini hanno infatti appurato che nel tempo la donnaera stata criticata dalle sue stesse colleghe, ma che “i comportamenti erano protetti e coperti della direttrice”.
SGOMINATO GRUPPO PEDOFILO A CATANIAPedofilia, quattro arresti: genitori abusavano dei figli pergirare videoLa Procura di Catania ha disposto anche l'iscrizione nelregistro degli indagati di cinque persone. In manette un uomo di 41 anni che si fotografava mentreabusava della sua bimba di 9 anni, e una catanese che vestita da suora in una chiesa faceva violenza sul figlio di10 anniFilmavano video pedopornografici coi propri figli da mettere in rete Deep Web, una zona ‘invisibile’ di internet.La Procura di Catania nell’ambito dell’operazione antipedofilia Tor ha disposto l’arresto di quattro persone el’iscrizione nel registro degli indagati di altre cinque. Sono finiti in manette un romano di 41 anni al quale la polizia postale ha trovato immagini da lui stesso prodotte mentre abusava della figlia di 9 anni, e una catanese chevestita da suora in una chiesa faceva violenza sul figlio di10 anni. Insieme a loro anche un 64enne residente a Torino e un28enne trovato in possesso di oltre 75 mila filepedopornografici, alcune delle quali riguardavano ancheuna giovane di 12 anni adescata su Facebook. Fotografie in cui la ragazza era nuda e che sono statediffuse in rete.La polizia postale e delle telecomunicazioni di Catania,coordinata dal procuratore capo Giovanni Salvi e dal sostituto Marisa Scavo, ha scoperto nella rete invisibile di internet Deep Web, un gruppo di nove persone ritenuteresponsabili a vario titolo di produzione, commercio, divulgazione e detenzione di materiale pedopornografico. Secondo gli inquirenti, la chiesa nella quale la catanese avrebbe girato le immagini “sarebbe in Piemonte”. Dalle indagini è emerso che l’uomo arrestato a Torino sarebbe parente della donna e secondo l’accusa era lui achiederle di “esibirsi” su richiesta di “clienti”.I cinque indagati appartenevano al gruppo ed erano incontatto con il piemontese anche sul Deep Web perchè“fortemente interessati a quel particolare tipo di materialepedopornografico realizzato accostando in manierasacrilega gli abusi sui minori agli oggetti religiosi”.FONTE:LIBERO