indirizzo delle fate

RAPPORTO SHOCK DI SAVE THE CHILDREN


Violenza sessuale durante i conflitti:la testimonianza di Madeleine
  I bambini e le bambine durante i conflitti armati enelle fasi post-conflitto, sono troppo spesso vittime di violenze sessuali.Save the Children -Le più colpite sono le adolescenti, ma le violenzeriguardano anche i maschi e bambini di pochi anni.La violenza è perpetrata soprattutto dalle milizie armate ma anche da civili: familiari, insegnanti, operatori umanitari. La frequenza e l’intensità delle violenze sessuali su bambini e adolescenti durante i conflitti è scioccante. Un rapporto di Save the Children, "Indicibili criminicontro i bambini. La violenza sessuale nei conflitti", svela che la maggioranza di coloro che hanno subito violenzesessuali durante un conflitto o subito dopo hannomeno di 18 anni .Un dato che può arrivare all’80% del totale delle vittime e che, in numeri, si traduce in una stima di quasi 30 milioni di bambini vittime di violenzasessuale.
 Nella Repubblica Democratica del Congo nel 2008sono stati rilevati 16.000 casi di violenza sessualecontro donne e ragazze, di cui quasi il 65% nei confronti di minori, per la gran parte adolescenti main misura di circa il 10% anche con meno di 10 anni.Madaleine ha 16 anni ed è una delle vittime.Lei e la sorella maggiore sono state prelevate dallaloro casa, due soldati le hanno costrette a camminareper ore per poi violentarle. Questa è la sua testimonianza:"Due soldati sono venuti a casa nostra, avevano armi e hanno rubato tutto quello che avevamo. Hanno preso me e mia sorella dicendo che ci avrebbero ucciso, i nostri genitori non hanno potutofare niente perché loro erano armati. Avevo tanta paura.Ci hanno preso e ci hanno portato con loro nellaboscaglia. Abbiamo camminato per 4 ore e ci colpivano per farciandare più veloce. Era notte fonda e io cadevo nel fango perché era moltobuio. Siamo arrivati al loro nascondiglio, lì c'erano altri soldati.Dicevano cose che io e mia sorella non capivamo, perché parlavano un'altra lingua.Un soldato ha preso mia sorella e l'ha portata via, un altro ha preso me e mi ha violentato.Pensavo: "Potrò tornare a casa, resterò incinta, se succede cosa farò?"Alla fine mi hanno riportato da mia sorella e ci hannolasciato andare. Ero molto arrabbiata e provavo molto dolore. Non l'ho detto ai miei amici, non sapevo come avrebbero reagito, mi sarei creata una bruttareputazione.La mia famiglia però lo sa e mi sostengono. È successo ad altre ragazze. Quando c'è la guerra le donne e le ragazze soffronomolto. Dobbiamo insegnare ai governi e ai leader, in modoche i soldati non facciano più queste cose.Questa è solo una delle tante testimonianze raccoltenel rapporto e purtroppo c'è ancora molto da fare per far sì che cose del genere non accadano più.“Per questo chiediamo ai paesi del G8 che il finanziamento di interventi di protezione dei bambinisia una priorità in ogni risposta umanitaria e che ibambini siano posti al centro dell’azione internazionale contro la violenza sessuale neiconflitti”, conclude il Direttore Generale Save theChildren Italia.FONTE:WEB