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LE 10 MAMME + CATTIVE DEL CINEMA


Snaturate, oppressive, sadiche fino alla follia.Di mamma ce n’è una sola e spesso nei filmdiventa cattivissima.Ecco le 10 mamme più terribili che il cinemaci ha regalato. Fino a trasformarle in veri e propri idoli.Madame Tremaine in «Cenerentola» (1950) 
  La madre – pardon, la matrigna- di tutte lestronze. Nata dalla penna di Charles Perrault e altri,questa figura archetipica trova la sua rappresentazione ideale nei disegni di WaltDisney, che decide di battezzarla conl’altero nome di Madame Tremaine.Algida, elegante e assolutamente infida, siaccompagna alle figlie Anastasia e Genoveffa,che con la loro goffaggine costituiscono uncontraltare perfetto a uno dei personaggi piùriusciti della galleria disneyana.Malcapitata vittima la figliastra Cenerentola,punita per la sua bellezza e costretta a viverecome una serva nella sua stessa casa. Ma l’happy ending, si sa, è dietro l’angolo(o sotto una zucca).Tipologia di mamma: Sadica arrampicatrice socialeRegalo gradito: L’intero reameLa frase celebre: «(…) Poi rastrellerai il giardino, laverai il terrazzo, scoperai le stanzee le scale, pulirai il caminetto e naturalmentec’è il rammendo, il cucito ed il bucato da fare… Ah sì, c’è un’altra cosa: farai il bagno a Lucifero!»  
   Maddalena Cecconi in «Bellissima» (1951)Una straordinaria Anna Magnani alle presecon una delle sue migliori interpretazioni: laborgatara Maddalena Cecconi che sogna perla figlioletta un avvenire nel cinema, proiettando su di essa tutte le aspirazioni disilluse in età giovanile.I sacrifici, le peripezie e gli inganni subiti dalladonna per inseguire questa chimera rappresentano un attacco frontale del registaVisconti alla cosiddetta “fabbrica dei sogni”. Dove lo sguardo pesto e dolente della Magnanifinisce per perdersi in una realtà fatta di cinismo,mentre nel pianto della piccola Tina Apicella sinasconde tutto la ferocia del cosiddetto star system.Niente è perduto però, soprattutto la possibilitàdi riscatto. Che proprio in quel doloroso pianto infantile puòessere trovato.Tipologia di mamma: Donna frustrata con sogni piccolo-borghesi Regalo gradito: Vedere i sogni infranti trasformarsiin realtàLa frase celebre: «Tu la po‘ fa’ l’attrice, io purese avessi voluto».Mamma Bates in «Psycho» (1960)La madre di tutti i mali o quantomeno di una dellesue più celebri incarnazioni cinematografiche.La signora Bates è infatti la diretta responsabile delle turbe del figlio Norman, interpretato da ungrandissimo Anthony Perkins nel capolavorohitchcockiano.Arroccato nella sinistra dimora proprio accanto al suo squallido Motel, Norman nasconde un segretoche non tarderà ad essere rivelato. In una degenerazione schizofrenica sino ai limitidell’incubo. Tutto grazie alla dolce mammina castratrice.  
   Tipologia di mamma: Madre edipica Regalo gradito: Una degna sepolturaLa frase celebre: «II miglior amico è la propriamadre» (pronunciata da Norman)Mrs. Robinson ne «Il laureato» (1967)La capostipite di tutte le milf, interpretata dauna sensualissima Anne Bancroft che a soli 36anni dette voce (e corpo) a una delle mammepiù sexy del cinema.Il neolaureato Benjamin Braddock (un attonitoDustin Hoffman) torna a casa nella città di Pasadena. Galeotta la festa in suo onore, il giovane rampolloviene sedotto dalla splendida e annoiata signora Robinson, moglie del socio di suo padre.Nella sua malcelata nevrosi, Mrs. Robinson finisce per incarnare quella borghesia agiata contro cui si sarebbero di lì a poco scagliati i giovani dei 60's, quel mondo piccolo, piccolo chericonosce nella falsità e nell’ipocrisia gli unici sentimenti che muovono le relazioni umane.Quel che resta oggi è un grande cult che ci haregalato personaggi indimenticabili. Per cui, a distanza di oltre quarant’anni, brindiamo ancora a te, Mrs. Robinson.Tipologia di mamma: Mangiatrice di uominiRegalo gradito: L’indissolubile binomio a base di alcol e sessoLa frase celebre: «Non ti piaccio abbastanza?»Margaret White in «Carrie – Lo sguardo di Satana» (1976)Il primo romanzo di Stephen King ad essere trasposto sul grande schermo, dove vediamo inazione una delle mamme più atroci del filonehorror.Una magistrale Piper Laurie veste i panni di Margaret White, madre folle e snaturata dell’adolescente Carrie che, oltre alle angheriedei compagni di scuola, deve subire i delirimaterni in cui la si accusa di essere possedutadal demonio.In un mix letale di fondamentalismo religioso esplatter, l’unica preoccupazione di Margaret èquella di sacrificare la propria figlia a Dio. Ma non senza aver prima fatto i conti con losguardo di Satana.Tipologia di mamma: Angelo sterminatoreRegalo gradito: Spada fiammeggiante o, in alternativa, il kit del perfetto esorcistaLa frase celebre: «Rideranno tutti di te»Pamela Voorhees in «Venerdì 13» (1980)«Chi è l’assassino in Venerdì 13?», chiedeil misterioso killer ad una spaventatissima Drew Barrymore in Scream (1996).Ma sbagliare la risposta dell’indovinello haun prezzo molto alto, specie se l’enigma riguarda una delle pellicole slasher piùfamose e imitate di sempre.Sulla scia del successo di Halloween, la nottedelle streghe (1978) di Carpenter, il registaSean S. Cunningham crea il mito di Jason,che con la sua maschera da portiere di hockey ci accompagnerà per ben nove film(l’ultimo del 2009) e una serie tv.Ma se il povero e deforme ragazzone fa un uso improprio dell’ascia, la colpa è comunqueda imputare a mamma Voshees. Perché l’assassino ti siede accanto, anche infamiglia.Tipologia di mamma: Vendicativa e sanguinariaRegalo gradito: Chiudere per sempre il campeggio Crystal LakeLa frase celebre: «Jason, mamma ti sta parlando.Jason, mamma ti sta parlando!»  
  Joan Crawford in «Mammina cara» (1981)Mamme divine, ma non troppo. Il cinema attacca e distrugge i miti della sua âged’or, offrendo un ritratto impietoso di Joan Crawford, una delle attrici più famose della Grande Hollywood del tempo che fu.Da sempre consumata da una divorante ambizione, Lucille Fay LeSueur (questo il suo vero nome) una santa non è mai stata.Ma a squarciare definitivamente il velo sulla suavita fu il libro- denuncia della figlia adottivaChristina, da cui il film è tratto.Il titolo antifrastico è preludio di tutte le crudeli angherie che la diva rivolge ai figli, vittimeinnocenti delle non poche manie della vecchiaJoan.L’attrice Faye Dunaway interpreta così il lato oscuro dello star system, dove lo sporco non sibutta, ma viene rimpiattato dalle care mamminesotto i loro costosissimi scendiletto.Tipologia di mamma: Alcolista egocentrica e conla mania dell’ordineRegalo gradito: Pelliccia, lucido per pavimenti ebourbon liscioLa frase celebre: «Niente grucce di ferro, che ci fanno le grucce di ferro in questo armadio, io tel’ho detto, no, perché, te l’ho detto, che ci fanno!»  
  Mamma Fratelli ne «I goonies» (1985)Più che un film, un vero e proprio must perla generazione degli anni ’80. Nella piccola cittadina di Goon Docks (Oregon),un gruppo di ragazzi decide di mettersi sulletracce del tesoro perduto del pirata Willyl’Orbo.A inseguirli in questa rocambolesca ricerca lafamigerata Banda Fratelli, gang italoamericana a conduzione familiare. Dove, neanche a dirlo, la cattivissima Mammaspadroneggia e umilia i figli tontarelli. E in modo assolutamente esilarante.Tipologia di mamma: Criminale pasticciona Regalo gradito: Il tesoro di Willy l’OrboLa frase celebre: «Dormi piccino sul ramo lassù,il vento soffia dondola tu, il ramo si spezza laculla cadrà…»
Marietta Fortune in «Cuore Selvaggio» (1990)Ispirato dal Mago di Oz e dal romanzo omonimodi Barry Gifford, il regista David Lynch realizzaun on the road completamente fuori dagli schemi. Al centro due amanti in fuga, ostacolati dalla madre di lei, pazza psicopatica avvolta da un alone fantastico.Una Strega cattiva dell’Est che mal sopporta il proprio genero, cittadina ideale di “un mondo cattivo, senza pietà, che racchiude dentro di séun cuore selvaggio”.Tipologia di mamma: Suocera tirannicaRegalo gradito: Rossetto e scarpe nuoveLa frase celebre: «Lo sai chi era quello. E lo sai che no, non lo vedrai mai più, fine dellastoria».Beverly Sutphin in «La signora ammazzatutti» (1994)Last but not least, terminiamo la classifica conuno dei personaggi più riusciti del cinema anni’90.L’irriverente John Waters sbeffeggia il sogno americano, prendendosi gioco della classe mediaa partire da chi l’ha educata e cresciuta.Più che una madre di famiglia, Beverly è una matrona con la mania del controllo assoluto euna personalità schizofrenica. Telefonate oscene alle vicine di casa, omicidi a colpi di cosciotto e violenze verso chiunque si metta contro la sua amata famigliola la porterannofino in tribunale. Da dove uscirà come un’eroina.Tipologia di mamma: Pluriomicida impenitenteRegalo gradito: Assoluzione completaLa frase celebre: «È la casa della signoratestadicazzzo??».FONTE:TELADOIOFIRENZEChe dire amici ,la mamma è sempre la mamma!