IL ROSMARINO
Ovidio, nelle Metamorfosi, racconta la storia della principessa Leucotoe, figlia del re di Persia, che sedotta da Apollo, intrufolatosi furtivamente nelle sue stanze, dovette subirel’ira del padre, che la uccise per la suadebolezza.Sulla tomba della principessa i raggi del sole penetrarono fino a raggiungere le spoglie dellafanciulla, che lentamente si trasformò in una pianta dalla fragranza intensa, dalle esili foglie e dai fiori viola-azzurro pallido.Da questa leggenda deriva l’usanza degli antichi Greci e Romani di coltivare il rosmarino come simbolo d’immortalità dell’anima; i rami venivano adagiati fra le mani dei defuntie bruciati come incenso durante i riti funebri. Ha inoltre rappresentato la rinascita el’immortalità. Per gli antichi egizi rappresentava l’immortalitàtanto è vero che se ne metteva una manciata in mano al defunto per facilitarne il viaggio nell’oltretomba. L’uso funerario di questa pianta ha trovato nelpassato una grande diffusione in tutta l’Europae in molti paesi c’era l’usanza di accompagnare un defunto al cimitero tenendo in mano unramoscello di rosmarino o si componevano lecorone funerarie di rosmarino, mirto e alloro.Da sempre ha rappresentato la buona saluteispirando una serie di leggende e credenze. Nell’Ottocento si credeva che i fiori posti acontatto della pelle donassero la felicità così come le foglie messe sotto il cuscino facevanosi che non si avessero incubi o che coltivare la pianta sul davanzale allontanasse le malattie.Considerata una pianta di buon auspicio,sincerità, fedeltà e felicità e si usava infatti dareal pastore officiante un matrimonio un mazzodi rosmarino.In antichi scritti si legge che gli studenti romani facevano uso di coroncine di rosmarino per superare brillantemente gli esami.