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COME NASCE UN SORRISO


DI GIOVANNI BOLLEA
È vero che il sorriso è una capacitàinnata dei bambini? Sì, dopo il primo pianto, appenauscito dall'utero, vediamo il sorriso del bambino legato a quello della madre che lo guarda a sua volta negli occhi. E, subito dopo, il piccolo afferra teneramente la mammella della madre, seguito dal sorriso felice di quando lei la lascia.Il sorriso che nasce non dallavista del volto della madre, madal suo profumo, rimarrà nellasua memoria per sempre.E così al primo dentino, al primopasso, all'entrata della Scuola Materna. In questo modo il sorriso dei primi anni si prolunga anchedurante le esperienze inizialiall'interno delle difficoltà scolastiche, che si manifestanogià nell'asilo nido, dove i primi collegamenti con l'altro da sé sonoritmati dagli episodi di pianto, che è il loro modo di colloquiare.Ma il dramma nasce quando il bambino non è ascoltato né seguito, o quando la madre ritarda nelriprendere il bambino alla Scuolamaterna. Al loro incontro, perciò, ci sarà dinuovo "quel" sorriso d' intesa. Quel famoso sorriso del dopo scuola che non sarà mai più lo stesso durantetutto il suo cammino di adulto. Ricordiamoci che anche nella gioia diaiutare la mamma nei piccoli lavori dicasa il bambino manifesterà la preferenza della madre nei suoi confronti, che così lofa sentire sempre più importante. Il sorriso è lo stare con la madre, il ridereè la manifestazione dell'orgoglio e della soddisfazione di eseguire e conquistare qualcosa insegnatogli da lei, dalla quale gli giunge un segno di allegra approvazione.Il sorriso è quindi amore, il ridere è. .. "obbedire". Nelle persone adulte c'è sempre un ricordoperenne della prima infanzia fino ai 10 anni per le tante cose fatte insieme: regali dei genitori, gioco e bicicletta col padre. Se poi c'è l'amore della madre con i nonnianche la loro gentilezza ha una sua funzione rassicurante. Coinvolgerli in modo positivo nelle realtà quotidiane: ecco che l'elemento formativodarà felicità al bambino, se non lo avrete maifatto sentire come un ordine. Il significato di comando non deve mai essere trasmesso infatti come un invito obbligatorio prima dei 4-5 anni. Sembrerà semplicistico e forse ovvio ma pochissimi invece capiscono l'importanza di farsi accompagnare e far partecipare il bambino alle commissioni, commentando a voce alta le cose che vedono. Questo sia con i genitori che con i nonni. L'infanzia sorridente in questo periodo storico non è purtroppo la normalità ma l'amore, lo slancio impegnato e caricato di generosa attenzione quotidiana formerà un adulto più omeno maturo.