PUBBLICO E CONDIVIDO QUASI TUTTOMarco Travaglio: “Per colpa di Berlusconi non so più chi sono”da AFFARI ITALIANI Marco Travaglio: “Per colpa di Berlusconi non so più chi sono”
Marco TravaglioIl giornalista più amato e più odiato d’Italia è diventato un fenomeno mediatico. A GQ, in edicola dal 4 maggio, racconta come si vive tra crisi d’identità e centinaia di processi a carico, tra minacce di morte e lettere anonime.Per tanti sei un eroe, per tanti un coglione. È così?«In Italia i toni sono esacerbati, ma Berlusconi ha fatto una cosa ancora peggiore: è riuscito ad annullare, nella percezione collettiva, tutte le figure terze, cioè super partes, e a trascinarle in questo giochino “destra o sinistra”: per cui io, che non sono di sinistra, grazie a lui vengo individuato come “uno di sinistra” e ho delle crisi di identità». Vieni denunciato in continuazione: cosa si prova?«All’inizio ti spaventi, poi ci fai l’abitudine. La prima volta che Berlusconi mi ha chiesto 20 milioni di euro mi sono spaventato, poi mi sono detto “Tanto non ce li ho”. Da quando faccio il giornalista ho ricevuto circa 250 denunce, tra penali e civili. Ce ne saranno 50 ancora aperte: delle restanti 200 ho vinto tutte le cause penali, tranne un paio di condanne non definitive. Delle cause civili, ne ho perse tre o quattro, nel qual caso ho pagato. Sono orgoglioso, perché le cause perse non riguardavano notizie false ma “giudizi eccessivi”, oppure errori fortuiti: nessuno potrà dire che ho mai detto il falso». Se intercettassero le tue telefonate, cosa verrebbe fuori?«Secondo me le intercettano. Illegalmente, ma le intercettano. Si scoprirebbe che mi incazzo molto e dico un sacco di parolacce. E che parlo con troppa frequenza con Peter Gomez. Qualcuno penserà che siamo fidanzati».Hai mai temuto per la tua incolumità?«È possibile che io sia un incosciente, però non ho mai avvertito pericoli per la mia vita. Ricevo spesso lettere con minacce di morte, ma non mi piace fare ogni volta un comunicato Ansa, come fanno altri. C’è uno che mi manda lettere piene di merda. Le manda anche a Michele Santoro... per conoscenza. Mi sono spaventato quando ho letto le trascrizioni delle telefonate di un amico di Dell’Utri, un certo Miccichè, che diceva che se mi fossi azzardato a toccare ancora il suo senatore, cioè Dell’Utri, allora “gli mettiamo un petardo nel culo e lo facciamo saltare”. Io ho continuato ad occuparmi appassionatamente del suddetto senatore, e di petardi nel culo non me ne hanno ancora infilati, per cui spero si tratti di millanterie».Un politico che stimi?«Tanti. Anche se non contano quasi niente. Stimo Di Pietro, per l’opposizione che fa. Rosy Bindi, Debora Serracchiani, Furio Colombo, Nando Dalla Chiesa, Giorgia Meloni, Fabio Granata, e poi Bruno Tabacci, lo stesso Fini, se mettesse su un po’ di palle, dopo quindici anni di anticamera e, con qualche riserva, Nichi Vendola...».Vuoi commentare le ultime uscite del Vaticano?«Credo che le gerarchie vaticane abbiano un disperato bisogno di un buon ufficio stampa: ogni volta che aprono bocca fanno una gaffe. Dovrebbero riprendersi Navarro Valls. Personalmente preferisco questo Papa al precedente: penso che sia meno mediatico e più spirituale. L’atteggiamento sulla pedofilia nel clero è molto più rigoroso con Ratzinger che con i predecessori».Oggi in Italia cosa è veramente sovversivo?«Ahahah!!! Come diceva Flaiano: “La vera rivoluzione sarebbe la legge uguale per tutti”.Saviano ripete spesso che la parola è potente: allora Berlusconi è immune?«No: lui è “il padrone delle parole”, come ha detto Carofiglio. La tv gli serve soprattutto per padroneggiare le parole. Non usiamo più le parole giuste per descrivere le cose: lui chiama “eroe” Mangano, usando lo stesso termine che prima si usava per Falcone e Borsellino.Berlusconi avrà qualche pregio...«Sì. Credo che, privatamente, sia un simpaticone, se preso a piccole dosi. E poi ha il pregio della tenacia estrema: non molla mai. Credo che la sua sia la forza della disperazione: è un uomo inseguito da un passato talmente inconfessabile che, se si ferma un attimo, rischia di esserne raggiunto. Deve continuare a correre per scappare da se stesso».Stimi Berlusconi per qualcosa?«No. Provo per lui un profondissimo disprezzo. Quando gli sento dire che chi lo critica lo fa per invidia, mi fa scompisciare. L’idea che io possa invidiare uno alto un metro e un cazzo, che va in giro con la testa bitumata e si vanta di conquistare le donne, quando poi c’è Tarantini che gliele paga di nascosto, mi mette un po’ di tristezza. In questo suo crepuscolo comincio a provare anche un po’ di compassione, pensando a come finirà, perché questi fenomeni, in Italia, finiscono sempre malissimo. E sai qual è il colmo? Che quando questo accadrà, ci toccherà addirittura difenderlo».