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Brexit, per me il discorso d’addio di Nigel Farage al Parlamento europeo è di una verità lampante

Post n°4541 pubblicato il 03 Febbraio 2020 da ninograg1
 

Fonte: Il Fatto Quotidiano Zonaeuro - 1 Febbraio 2020 Francesco Carraro

Il discorso d’addio, di quattro minuti appena, di Nigel Farage al Parlamento europeo – con il quale il più noto dei politici inglesi anti-euro ha salutato l’Unione – è una miniera di spunti di riflessione. E non solo, si badi bene, per i cosiddetti populisti e sovranisti, ma anche per tutti gli altri. Persino per chi ha sempre creduto, e ancora crede, alla prospettiva di una integrazione libera e democratica fra gli Stati del Vecchio Continente. Analizziamolo, allora, passaggio per passaggio.

Esordisce così: “I miei genitori aderirono a un mercato comune, non a un’unione politica, non a bandiere, inni, presidenti”. Solare verità, sia sul piano storico che sul piano della coscienza di massa. Le prime forme di cooperazione rafforzata tra gli Stati europei datano 1951 e 1957 (trattati di Parigi e di Roma) e si connotano per l’istituzione di una “comunità” europea del carbone e dell’acciaio e di una “comunità” economica europea (Cee). Si trattava di intelligenti e lungimiranti forme di “comunitarismo” interstatuale che avevano un senso; e infatti funzionavano proprio perché concepite in una logica di “Comunità”, non di “Unione”. E si muovevano su un piano “economico”, non “politico”.

Erano, in qualche modo – un “modo” equilibrato, abbastanza coinvolgente, ma non troppo soffocante – di tradurre in pratica il monito dell’economista liberale francese Frédéric Bastiat: dove non passano le merci, passano i cannoni. Non pretendevano, insomma, l’impossibile, vale a dire la fusione a freddo di nazioni troppo diverse per diventare una cosa sola. Moltissimi europei, singoli cittadini e interi popoli, hanno inizialmente aderito con entusiasmo a questo progetto proprio perché non intaccava la loro indipendenza e autonomia nazionale.

Questo spirito è stato tradito dagli eventi successivi. E il tradimento è consistito nell’aver traghettato gli europei da quel disegno (comunitario e di matrice economica) a uno tutt’affatto diverso (unionista e di matrice politica) dove si è preteso di imporre un presidente, una bandiera, un inno a persone e a nazioni che già ne avevano di propri senza desiderarne, né averne mai desiderati di nuovi.

Farage prosegue, poi, con un’annotazione sul sedicente processo democratico con cui si è arrivati a questa Unione: “Nel 2005 ho visto la Costituzione scritta da Giscard d’Estaing e da altri, l’ho vista bocciata dai francesi in un referendum e poi l’ho vista bocciata dagli olandesi in un referendum e ho visto voi in queste istituzioni ignorarli, riportarla nella forma del Trattato di Lisbona e vantarvi di averla fatta passare senza referendum”. Anche in questo caso, chi può negarlo? La marcata tendenza delle élite europee a portare avanti la missione integrazionista a dispetto delle manifestate volontà popolari non è un’opinione, ma un dato di fatto.

A questo punto, il discorso di Farage fa un salto di qualità e pone la domanda che tutti avremmo dovuto porci molti anni fa e che oggi forse, almeno per noi, suona drammaticamente tardiva: “Cosa vogliamo dall’Europa? Se vogliamo commercio, amicizia, collaborazione, reciprocità non abbiamo bisogno di una Commissione europea, della Corte europea di giustizia, di tutte queste istituzioni e di tutto questo potere”. Touché, ancora una volta. L’Unione attuale è un “termitaio” di burocrati il cui vertice pianifica i bilanci dei singoli stati di semestre in semestre; e lo fa con una ossessione patologica per le virgole e i decimali. Ancora una volta, non è ciò che gli europei, e i loro padri nobili, avevano in mente quando pensavano al futuro dei propri paesi.

A un certo punto, Farage esclama: “Noi adoriamo l’Europa, ma detestiamo l’Unione europea”. Pure in questa affermazione c’è un potente afflato di verità in grado di spazzare via un micidiale equivoco: l’idea che gli euroscettici o gli euro-critici, i populisti e i sovranisti, debbano essere tutti necessariamente dei nazionalisti ottusi e bellicosi, l’uno contro l’altro maldisposti. È vero il contrario: la gran parte di essi adora l’Europa intesa come “comunità” di Stati indipendenti e pacificamente cooperanti, ma non sopporta più questo tipo di “unione” forzata fra gli stessi.

La conclusione del discorso di Farage, per finire, è una metafora perfetta di quanto egli ha detto, nei quattro minuti del suo intervento, e di quanto è accaduto nei quarant’anni che abbiamo alle spalle. Nigel e i suoi iniziano a sventolare la bandiera del Regno Unito e, perciò, il Presidente del parlamento gli toglie la parola minacciando: “Se disobbedisce alle regole, il suo microfono viene tagliato; per favore rimuova le bandiere”. Ecco cosa è, oggi, l’Unione: una a-democratica e coatta rimozione delle identità nazionali.

Ma questa non deve per forza essere l’Europa democratica del futuro. E una delle più antiche democrazie del mondo ci sta sollecitando a trovare non tanto una liberante via d’uscita per restare da soli, ma una via totalmente diversa per rimanere insieme.

www.francescocarraro.com

 

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Commenti al Post:
ormalibera
ormalibera il 03/02/20 alle 19:48 via WEB
ottimo post, concordo, ma temo che con questi politici non vi è possibilità alcuna di riprendere la strada della libertà, giustizia, uguaglianza, rispetto, benessere
 
 
ninograg1
ninograg1 il 05/02/20 alle 18:15 via WEB
ormalibera il 03/02/20 alle 19:48 via WEB esatto..... spiegalo ai cosiddetti europeisti/mondialisti da strapazzo!
 
jigendaisuke
jigendaisuke il 03/02/20 alle 20:03 via WEB
Voglio vedere la gioia dei 14 milioni di inglesi che hanno votato, praticamente, per la brexit contro i 17 milioni che volevano restare nella UE, quando non arriveranno più i fondi per lo sviluppo grazie ai quali campano proprio le zone in cui la propaganda brexit ha fatto breccia. Rido già
 
 
ninograg1
ninograg1 il 05/02/20 alle 18:18 via WEB
jigendaisuke il 03/02/20 alle 20:03 via WEB non essendoci più vincoli al bilancio e alla spesa potranno giostrare con gli accordi commerciali... so che non tutti ci arrivano ma la realtà è questa ti piaccia o meno: se Stiglitz dice che negli usa il pil, che lì va benissimo grazie a trump, non conta una cippa (non è un indice indicativo.. ce ne sono altri) e qui si penso che ci sia qualcosa che non quadra..... il resto lo lascio a te.
 
shadow_15124hfukrl
shadow_15124hfukrl il 03/02/20 alle 20:54 via WEB
Quello per cui siamo stati imbrogliati è il fattore moneta unica dove a comandare sono le banche, se ci doveva essere una unione doveva essere del tipo Americana ed imporre a tutti gli stati oltre alla lingua nazionale una lingua comune a tutti tipo L'Inglese che è la ingua dopo il Cinese maggiormente parlata.Io penso che Farage non ha apprezzato questo scucire di soldi a favore delle ex popolazioni legate a Mosca, poi ognuno/a la può pensare come vuole!!
 
 
ninograg1
ninograg1 il 05/02/20 alle 18:19 via WEB
shadow_15124hfukrl il 03/02/20 alle 20:54 via WEB la moneta unica si è rivelata una fregatura certo... ma lo è stato altrettanto la cosiddetta unione visti i risultati: no, nessun modello è buono... bisognava seguire la strada maestra indicata da Spinelli e non dagli eurocretini e da chi li sistiene
 
elyrav
elyrav il 04/02/20 alle 08:24 via WEB
La stessa coerenza italiana. Sempre che comunque non possano essere solo parole. Serena giornata
 
 
ninograg1
ninograg1 il 05/02/20 alle 18:20 via WEB
elyrav il 04/02/20 alle 08:24 via WEB ecc, appunto: è solo una quesiotne di coerenza.. che a noi manca
 
twister007
twister007 il 04/02/20 alle 10:11 via WEB
Io penso che gli industriali sarebbero più contenti avere una popolazione di 350 milioni abitanti che solo 66 milioni quelli della gran Bretagna per smerciare le loro merci e devono pagare dei dazi se li vogliono esportare. Infatti in Scozia e in Irlanda del Nord vi sono correnti secessionisti che vorrebbero rientrare nella comunità.
 
 
ninograg1
ninograg1 il 05/02/20 alle 18:22 via WEB
twister007 il 04/02/20 alle 10:11 via WEB non si può ragionare così.... nessuno capisce che oggi i mercati sono già due al di qua degli urali (UE e UK) e altri 3 al di là degli urali. Gli industriali non hanno motivo di lamentarsi... soprattutto perchè lì di industriali indigeni non ce ne sono più.
 
woodenship
woodenship il 04/02/20 alle 19:17 via WEB
Non ho capito cosa ha proposto Nigel per sostituire la UE, che idea ha sui rapporti commerciali che dovrebero sostituire quelli che vengono meno con la brexit... Qualche rapporto, qualche contatto lo dovremo avere, oppure ognuno se ne starà a casa sua?.....
 
 
ninograg1
ninograg1 il 05/02/20 alle 18:24 via WEB
woodenship il 04/02/20 alle 19:17 via WEB sostituire? e chi la vuole sostituire.... solo chi ha bistecche fiorentine sugli occhi può dire cose del genere. L'europa è morta con il trattato di lisbona, siete in pochi a non accorgervene...
 
   
woodenship
woodenship il 05/02/20 alle 19:15 via WEB
Non so perchè dimostri sempre di capire Roma per toma. Adesso vedo se riesco a spiegarmi meglio: prima i commerci tra i paesi della UE erano regolamentati dalla disciplina valida all'interno della Unione Europea. Adesso che la GB è andata fuori, che tipo di contratti e come intende continuare l'UK a commerciare con i paesi UE? Mi sono spiegato? Non mi pare che il tuo Nigel l'abbia detto, o sbaglio? Mi pare che sia tu ad avere le fiorentine sugli occhi, intese come bistecche. Mi pare una cosa normale che si continui a commerciare, ma come? Al tuo Nigel non interessa? Oppure pensa che l'Union Jack imporrà i suoi dazi e la sua politica economica con la Royal Navy?...Prova a spostare le bistecche dagli occhi e forse capirai ciò che sto cercando di dirti...
 
     
ninograg1
ninograg1 il 06/02/20 alle 17:56 via WEB
woodenship il 05/02/20 alle 19:15 via WEB magari fosse il 'mio' Nigel.... ;P per il resto ti sei risposto da solo: imporrà dazi laddove non riesce a raggiungere accordi sia con la ue in senso largo che con i singoli paesi. Dimentichi, ma c'è il problema delle bistecche, che il mercato finanziario londinese è il primo in europa e il terzo sull'intero globo: secondo te chi ha il coltello dalla parte del manico? Non vedi come i mangia crauti e i mangia lumache fanno gli agnellini ora con i mangia fish & chips?
 
maresogno67
maresogno67 il 04/02/20 alle 22:26 via WEB
io penso che ci stiamo tagliando a pezzetti pensando di contare di piu'..
 
 
ninograg1
ninograg1 il 05/02/20 alle 18:25 via WEB
a volte la somma non è l'insieme dei fattori ma c'è altro.. molto altro
 
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