Molti praticanti di arti marziali amano identificarsi con i samurai giapponesi. Ma chi erano? Ecco alcune notizie interessanti tratte da wikipedia:La parola
giapponese samurai (侍) deriva da un verbo, saburau, che significa servire o tenersi a lato ed indica un guerriero del
Giappone feudale. Un termine più appropriato sarebbe bushi (武士, letteralmente: guerriero), che risale al
periodo Edo.Attualmente il termine viene usato per indicare la nobiltà guerriera (non, ad esempio, gli
ashigaru o i fanti). I samurai che non servivano un
daimyō o perché era morto o perché ne avevano perso il favore, erano chiamati
rōnin.I samurai costituivano una classe colta, che oltre alle arti marziali, direttamente connesse con la loro professione, praticava arti
zen come il
cha no yu o lo
shodō. Col tempo, durante l'
era Tokugawa persero gradualmente la loro funzione militare. Verso la fine dell'era Tokugawa, i samurai erano essenzialmente burocrati dello
shōgun, e la loro
spada veniva usata soltanto per scopi cerimoniali. Con il
Rinnovamento Meiji (tardo
XIX secolo) la classe dei samurai fu abolita in favore di un
esercito nazionale in stile occidentale. Ciò nonostante, il
bushidō, rigido codice d'onore dei samurai, è sopravvissuto ed è ancora, nella società giapponese odierna, un nucleo di principi morali e di comportamento che parallelamente, nelle società occidentali, è costituito da principi etici di derivazione religiosa.Le armiI samurai usavano una grande varietà di armi. Nel
periodo Tokugawa si diffuse l'idea che l'
anima di un samurai risiedesse nella
katana che porta con sé, a seguito dell'influenza dello
Zen sul
bujutsu; a volte i samurai vengono descritti come se dipendessero esclusivamente dalla spada per combattere. Raggiunti i tredici anni, in una cerimonia chiamata Genpuku, ai ragazzi della classe militare veniva dato un
wakizashi e un nome da adulto, per diventare così vassalli, cioè samurai a tutti gli effetti. Questo dava loro il diritto di portare una katana, sebbene venisse spesso assicurata e chiusa con dei lacci per evitare sfoderamenti immotivati o accidentali. Insieme, katana e wakizashi vengono chiamati daisho (letteralmente: "grande e piccolo") ed il loro possesso era la prerogativa del
buke. Portare le armi venne vietato nel 1523 dallo Shogun perché prima di quella riforma tutti potevano diventare samurai e per evitare rivolte armate lo Shogun emise questo decreto.La prima arma ausiliaria dei samurai fu l'
arco e non fu modificata per secoli, fino all'introduzione della
polvere da sparo e del
moschetto nel
XVI secolo. Un arco giapponese era un'arma molto potente: le sue dimensioni permettevano di lanciare con precisione vari tipi di proiettili (come frecce infuocate o frecce di segnalazione) alla distanza di 100 metri, arrivando fino a 200 metri quando non era necessaria precisione.
Ideogramma Samurai.Veniva usato solitamente a piedi, dietro un tedate, un largo
scudo di legno, ma poteva essere usato anche a
cavallo. La pratica di tirare con l'arco da cavallo divenne una cerimonia
Shinto detta Yabusame. Nelle battaglie contro gli invasori
Mongoli, questi archi furono l'arma decisiva, contrapposti agli archi più piccoli e alle
balestre usate dai
cinesi e dai
mongoli.Nel
XV secolo, anche la
lancia (
yari) divenne un'
arma popolare. Lo yari tese a rimpiazzare il
naginata allorquando l'eroismo individuale divenne meno importante sui campi di battaglia e le milizie furono maggiormente organizzate. Nelle mani dei fanti o ashigaru divenne più efficace di una
Katana, soprattutto nelle grosse cariche campali. Nella battaglia di Shizugatake, in cui Shibata Katsuie fu sconfitto da
Toyotomi Hideyoshi (da allora anche noto come Hashiba Hideyoshi) i cosiddetti "Sette Lancieri di Shizugatake" ebbero un ruolo cruciale nella vittoria.