Per una volta pubblico lo stesso post nei due blog.
Una delle caratteristiche più negative degli uomini è la costante insoddisfazione nei confronti del lavoro degli altri. Un'insoddisfazione spesso gratuita, senza ragione, se non la vanità e il desiderio di sentirsi superiori a coloro che ci stanno vicini. Tuttavia, questa critica continua nei confronti degli altri è spesso causa di conflitti espliciti o mascherati. Me ne rendo conto addirittura nella palestra in cui lavoro, è normale che un maestro sostenga che un esercizio non va fatto come lo fa fare un altro istruttore, che quest'altro sbagli un movimento, che non segua un programma adeguato. Ovviamente in questa critica si cela l'affermazione che invece lui sì che è bravo a fare quel tipo di lavoro. La stessa cosa accade negli uffici, c'è sempre qualcuno che critica qualcun altro, ci sono persone che passano la vita a criticare gli altri e, probabilmente, se fossero altrettanto feroci nei confronti di sé stessi diventerebbero perfetti nel giro di poco. Perché le persone si comportano in questo modo? Beh la prima ragione è l'insicurezza, chi è sicuro di ciò che fa si preoccupa poco di quello che fanno gli altri. In questi casi vi è la paura di non essere tenuti abbastanza in considerazione, così si cerca di denigrare gli altri per porsi su di un livello superiore. E' altrettanto ovvio che un ambiente in cui la critica nei confronti degli altri diventi la regola, è un ambiente malato, in cui le persone tenderanno ad entrare in conflitto molto più spesso e che trasmetterà poca fiducia all'esterno. Un datore di lavoro dovrebbe prendersi al briga di spiegare determinati meccanismi che spesso si sviluppano inconsapevolmente, questo aumenterebbe di gran lunga la produttività dei propri dipendenti.