Farei
fatica a dichiararmi fascista o comunista, ma farei ancora più fatica a
dichiararmi antifascista o anticomunista. Le prime sono ideologie seppellite
dalla storia, falsi miti a cui popolazioni passate si sono attaccate per
costruire un mondo migliore ma che hanno comportato un peggioramento della
società civile. Le seconde sono forse peggiori delle prime, perché non sono
neanche idee, sono la negazione di idee altrui. Quando si dichiara di essere
contro qualcosa si dichiara implicitamente di non essere capaci di un pensiero
autonomo, in pratica, che le nostre idee non esisterebbero senza le idee che
vorremmo negare. In questo modo si alimenta la cultura del conflitto, della
divisione, dello scontro. Una cultura che sicuramente non può portare benefici
all’umanità. Credo nella solidarietà tra gli uomini, credo che attraverso la
collaborazione si possano ottenere risultati migliori, più stabili, più
auspicabili di quelli che si ottengono attraverso l’individualismo sfrenato, la
competizione ossessiva che porta la maggior parte delle persone a non potersi
fidare di nessuno, perché tutti mirano soltanto a soddisfare il proprio
tornaconto a discapito degli altri. Sono sicuro che in un mondo in cui tutti
cercano di fregare il prossimo alla fine tutti rimangono inevitabilmente
fregati. Credo nel rispetto degli altri, delle loro idee, la cosa più difficile
sembra ascoltare altri punti di vista, eppure noi per primi per poterci
esprimere abbiamo bisogno di altri disponibili ad ascoltarci. Credo che sarebbe
auspicabile una società in cui ognuno potesse esprimersi liberamente, in cui,
tuttavia, l’educazione al rispetto sia talmente diffusa da impedire a chiunque
(per scelta personale) di esprimersi offendendo il prossimo. In fin dei conti
chi crede nella forza delle proprie idee e delle proprie argomentazioni non
dovrebbe aver bisogno di attaccare gli altri per avere ragione, o di alzare la
voce. Credo nella giustizia, credo in un mondo in cui tutti abbiano le stesse
possibilità e vengano giudicati per le proprie azioni e non per le proprie idee,
o per le proprie origini sociali, o per la propria etnia. Credo che le risorse
dovrebbero essere ripartite in modo equo, perché non c’è niente di più ingiusto
di un mondo in cui alcuni sono legittimati a sprecare ed altri sono costretti a
morire perché mancano dell’indispensabile. Non credo che la solidarietà, il
rispetto del prossimo, la giustizia, l’equità, possano essere patrimonio di
gruppi ideologici circoscritti, non credo che il buon senso conosca bandiere,
per questo sarei disposto a collaborare con chiunque, di destra, di sinistra,
di centro fosse disponibile a lavorare per il progresso civile dell’umanità e
benché sia consapevole che da solo sono soltanto una goccia nel mare, so anche
che tutti insieme siamo il mare.