Il messaggio sociale che riceviamo è contraddittorio: dare troppa importanza all'aspetto fisico viene ritenuto un segno di superficialità, di scarso spessore, d'altra parte i modelli mediatici che vanno per la maggiore, soprattutto nel piccolo schermo, sono tutti bellissimi, dai fisici perfetti e statuari. Da un certo punto di vista sembra quasi che lo scopo di alcuni personaggi sia quello di essere criticati dal pubblico. Si critica per senso di inferiorità, per ristabilire un equilibrio, per non perdere l'autostima. Il pubblico ha bisogno di criticare, la televisione (e i media in genere) soddisfano questo bisogno. Ma siamo sicuri che curare il proprio aspetto sia segno di superficialità? Se analizziamo davvero il percorso necessario per apparire belli ci rendiamo conto che è tutto fuorché un percorso facile. Nella società dell'opulenza per non ingrassare bisogna controllare la propria alimentazione, fare sport e comunque fare sacrifici. E' più facile cedere a qualsiasi peccato di gola, è più facile rimanere in poltrona a guardare la televisione. Per essere in forma fisicamente bisogna educarsi a mantenere uno stile di vita quanto meno sano. Del resto se si pensa all'apparenza come all'eleganza nel vestire, anche in quel caso si comprende subito che non è una questione di soldi, di status sociale, è una questione di impegno. Nella società della comunicazione totale una forma di comunicazione è costituita dall'abbigliamento, essere sciatti è sicuramente più facile che essere curati. Ma chi è che non si rende conto che vestire in un modo o in un altro significa mandare messaggi completamente diversi? Ad esempio, se ci si presentasse ad un colloquio di lavoro vestiti male l'intervistatore potrebbe pensare ad un mancanza di rispetto nei suoi confronti o ad uno scarso interesse nei confronti dell'offerta lavorativa. Lo stesso discorso vale per un'occasione ufficiale come un matrimonio. Anche per essere eleganti occorre una certa dose di amor proprio che non è certo segno di superficialità. Potrebbe essere più superficiale colui che non sa adeguarsi alle situazioni che vive. Certamente se una persona desse importanza soltanto alla propria apparenza e a nient'altro, se cercasse di trasmettere un'immagine distorta di sé stesso, volendo apparire diverso da quello che in realtà è, anche in questo caso ci sarebbe qualcosa di sbagliato. In linea di massima si può affermare che ciò che è negativo è l'eccesso. Bisogna preoccuparsi quando la cura del proprio corpo diventa patologica al punto da diventare l'unico scopo della vita. O ancora quando la cura nel vestire diventa ossessiva, maniacale. Esistono persone che vivono soltanto di esteriorità, che si creano un mondo incantato fatto di immagini vuote, per queste persone l'impatto con la realtà è sempre durissimo. In tutti gli ambiti della vita l'aspetto più importante è l'equilibrio, il giusto mezzo, il dare importanza a tutto senza far diventare niente l'unica ragione di vita.