Kremuzio

Mestizia


Eccomi tornato al lavoro, dopo tre settimane di riposo e nullafacenza. Dovrei essere allegro e rilassato, e lo ero fino a pochi giorni fa. Ma il mio cuore piange. Proprio il giorno prima di tornare a casa mi arriva la telefonata del cat-sitter che mi diceva che aveva trovato morto il mio gatto. Sembra facile dire che si tratta pur sempre di animali. Sto soffrendo pensando che il mio piccolo amico, è morto da solo, steso in corridoio, senza una mano che lo accarezzasse. Sembrava stesse bene, ma solo ora mi rendo conto che anche se mangiava, dormiva, beveva e faceva le sue cose regolarmente, non stava bene. La sua età di quasi 15 anni e quel maledetto caldo lo ha stroncato. Forse stava male di cuore e non lo sapevo. Col senno di poi penso che potevo lasciargli il condizionatore acceso, ma forse era destino così. Il ragazzo che l’assisteva in mia assenza dice che non ha sofferto, forse è morto dormendo: era rilassato, non contratto come quando i gatti muoiono soffrendo.Mi viene in mente il giorno che l’ho portato a casa. Era piccolissimo, l’ho messo sotto il giaccone con la sua testolina che spuntava tra un bottone e l’altro, mentre guidavo. E lui calmo mi guardava fisso negli occhi senza lamentarsi. Sembrava stesse pensando, cercando di capire. Non posso dimenticarlo. Come non posso dimenticare quando si arrampicava sul divano e correva, e quando mi sedevo al pc e lui doveva arrampicarsi e dormire sulle mie gambe, o quando saliva sula tastiera e spingeva tutti i tasti con combinazioni che neanche gli hacker avrebbero mai scoperto. E quando facevamo il letto, con uno scatto si infilava tra il materasso ed il lenzuolo, nascondendosi e correndo come un pazzerello per le due piazze trascinandosi con le unghie. Quando saltava sul frigorifero con balzi portentosi dal tavolo di cucina e rimaneva lassù a guardare durante la cena.Ma perché campano così poco gli animali a cui teniamo? Perché prendere una bestiola in casa vuol dire prima o poi soffrire per la sua dipartita? Ci ero passato tanti anni fa per una cagnolina, e dopo una decina di anni ed un investimento da cui sembrava essersi rimessa, ho fatto in tempo a carezzarla mentre moriva dopo un’iniezione che la faceva partire per l’ultimo viaggio senza soffrire più. Ma il mio gatto è morto da solo, maledizione! Poteva aspettare solo 24 ore ancora, L’avrei portato in un pronto soccorso, avrei acceso l’aria condizionata al massimo, gli avrei dato la carne macinata che gli piaceva tanto, l’avrei carezzato sulla testolina, fatto sentire protetto, che non era abbandonato.Basta non ci casco più. Non prenderò più animali. Da oggi in poi solo piante. Non voglio più soffrire come sto soffrendo ora, come quando ci penso. Devo solo pensare a tutti i guai che ha provocato, alle coperte ed ai lenzuoli strappati, ai mobili rovinati, alla carta da parati, ai quadri, ai computer, ai monitor, tv, tutti pisciati e marcati. Ho scoperto che il piscio di gatto è altamente deleterio a tutto ciò che era in casa. Quanti libri mi ha rovinato? Il laptop ed il pc marcati proprio sulle prese d’aria che hanno fatto penetrare liquidi a computer acceso, con conseguente fumata e corto circuito. I monitor che accendevi e facevano salire fumi puzzolenti e poi, ossidati, si spegnevano per sempre. Me ne ha fatti di danni, ma mi piacerebbe ne facesse altri.   Mi sarebbe piaciuto parlare della Grecia, di quanto sono stato bene, di quello che ho visto. Lo farò poi… oggi non ce la faccio. Mi passerà. A questo serve il mio cinismo, la mia freddezza. Ma i miei occhi non dipendono dalla mia mente e non ce la fanno a rimanere asciutti.