Friburgo, 2 aprile 2011: lo stand informativo dell’iniziativa “Friburgo dice basta”, allestito sulla centralissima piazza del Kartoffelmarkt, ha colto nel segno. L’interesse della popolazione locale per il tema Berlusconi ha superato anche le più rosee aspettative degli organizzatori, un gruppo di italiani residenti nella città tedesca. Oltre a vario materiale informativo sul conflitto di interessi, le leggi ad personam, i processi e le proteste della società civile, l’attenzione dei tedeschi si è rivolta in particolar modo all’appello “A difesa del pluralismo e dello stato di diritto in Italia”, indirizzato ai parlamentari europei del Baden-Württemberg.La breve lettera preparata dagli organizzatori della manifestazione, che invita i deputati UE ad affrontare con maggiore incisività i problemi suscitati dal premier italiano, è stata sottoscritta in sole 4 ore da quasi 400 cittadini dell’Unione Europea, in maggioranza tedeschi e italiani, ma anche francesi e di altre nazionalità. “Anche noi vogliamo fare qualcosa perché quello lì se ne vada” ha commentato un’anziana signora tedesca firmando l’appello.Parallelamente all’appello europeo, allo stand era predisposta una classica petizione per le dimissioni di Berlusconi, riservata ovviamente ai soli cittadini italiani. In questo caso le firme raccolte sono state “solo” 110 – da aggiungere alle altre 100 circa raccolte in precedenza per semplice passaparola. Ovviamente non sono mancate nemmeno le voci critiche: “Invece di Berlusconi dovreste metterci Bersani sui vostri cartelli” ha detto ad esempio un italiano di evidente fede berlusconiana. Ma, almeno a Friburgo, questa opinione sembra essere in minoranza. Le vivaci discussioni allo stand, i coloratissimi pannelli informativi, la musica di alcuni artisti italiani e perfino un divertente “Berlusconi Quiz” hanno fatto della manifestazione un evento di grande impatto.Presenti anche i media locali, in particolare il terzo canale radio SWR e il quotidiano di Friburgo “Badische Zeitung”. Il tam-tam degli italiani anti-Berlusconi all’estero si propaga però principalmente tramite Internet: l’iniziativa di Friburgo si presenta su Facebook con la pagina fan “L'Italia all'estero dice basta” ed è in stretto contatto con altre realtà analoghe in Germania, come “Aus Sorge um Italien” (www.aussorgeumitalien.de) e www.rivoluzion.net. È di questi giorni la creazione di un primo coordinamento a livello tedesco, la “rete pro-Italia” pro-italien-netz. byto.de con lo scopo di promuovere ulteriori iniziative in Germania. Il successo del 2 aprile a Friburgo incoraggia a continuare la mobilitazione per il pluralismo e lo stato di diritto – anche dall’estero.
Da Friburgo si alza la speranza di fermare Berlusconi
Friburgo, 2 aprile 2011: lo stand informativo dell’iniziativa “Friburgo dice basta”, allestito sulla centralissima piazza del Kartoffelmarkt, ha colto nel segno. L’interesse della popolazione locale per il tema Berlusconi ha superato anche le più rosee aspettative degli organizzatori, un gruppo di italiani residenti nella città tedesca. Oltre a vario materiale informativo sul conflitto di interessi, le leggi ad personam, i processi e le proteste della società civile, l’attenzione dei tedeschi si è rivolta in particolar modo all’appello “A difesa del pluralismo e dello stato di diritto in Italia”, indirizzato ai parlamentari europei del Baden-Württemberg.La breve lettera preparata dagli organizzatori della manifestazione, che invita i deputati UE ad affrontare con maggiore incisività i problemi suscitati dal premier italiano, è stata sottoscritta in sole 4 ore da quasi 400 cittadini dell’Unione Europea, in maggioranza tedeschi e italiani, ma anche francesi e di altre nazionalità. “Anche noi vogliamo fare qualcosa perché quello lì se ne vada” ha commentato un’anziana signora tedesca firmando l’appello.Parallelamente all’appello europeo, allo stand era predisposta una classica petizione per le dimissioni di Berlusconi, riservata ovviamente ai soli cittadini italiani. In questo caso le firme raccolte sono state “solo” 110 – da aggiungere alle altre 100 circa raccolte in precedenza per semplice passaparola. Ovviamente non sono mancate nemmeno le voci critiche: “Invece di Berlusconi dovreste metterci Bersani sui vostri cartelli” ha detto ad esempio un italiano di evidente fede berlusconiana. Ma, almeno a Friburgo, questa opinione sembra essere in minoranza. Le vivaci discussioni allo stand, i coloratissimi pannelli informativi, la musica di alcuni artisti italiani e perfino un divertente “Berlusconi Quiz” hanno fatto della manifestazione un evento di grande impatto.Presenti anche i media locali, in particolare il terzo canale radio SWR e il quotidiano di Friburgo “Badische Zeitung”. Il tam-tam degli italiani anti-Berlusconi all’estero si propaga però principalmente tramite Internet: l’iniziativa di Friburgo si presenta su Facebook con la pagina fan “L'Italia all'estero dice basta” ed è in stretto contatto con altre realtà analoghe in Germania, come “Aus Sorge um Italien” (www.aussorgeumitalien.de) e www.rivoluzion.net. È di questi giorni la creazione di un primo coordinamento a livello tedesco, la “rete pro-Italia” pro-italien-netz. byto.de con lo scopo di promuovere ulteriori iniziative in Germania. Il successo del 2 aprile a Friburgo incoraggia a continuare la mobilitazione per il pluralismo e lo stato di diritto – anche dall’estero.