Le case dell'acqua sono una bella e giovane invenzione che permette di risparmiare soldi, rifiuti e plastica: un punto di distribuzione (quasi sempre gratuito e sempre gestito dal comune) di acqua microfiltrata. I cittadini si portano le bottiglie o i bidoni da casa e fanno il pieno, invece di comprarsi le bottiglie di acqua minerale al supermercato.Bene, secondo un recente regolamento del Minsitero della Salute le case dell'acqua sarebbero "attività di somministrazione di bevande non alcoliche". Come i bar, i ristoranti o i chioschetti privati. Veramente assurdo.Ancora non chiari quali potrebbero essere gli effetti pratici, già, infatti, l'acqua delle Case è sottoposta a controlli severissimi. Attualmente
nei bar è vietato servire un bicchiere d'acqua dal rubinetto, se la stessa regola venisse estesa alla Case verrebbe a decadere la loro ragion d'essere. Il principio ispiratore è infatti quello di fornire acqua, liscia o gasata, purificata senza dover utilizzare costose e inquinanti bottiglie. Il cittadino, infatti, si porta da casa il contenitore che viene riutilizzato ogni giorno. Legaambiente calcola in
1.700 bottiglie risparmiate al giorno per ogni Casa dell'Acqua.Già le potenti multinazionali che controllano il commercio dell'acqua hanno impedito di parlare dei referendum durante il commercio del Primo Maggio e minacciano di togliere la pubblicità da quei canali che daranno troppo spazio ai comitati referendari, ora cercano di bloccare anche questa iniziativa che negli ultimi anni sta coinvolgendo sempre più comuni italiani...Una ragione in più per andare a votare SI ai due referendum sull'acqua!