Nei giorni scorsi leggevo i
Twit di
Rafael che da Madrid spiegava cosa stesse succedendo in Spagna dove diverse migliaia di persone hanno manifestato in questi giorni in Spagna per protestare contro la corruzione, gli alti livelli di disoccupazione e il precariato.Mi ricordo di Rafael quando in un'estate dominicana usava "Z la formica" per spiegare la guerra di classe ai ragazzi delle baraccopoli di Santiago. Poi è stato in Iran e a Praga ad insegnare filosofia e spagnolo. Ora
scrive:Voto a "
Ciudadanos en blanco", no me queda otra opción ética tras revisar detenidamente el espectro político que se me oferta entre demagógicas consignas y cancioncillas ingeniosas, emotivas y falaces de quienes desean medrar a costa del voto manipulado de los demás. (...) No me considero un antisistema, ¡por Tutatis que soy profesor!. Sin embargo no puedo seguir imperturbable ante el dolor ajeno y a la indecencia de los cargos públicos que se nombran entre ellos a dedo y permanecen sine die merced a sus fortalezas estomacales y psicopatías varias haciendo el juego sucio a los banqueros.Cosa è "Ciudadanos en blanco"? E' un movimento che chiede che ai voti equivalenti alle schede bianche equivalgano a sedie vuote in Parlamento. Ovvero non abbiamo voluto votare nessuno e non vogliamo nessuno a rappresentarci in Parlamento.C'è già chi parla di effetto
Annibale, le rivolte partite dal nord Africa, passano lo stretto di Gibilterra ed arrivano in Europa.Su Twitter c'è già un trend importante
#spanishrevolution da seguire con molta attenzione perchè potrebbe essere la novità politica dell'Europa del 2011, la presenza in piazza massiccia di persone deluse dai sistemi tradizionali di gestione del potere.Da tre giorni giovani, studenti, disoccupati e manifestanti delusi dai tagli imposti dal governo si trovano nelle piazze del paese per protestare. Oltre a Madrid, ci sono state manifestazioni a Barcellona, Valencia, Saragozza, Palma de Mallorca, Siviglia e Bilbao. Secondo gli organizzatori, il movimento conta ormai più di 130mila persone, che si danno da fare per gestire le proteste.