Uno sguardo all'interno della nuova struttura di via Don Sturzo
Cos'è il CAG? I ragazzi sono un po' in imbarazzo: la Casa dei Giovani, la borsa di Mary Poppins, i pantaloni di Eta Beta. Qualcuno azzarda: "un luogo dove ci ascoltano", "un posto dove crescere", "uno spazio per noi". Se nel corso degli anni diverse migliaia di ragazzi sono passati per questo spazio un motivo ci sarà, o forse, più probabilmente, molti motivi diversi.Aggregazione. Nel CAG lavorano quattro educatori ma la dimensione educativa trova spazio all'interno di una quotidianità fatta di tempo passato con i ragazzi che si affacciano al Centro che è aperto a giovani dai 14 ai 21 anni alla ricerca di un mondo proprio. Le attività non vengono proposte ma costruite con i ragazzi che a seconda dei propri interessi, aspirazioni e della propria indole danno vita alle iniziative: un video sulle dipendenze, un viaggio in un campo di concentramento o l'organizzazione di un concerto.Palestra di relazioni. Al CAG si impara a stare con gli altri, chiunque essi siano. La soglia di accesso al servizio è bassissima, chiunque può avvicinarsi al centro, di solito i ragazzi vi entrano in piccoli gruppi, lo conoscono tramite il passaparola, gli interventi realizzati nelle scuole superiori o durante le iniziative. Una volta dentro imparano a condividere gli spazi e i tempi con chi già frequenta il posto e in questo trova senso l'opera di facilitatori degli educatori.On-line.
Facebook è uno strumento fondamentale per comunicare con i ragazzi, ma c'è anche il sito
www.spaziogiovanimartesana.org. La novità però è
www.radiomxt.com, una web radio che ospita trasmissioni create dai ragazzi che raccontano dei loro interessi, di musica, di arte e della realtà in cui vivono. È uno strumento per temprare la costanza e la passione e per coinvolgere tutti, dall'elettricista al dj.Eccellenza. Il settimanale
VITA e l'istituto di ricerca
IARD lo ritengono un'esperienza da studiare per poterne carpire i segreti ed esportarli. Il CAG ha avuto la capacità di aprirsi a tutta la città, di raggiungere diverse fasce sociali ed esigenze, di sapersi trasformare secondo le volontà di chi lo frequenta andando oltre i freddi numeri delle iniziative realizzate o i 1.000 mq che ora, dopo la ristrutturazione, ha a disposizione. Eredità e sfida. Le passate amministrazioni hanno saputo individuare persone competenti. Questa giunta deve raccogliere il lavoro fin qui fatto ed inserirlo in un quadro organico di politiche giovanili promuovendo, magari, un tavolo di confronto fra tutti gli adulti che si occupano di ragazzi: educatori, scuole, oratori, polizia, baristi...