Mentre i giornali parlano di altro (ma di cosa?) in Parlamento si stanno discutendo tre leggi molto importanti, tutte volte a limitare i diritti dei cittadini.
Not in my back yard: lo scopo dichiarato è quello di contrastare "l'egoismo territoriale" che rallenta "il cantiere Italia". Ma l'effetto della legge anti Nimby (not in my back yard, non nel mio giardino), in caso di approvazione, sarà di azzerare, attraverso la minaccia di risarcimenti milionari, i ricorsi alla giustizia amministrativa da parte di associazioni ambientaliste storiche, che difendono ciò che resta del Belpaese da abusi edilizi e colate di cemento. La proposta di legge 2271 è sottoscritta da 136 deputati del Pdl ed il primo firmatario è l'onorevole Michele Scandroglio; con la modifica 5-ter qualora il ricorso alla giustizia amministrativa "sia respinto perché manifestamente infondato, il giudice condanna le associazioni soccombenti al risarcimento del danno oltre che alle spese del giudizio".
Delega al Governo in tema di nucleare: La delega al governo in materia nucleare crea i presupposti per una delle operazioni più scellerate del governo Berlusconi. Il testo definisce, infatti, quelle che saranno le procedure per la localizzazione e la costruzione delle centrali nucleari in Italia. Norme chiaramente anticostituzionali in cui emerge la volontà di estromettere le comunità locali e chi le rappresenta da ogni processo decisionale. Si prevede infatti il ricorso al potere sostitutivo del governo in caso di mancata intesa con le autorità locali e un sistema di autorizzazione unica da parte del governo sulla base del preminente interesse statale. Il governo si vede inoltre attribuita la facoltà di dichiarare i siti destinati alla costruzione di centrali nucleari di interesse strategico nazionale, vale a dire soggette a speciali forme di vigilanza e di protezione.
Class action senza retroattività: La class action entrerà nell'ordinamento italiano ma non avra' valore retroattivo. L'aula del Senato ha approvato un emendamento di Balboni(Pdl) al ddl Sviluppo che cancella la retroattività, prevista nel testo del ddl che era uscito dalla Commissione Industria, a partire dal luglio 2008. L'azione collettiva sarà possibile solo per gli illeciti compiuti dopo la data di entrata in vigore del ddl Sviluppo collegato alla Finanziaria. Salvi Parlamat, Ciro e bond argentini, tra gli altri,