PERU': Le popolazioni native dell'area amazzonica, circa 5.000 persone appartenenti a una sessantina di tribù, manifestano da tempo per impedire che le risorse naturali peruviane, petrolio e gas naturale in primis, prendano la via del libero mercato e si svendano agli Usa.Da aprile gli indios sono sul piede di guerra: troppe minacce all'area amazzonica in cui vivono, troppa paura che le ricchezze naturali peruviane possano finire nelle mani delle multinazionali straniere che, soprattutto in Perù, detengono la leadership in quasi tutti i campi dell'economia di mercato. Troppi, ancora, i timori che le terre che dagli anni Settanta il governo ha restituito ai nativi possano nuovamente tornare nelle mani dello Stato (che se le riprenderebbe con la forza) e da lì prendere il via verso altre nazioni.Ma c'è un problema: protestare in Perù significa anche esporsi in prima persona alla repressione delle forze di sicurezza, proprio come avvenuto la scorsa settimana. Gli agenti, infatti, non si sono risparmiati e hanno aperto il fuoco sulla folla dapprima utilizzando gas lacrimogeni con l'intento di disperdere la folla e in un secondo momento sparando proiettili veri e propri ad altezza uomo. Non contenti hanno anche chiesto l'intervento di elicotteri che hanno lanciato dall'alto lacrimogeni e aiutando gli oltre 700 poliziotti intervenuti nell'area.Qui trovi la cronaca da Lima.
Storie di popoli che resistono e reisteranno
PERU': Le popolazioni native dell'area amazzonica, circa 5.000 persone appartenenti a una sessantina di tribù, manifestano da tempo per impedire che le risorse naturali peruviane, petrolio e gas naturale in primis, prendano la via del libero mercato e si svendano agli Usa.Da aprile gli indios sono sul piede di guerra: troppe minacce all'area amazzonica in cui vivono, troppa paura che le ricchezze naturali peruviane possano finire nelle mani delle multinazionali straniere che, soprattutto in Perù, detengono la leadership in quasi tutti i campi dell'economia di mercato. Troppi, ancora, i timori che le terre che dagli anni Settanta il governo ha restituito ai nativi possano nuovamente tornare nelle mani dello Stato (che se le riprenderebbe con la forza) e da lì prendere il via verso altre nazioni.Ma c'è un problema: protestare in Perù significa anche esporsi in prima persona alla repressione delle forze di sicurezza, proprio come avvenuto la scorsa settimana. Gli agenti, infatti, non si sono risparmiati e hanno aperto il fuoco sulla folla dapprima utilizzando gas lacrimogeni con l'intento di disperdere la folla e in un secondo momento sparando proiettili veri e propri ad altezza uomo. Non contenti hanno anche chiesto l'intervento di elicotteri che hanno lanciato dall'alto lacrimogeni e aiutando gli oltre 700 poliziotti intervenuti nell'area.Qui trovi la cronaca da Lima.