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Continui problemi per i pendolari milanesi e sospesa la fermata di Rho


San Zenone al Lambro, 25 chilometri a Sud della Milano dell'Expo, è la più desolata tra le 409 stazioni della Lombardia. In que­sta stazione non si vendono biglietti. Non c'è un ad­detto delle ferrovie, né una macchina self service. Avendolo comprato prima, il biglietto comunque non si può timbrare: l'obliteratrice è fuori uso.Ogni mattina i pendolari che rag­giungono il capoluogo in treno sono 200 mila. E lo fanno tutti tra le 7 e le 9. Come trasferire in due ore l'intera popolazione di Brescia.
«La vede quella?», sorride un pendolare. «È la Tav. Per noi, la peggiore delle beffe». La nuova linea dell'alta velocità si snoda a pochi me­tri dai vecchi binari. Il confronto è lì da vedere. Spietato: il Freccia Rossa che parte da Bologna alle 8.24, arriva a Milano alle 9.29. Per percorrere 210 chilometri, impiega un'ora e 5 minuti. Accan­to arranca invece il regionale che da San Zenone, dove passa alle 7.59, approda nel capoluogo alle 8.55. Fa un decimo della strada, 25 chilometri. Ma ci mette un minuto in più, un'ora e 6 minuti. Se non ci sono guasti.Non tutti sanno che qui, in Lombardia, di locomotive se ne rompono in media 3 o 4 al giorno (dati Tre­nitalia). Dal 2 al 9 maggio, media di 2 guasti al giorno. La settimana prima, più di 4.A pochi chilometri di distanza viene cancellata la fermata di Rho città per gli interregionali. Eliminati oltre 30 passaggi giornalieri con l'impossibilità di raggiungere la città per i pendolari provenienti da Santhià.La Lombardia deve ancora farne di strada per capire che il trasporto su binari, immensamente meno costoso ed inquinante di quello su gomma, deve essere la priorità per lo sviluppo dell'intera regione.